Che lingua si parla in Belgio?

di Redazione
Lingue

Il Belgio è uno Stato situato nell’Europa occidentale, tra i fondatori dell’Unione Europea.
Confina a nord con i Paesi Bassi, a est con la Germania e con il Lussemburgo, a sud e sud-ovest con la Francia e a nord-ovest si affaccia sul Mar del Nord.

 

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Il Belgio non è uno Stato particolarmente grande, ma è senza dubbio interessante sotto vari punti di vista; in primis per la questione della lingua.

 

Vi siete mai chiesti che lingua si parla in Belgio?

 

Non è una domanda così scontata come si pensa. Infatti è una questione complessa che deve tenere conto di tante cose: prime tra tutto la storia di questo Stato molto singolare.

 

lingua belgio

 

Excursus storico sul Belgio

 

Le prime testimonianze di civiltà in questo territorio arrivano direttamente dagli antichi romani. Infatti i primi abitanti del Belgio, chiamati Belgi, erano principalmente membri di tribù celtiche. Questi popoli vivevano nella Gallia settentrionale e vennero sopraffatti da Giulio Cesare nel 54 a.C., come egli descrisse nel suo De bello Gallico.

 

Fu lo stesso Cesare a notare il particolare valore dei belgi in battaglia tanto da scrivere: “horum omnium fortissimi sunt Belgae” ovvero “tra tutti [i popoli della Gallia] i più valorosi sono i Belgi“. L’attuale nome del paese viene dal termine Gallia Belgica in uso presso i romani.

 

Dopo il collasso dell’Impero Romano (V secolo), la Gallia fu invasa dalle tribù germaniche. Una di queste popolazioni, i Franchi, installò infine un nuovo regno sotto il governo della dinastia merovingia.

 

Clodoveo I fu il più famoso di questi re: egli si convertì al cristianesimo e governò dal nord della Francia, tuttavia il suo impero comprendeva anche il Belgio.

 

I Merovingi ebbero vita abbastanza breve, e la dinastia carolingia prese il sopravvento. Infatti dopo che Carlo Martello contrastò l’invasione moresca dalla Spagna, il loro famoso re, Carlo Magno, raccolse gran parte dell’Europa sotto la sua sovranità e venne incoronato come Imperatore del Sacro Romano Impero da papa Leone III (Natale dell’800).

 

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Il feudalesimo europeo divenne la base per la stabilità militare, politica ed economica

 

La cristianità fiorì sotto la protezione di questi governanti e tramite la fondazione di comunità religiose e monasteri, chiese e pellegrinaggi.

 

La regione venne in seguito associata ai Paesi Bassi, quindi passò sotto il dominio della Borgogna prima e della Spagna poi, fino a quando le province protestanti si autodichiararono indipendenti (vedi Paesi Bassi). Seguì la dominazione austriaca a partire dalla pace di Utrecht (1713), e alcuni decenni dopo quella francese sotto Napoleone.

 

Dopo la deposizione di Napoleone, sconfitto a Waterloo il 18 giugno 1815, il Belgio venne riunito con le province settentrionali in un unico Regno Unito dei Paesi Bassi fino a quando, nel 1830, la rivoluzione belga portò al costituirsi di uno stato belga indipendente (riconosciuto nel 1839).

 

Il Belgio nella storia moderna e contemporanea

 

Il re belga, Leopoldo I di Sassonia-Coburgo, venne scelto con l’assistenza dei britannici. In questo modo la neutralità della nazione venne garantita contro future aggressioni militari straniere. Tale neutralità venne violata nel 1914, quando la Germania invase il Belgio, come parte del Piano Schlieffen.

 

Il Belgio cercò di tornare alla neutralità negli anni trenta, ma venne nuovamente invaso dalla Germania nazista nel 1940. Dopo la seconda guerra mondiale la politica della neutralità venne abbandonata, e il Belgio entrò nella NATO e nella Comunità Economica Europea.

 

Fin dall’inizio del XX secolo la storia del Belgio è stata sempre più dominata dalla crescente autonomia delle sue due comunità principali, fiamminga e vallone. A conferma di ciò, a partire all’incirca dal 1970, non esistono più partiti nazionali in Belgio, ma solo partiti fiamminghi o valloni.

 

I reiterati tentativi di stabilire partiti nazionali producono risultati, in termini di voti, inferiori all’1%. Per questo, il panorama politico mostra un sistema duale che riflette le due comunità dominanti soggiacenti.

 

lingua belgio

 

La questione della lingua in Belgio

 

Si sa per certo, grazie alle testimonianze di Giulio Cesare, che delle popolazioni celtiche si erano già in età storica sovrapposte in ondate successive agli indigeni. Successivamente, le immigrazioni dovute alla conquista romana latinizzarono completamente la regione.

 

In seguito, quando popolazioni germaniche vennero a insediarsi nelle pianure settentrionali, l’elemento celto-romano si rifugiò sugli altopiani meridionali dove poté conservare a lungo la sua parlata.

 

Da quest’antica distribuzione sul territorio belga di due popolazioni di diversa stirpe deriva la duplicità linguistica che ancora oggi caratterizza gli abitanti del Belgio: nelle Fiandre, regione settentrionale del Paese, si parla l’olandese (viene parlato il dialetto fiammingo), mentre in Vallonia, nel Belgio meridionale, viene parlato il francese (in effetti il vecchio dialetto vallone non viene più usato dalla popolazione).

 

In Vallonia è presente, inoltre, una minoranza di lingua tedesca che conta 70.000 rappresentanti, concentrati in nove comuni attorno ai centri di Eupen e Sainth-Vith, nella parte orientale della provincia di Liegi. La regione di Bruxelles è invece ufficialmente bilingue, anche se la componente francofona è di gran lunga la principale. Il 55% circa dei belgi è di lingua madre fiamminga e circa il 38% di lingua madre francese.

 

Il fiammingo è la lingua più parlata.

 

lingua belgio

 

Dal 1830 al 1898 soltanto il francese era lingua ufficiale. La componente fiamminga venne discriminata. Nel corso del secolo XX, il movimento fiammingo riuscì a diminuire i privilegi dei francofoni.

 

Negli anni sessanta, la frontiera linguistica fu infine stabilita. Una parte del territorio di lingua olandese fu incorporata nel territorio bilingue di Bruxelles. Comunque, in alcuni comuni delle Fiandre, ufficialmente di lingua olandese.

 

In conclusione: Il Belgio è situato al confine tra l’Europa germanofona e l’area linguistica e culturale romanza. Le sue lingue ufficiali sono tre: francese, olandese e tedesco, e sono così distribuite: a settentrione le Fiandre la cui popolazione parla la lingua olandese.

 

Nel mezzo è situata la regione della città di Bruxelles, Bruxelles-Capitale che è ufficialmente bilingue, sebbene sia prevalentemente francofona.

 

A sud la Vallonia, prevalentemente francofona con l’eccezione di una piccola comunità, ai confini con la Germania. Questa è nota come la Comunità germanofona del Belgio di lingua tedesca, che comprende i comuni ceduti dalla Germania al Belgio nel 1919 e annessi alla Germania nazista nel 1940-1945.

 

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