INCLUSIONE A SCUOLA

  • 05/03/19
  • Nicoletta Boschin
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IL MOTTO E’ INTEGRARE, RICONOSCENDO LE DIVERSITA’ DI CIASCUN BAMBINO

Riceviamo e pubblichiamo un articolo della nostra docentre referenziata dot.ssa Nicoletta Boschin: clicca per vedere il suo profilo

La dottoressa ha pubblicato anche un video sul tema

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Probabilmente avrete sentito parlare di inclusione a scuola, concetto che sta prendendo il posto del termine integrazione, che aveva a sua volta sostituito quello di inserimento.

L’inclusione è pensata e realizzata dalla scuola per gli alunni con disabilità, ma anche per quelli stranieri o con particolari difficoltà. Ma esiste un alunno che non abbia alcun problema? Direi che è molto raro.

Per questo l’insegnante che lavora per l’inclusione adotta uno sguardo e una didattica che vanno bene per ciascun alunno, perché ognuno ha le sue particolari esigenze. Una didattica inclusiva è un metodo di insegnamento che fa leva sui seguenti fattori: sull’apprendimento cooperativo; su ciò che il bambino già conosce e sa fare in un certo ambito, per poi innescare un apprendimento significativo, perché lo ha imparato facendo sport, viaggiando con la famiglia, al supermercato e altrove; è una didattica metacognitiva, in cui l’insegnante non chiede all’allievo solo ciò che sa, ma anche come lo ha imparato, a cosa gli serve e se si sente forte o debole nel settore indagato.

Anche voi genitori, quando fate i compiti con i vostri figli, ponete loro queste domande e partite sempre dalle loro preconoscenze.

Cosa collega la didattica inclusiva pensata per gli alunni con disabilità da quella per i normodotati?

Molto le accomuna, tanto che possono coincidere se per didattica inclusiva si intende una didattica personalizzata; in entrambi i casi è necessario un approccio che parta dalle caratteristiche e dai bisogni peculiari del bambino, per delineare le potenzialità e i limiti del suo sviluppo, concepito in un’ottica sistemica, cioè in un contesto fatto di interazioni con i pari, con gli insegnanti e con le altre figure, anche extrascolastiche, che possono contribuire al suo apprendimento.

Ed è questo il significato di inclusione, ossia integrare riconoscendo la diversità insita in ciascun bambino, perché l’uomo è complesso, come dice Edgar Morin, un sociologo e un filosofo francese contemporaneo , e non può essere ridotto a quei modelli di perfezione che propone il mercato.

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