6 valide ragioni per studiare il greco

di Redazione
Greco

Ma a cosa serve studiare il greco antico?

 

Quale alunno del Liceo classico non si è mai posto questa domanda, disorientato tra un’intricata versione dal messaggio oscuro e un’interrogazione condita di paradigmi e di declinazioni che non c’è verso entrino in testa?

 

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Bene. Che tu sia appena entrato nel club dei classicisti, ignaro o vagamente intimorito da cosa ti aspetta. O che tu sia un veterano di ottativi e verbi in mì, questo articolo ti dimostrerà che, nonostante tu abbia smarrito la motivazione tra le pagine del Rocci.

 

Ci sono ben sei ragioni per cui studiare il greco antico è stata la scelta giusta!

 

Atene

 

1. Wikipedia ciaone

 

Il greco antico, nonostante non abbia native speakers e sia del tutto inutile se sei in vacanza a Santorini per farti capire dagli autoctoni. E’ alla base dell’etimologia di tantissime parole, italiane e straniere. Memorizzando alcune delle radici greche, è facile quando ti imbatti in una parola difficile, come “agorafobia” risalire alle sue origini e indovinarne il significato. Battendo così a Trivial Pursuit i tuoi colleghi non classicisti.

 

Ma il greco non serve solo per sfoggiare la propria cultura. E’ infatti alla base dell’etimologia dei nomi di cartoni, serie tv, videogiochi. Sapevi che il Pokémon Bulbasaur deve il suo nome al greco sauron, che significa lucertola?

 

E che Kratos, di God of War, è stato chiamato così per il sostantivo greco kratòs, che significa forza? Kratos di nome e di fatto!

 

2. Impara il greco come le celebrities

 

I life-coaches sostengono che per essere persone di successo bisogna avere le stesse buone abitudini di chi ha raggiunto il top. Sveglia presto, liste di obiettivi, leggere ogni giorno, meditare etc.

 

Ebbene, sarà un caso che tra “chi ce l’ha fatta” si contino un sacco di classicisti?  Tra i VIP ricordiamo il regista Gabriele Salvadores, lo scrittore Alessandro Baricco, il coltissimo Piero Angela, Selvaggia Lucarelli e infine il giornalista Enrico Mentana.

 

Anche la royal couple del momento nasconde una classicista: se Fedez dice con disprezzo “noi che non abbiamo fatto il classico” nella canzone “21 grammi” e non si è mai diplomato al liceo artistico per seguire la scuola del rap,  la moglie Chiara Ferragni sfoggia insieme ai suoi capi ultra chic una maturità classica.

 

E se anche lo youtuber Willwoosh dovesse la sua dote di comunicatore proprio al Classico? Tra gli artisti, anche il cantante dei Doors Jim Morrison era fan delle lingue antiche. Infatti sulla sua tomba nel cimitero di Parigi del Père-Lachaise leggiamo l’epitaffio “kata ton daimona eaytouy”… lascio la traduzione ai grecisti!

 

atene

 

3. Per diventare uno scienziato 

 

Se vuoi diventare un luminare della scienza è più utile tradurre versioni che avere ottimi voti nelle materie scientifiche. Ce lo insegna l’astrofisica Margherita Hack, una classicista che in matematica fu rimandata con il 4!

 

Come sostiene Semir Zeki, neuroscienziato dell’University College di Londra: «Il cervello non distingue tra cultura umanistica e scientifica». E il liceo Classico offre una forma mentis che permette il giusto approccio in ogni campo del sapere.

 

Del resto i primi scienziati furono proprio i Greci e lo stesso termine fisica nasce dal greco physis, “studio della natura”.
Ntd: notare come posso tirarmela nel riconoscere le etimologie, vedi punto 1, e Wikipedia mi spiccia casa.

 

Sempre a proposito di Fisica Guido Tonelli, fisico del Cern, professore dell’Università di Pisa e fra i principali protagonisti della scoperta del bosone di Higgs parla così delle traduzioni di greco: “Non saprei trovare un’attività più vicina al lavoro scientifico concreto che viviamo quotidianamente.”.

 

Inoltre egli si oppone fortemente a ogni svalutazione degli studi classici: “Nel mondo della ricerca scientifica più avanzata conosco moltissimi colleghi che hanno avuto una formazione classica. La mia amica Fabiola Gianotti, tanto per citare un nome famoso”.

 

4. Per capire al volo tutte le lingue (in primis l’italiano!)

 

Se ti sei spaccato il cervello per cinque anni con il greco antico, imparare qualsiasi altra lingua apparirà sicuramente un gioco da ragazzi!

 

Scherzi a parte: una miriade di parole provenienti da lingue diverse hanno una radice comune e sapere il greco antico significa possedere la matrice di una miriade di linguaggi!

 

Come nel film “Il mio grosso grasso matrimonio greco”, quando il padre, patriottico all’eccesso, tenta di dimostrare alle figlie come la lingua greca sia ovunque. 

 

A ben guardare molte parole derivanti dal greco sono uguali in quasi tutte le lingue europee, i termini “fobia”, “democrazia”, “filosofia”, “miriade”. Sono solo alcuni dei centinaia di fossili che il greco ha lasciato nelle lingue moderne.

 

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5. Indietro nel tempo come Marty Mcfly

 

Fin’ora abbia parlato di aspetti “utili” per cui il greco è spendibile. Ma si sa le cose belle nella vita sono quelle senza uno scopo o una finalità. Come guardare una serie tv o trascorrere una giornata al mare, e il greco è uno di questi lussi.

 

Tra i doni belli e inutili del Classico c’è la capacità, preclusa a chi non è nel club dei grecisti, di poter dialogare con le grandi voci del passato. Quando leggiamo i miti di Platone o le storie di Erodoto, abbiamo il privilegio e la responsabilità di “tradurre” ovvero trasferire nella nostra lingua in modo il più fedele possibile il contenuto reale del loro messaggio.

 

Non a caso il termine tradurre ha la stessa etimologia di tradire, e quella della traduzione è un’operazione delicatissima ma che ricompensa gli sforzi. Basta infatti un dizionario e masticare un po’ la grammatica per viaggiare indietro di migliaia di anni comodamente dal proprio banco.

 

La grandezza del messaggio contenuti nei classici greci fa sì che il difficile viaggio valga lo sforzo. Massime filosofiche ineguagliabili come “conosci te stesso”, poesie struggenti come le odi di Saffo possono essere apprezzate solo dai grecisti, senza nulla togliere a Osho e a Fabio Volo!

 

greco

 

6. Per capire i meme 

 

I grecisti non sono solo secchioni topi da biblioteca, ma anche dei simpatici umoristi e sul web circolano spassosissimi meme sulla cultura e la lingua greca che sono off limits per chi il greco non lo sa e che si perdono un sacco di risate.

 

Questi sono solo alcune ragioni semiserie delle innumerevoli che esistono per cui imparare il greco è un’esperienza, benché traumatica, da vivere.

 

Come disse Socrate, infatti, il filosofo vissuto nell’Atene del V secolo a. C definito come l’uomo più saggio del mondo, il bisogno di conoscenza è inesauribile in tutti gli uomini ed è una sete inestinguibile che non ha limiti. 

 

Neppure una lingua antica e ostica come quella greca deve costituire un ostacolo, proprio perché ha il pregio di aver dato i natali alle prime forme di pensiero e di letteratura della storia del mondo occidentale.

 

Sarah Marini

 

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