L'invasione programmata dell’Europa con migranti africani poveri. La lezione del “piano Kalergi”

  • 01/02/19
  • Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi
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Le tesi dei Fusaro, dei Simonetti, dei Messora e le modalità con cui vengono diffuse, ci insegnano l'importanza dello studio, del metodo di analisi e della qualità delle fonti

Precisiamo anzitutto che il “piano Kalergi” è una tesi elaborata da un nazista negazionista dell'Olocausto, basata sugli scritti di Richard N. C. Kalergi - considerato tra gli ispiratori ideali dell'Europa unita - e in particolare sul suo libro "Idealismo pratico" del 1925. In questo libro Kalergi avrebbe esposto un piano delle èlite per resettare l'identità europea e programmare una popolazione culturalmente omogenea e totalmente manipolabile.  Il filosofo Diego Fusaro è tra i principali promoter di questo teorema, caro anche alla destra conservatrice italiana. Fusaro prende alla lettera le previsioni di Kalergi scritte nel 1925 e mescolandole con grande capacità dialettica a concetti disparati, ne ricava un gran polverone nel quale è difficile districarsi. Spesso anche per lui.  Altri autori sul tema, pubblicano libri e video acchiappaclick sui vari social. Tra questi, il sedicente storico di destra Simonetti - autore de "La verità sul Piano Kalergi" - tra i preferiti del canale youtube Byoblu di Messora.  

Detto (anche troppo) del famigerato piano e dei suoi profeti, veniamo a cosa ci insegna questa vicenda.  Ciò che sorprende negativamente e incuriosisce, è che persone sinceramente protese verso la ricerca della verità e la conoscenza sono in questa epoca talmente scettiche e critiche nei confronti delle istituzioni e delle fonti accademiche, da non accorgersi che le fonti e le versioni alternative che scelgono sono farlocche al limite del ridicolo.  Da un lato cioè essi non credono alle versioni "ufficiali" dei fatti e delle interpretazioni dei fenomeni sociali, dall'altro però presentano una totale apertura e disponibilità a credere a versioni, che si presentino con caratteristiche in grado di connotarle come radicalmente alternative. Tanto basta. Tanto è lo scetticismo e la ferocia verso le prime, tanto è l'afflato fideistico verso le tesi alternative e le relative fonti. Ecco, secondo noi questo è un interessante filone di studio e di indagine: quali sono i requisiti per costruirsi quelle "caratteristiche" per accreditarsi come fonte alternativa? 

Di certo sono fondamentali i canali: notiamo che a queste persone critiche alla ricerca di nuove verità, i nuovi media di internet offrono una vasta offerta di contenuti relativi a visioni alternative pronte all'uso. Contenuti prodotti da "entità" (poteri economici o politici, forti o deboli...) di nuovo conio. In passato infatti, chi era contro o anche solo critico verso il "sistema" - questa non è certo una novità del presente - trovava altri tipi di "offerte": in primis i movimenti e i luoghi legati alla critica al modello capitalista, ma non solo.   Oggi quei contenuti non esistono più e i vecchi canali sono saltati, mentre invece i nuovi media sono diventati un "dispenser" di "verità alternative rivelate". Un dispenser potentissimo e persino personalizzato grazie alle profilazioni. 

Verità "rivelate" appunto, perché come il “piano Kalergi” non necessitano di quell'elaborazione e di quei filtri approfondi e trasversali, che c'erano quando era la società a veicolare le visioni alternative con i circoli, i sindacati e le fabbriche, i bar, gli oratori, la scuola, i gruppi amicali, ... L'uso che la politica sta facendo dei nuovi media per manipolare il consenso - ma specialmente, viceversa - è ormai sotto gli occhi di tutti, che però non se ne accorgono.  

Attenzione, non diciamo che le persone che oggi hanno un approccio critico sono dei creduloni che abboccano a tutto. Diciamo però, che di fatto non hanno verso le fonti e le tesi alternative, lo stesso spirito fortemente critico che riservano alle fonti tradizionali. Se invece ci fosse, alcune tesi sarebbero sommerse da pernacchie, per la totale assenza di dati, fatti, circostanze e quindi di dimostrazioni credibili delle tesi sostenute. Se infatti intendiamo portare una tesi nuova che ribalta il tavolo, l'onere della prova spetterebbe a chi la propone, non il contrario. E' questo l'unico dato di fatto che emerge e probabilmente l'unico vero  “piano Kalergi” in atto: chi può utilizzare i nuovi media utilizza le libertà dei regimi democratici, per veicolare contenuti che orientano e modificano il consenso e quindi gli assetti democratici, minandoli dall'interno. Armi di distrazione di massa, ma altamente personalizzate. 

Come ci si difende dall'aggressione di queste armi? Con lo studio, il rigore nel metodo di analisi e la selezione accurata delle fonti. 


Studiate ragazzi oppure le nuove èlite vi manipoleranno

Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi