Analisi funzionale matematica: spiegazione completa
Se ne conoscono solo alcune, come per esempio la funzione esponenziale, la logaritmica, la radice quadrata, etc., ma quando si definiscono nuove Funzioni, che siano esse realizzate da zero oppure derivate dalla composizione di quelle conosciute, i comportamenti cambiano. Qui entra in gioco l‘ Analisi Funzionale, comunemente nota come studio di funzione .
Definizione
Sommario
Passaggi per effettuare un’analisi funzionale o studio di funzione.
- Insieme di definizione (o Dominio);
- Studio di Parità o Disparità della funzione;
- Intersezioni con gli assi;
- Studio del segno della Funzione;
- Limiti agli estremi del dominio e/o limiti “rilevanti”;
- Studio della derivata prima;
- Derivata seconda con studio di convessità e punti di flesso;
- Disegno del grafico di funzione (approssimativo o esatto che sia).
1) Studio del Dominio di una funzione
Il Dominio di una funzione, o insieme di definizione, è quella parte di R o C (o altri dipendentemente dal tipo di variabile che si sta studiando) in cui y=f(x) esiste o è definita.
Per determinare il Dominio di una funzione è necessario e sufficiente individuare i punti in cui la funzione non esiste. Per farlo dobbiamo scomporre la funzione che stiamo studiando in funzioni elementari di cui si conosce il Dominio e determinare il più grande insieme di R, C, ect., in cui tutte le condizioni sono verificate contemporaneamente.
Condizioni di esistenza di funzioni elementari:
- Rapporti: denominatore diverso da 0;
- Logaritmi: argomento diverso da zero;
- Radici di indice pari: radicando maggiore di zero;
- Arcoseno/Arcoseno: argomento compreso tra -1 e 1 (con doppia disequazione);
- Esponenziale con base variabile: base maggiore di zero;
- Seno/Coseno: sono definite su R;
- Ed altre…
2) Studio di Parità e Disparità

Nel caso di Disparità della funzione allora f(-x)=-f(x) e questo ci dice che la funzione è simmetrica rispetto all’origine (0,0)
simmetrica rispetto all’origine (0,0)

N.B. Lo studio del dominio di una funzione ci aiuta in oltre a capire quando è necessario studiare la simmetria di una funzione. In effetti se ci ritroviamo di fronte ad un dominio simmetrico rispetto all’origine, come per esempio [-4;4], (-∞,-1]U[1,+∞) etc., allora vale la pena tentare di capire se la funzione è pari o dispari, in caso contrario sappiamo già che essa non può essere né pari né dispari.
3) Intersezioni con gli assi
Per calcolare allora le intersezioni è necessario imporre nella funzione originale il caso in cui x=0 e y=0 e ogni volta calcolare l’altra coordinata, ricorrendo anche alle funzioni inverse, per trovare il punto di intersezione.
-Esempio: Prendiamo ad esempio la funzione y=x^2.
Intersezione con l’asse y. Poniamo x=0 e ci accorgeremo che y=0^2=0 quindi la funzione interseca l’asse y in y=0.
4) Studio del segno di una funzione
Poniamo quindi x^3>0 e ricorrendo alla funzione inversa scopriremo che la disequazione è soddisfatta per tutte le x>0. Quindi la funzione è positiva su [0;+∞), negativa su (-∞;0] e vale 0 in x=0 (come da grafico sopra).
5) Limiti agli estremi di dominio
Per poter disegnare efficacemente il grafico di funzione bisogna capire dove tende la quando si avvicina agli estremi del suo dominio.
Per fare ciò si individuano gli estremi e si fa tendere la x ad essi.
Esempio. consideriamo la funzione y=x^2. Il suo dominio è (-∞;+∞) cioè tutto R. Ora per capire dove tenderà y quando x tende a +/-∞ studieremo il valore del limite di x^2 quando x tende a +/-∞. In entrambi i casi scopriremo che ci saranno dei limiti a +∞ quindi sapremo che andamento avrà la funzione quando ci avviciniamo agli infiniti. (come da grafico sopra)
Individuazione di asintoti orizzontali e obliqui.
- Calcolo del limite a +∞ di f(x)/x. Se tende ad un infinito allora non ci sarà un asintoto obliquo.
- Se il limite a +∞ di f(x)/x tende ad un reale “m” allora si calcola il limite a +∞ di (f(x)-mx). E se il limite tende ad un infinito allora non ci sono asintoti obliqui, se tende ad un reale “q”, allora esiste un asintoto obliquo di equazione: y=mx+q con q che può essere anche nullo.
6) Studio della derivata prima
Questo passaggio è molto importante poiché studiare la derivata ci dà delle informazioni importanti sulla monotonia della funzione, cioè la crescenza e la decrescenza di essa all’interno del suo dominio.
- Saper individuare i punti in cui una funzione y=f(x) è derivabile;
- Saper derivare una funzione y=f(x).
Una volta calcolata la derivata della funzione dobbiamo porre:
7) Studio della derivata seconda
Questo ultimo passaggio ci darà l’informazione sulle zone di concavità e convessità. In questa fase si procede in maniera simile alla derivata prima.
Per prima cosa calcoliamo la derivata della derivata prima, cioè la derivata seconda della funzione originale:
y=f”(x)
Successivamente individuiamo i punti in cui la derivata seconda è positiva:
f”(x)>0
Le zone di positività e di negatività della derivata seconda ci dicono le zone di concavità e convessità della funzione. Le zone positive avranno una concavità verso l’alto e quelle negative daranno una concavità verso il basso. Indicate con una piccola parabola rivolta verso l’alto o verso il basso nel grafico dello studio della derivata seconda.
8) Disegno del grafico di funzione
Non ci resta che disegnare il grafico della funzione tenendo conto di tutte le informazioni precedenti.
- Disegniamo gli assi cartesiani
- Segniamo i punti in cui la funzione interseca l’asse x e y.
- Tenendo conto delle zone di positività e negatività cancelliamo le zone in cui la funzione non esiste.
- Tracciamo gli asintoti verticali, orizzontali e obliqui, in caso di esistenza.
- Individuiamo i punti di massimo e minimo.
- Individuiamo i punto di flesso eventuali.
- Zone di crescenza e decrescenza e zone di concavità e convessità.
- Disegniamo il grafico.