Che sintomi ha la disgrafia?

di Redazione
DSA

La disgrafia è un disturbo specifico della scrittura nella riproduzione di segni alfabetici e numerici.

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E’ caratterizzata dalla difficoltà a riprodurre segni alfabetici e numerici e infine riguarda esclusivamente il grafismo.

Se avete notato dei primi segnali di difficoltà nel vostro ragazzo, niente paura, in quest’articolo vedremo insieme quando e come si manifesta questo disturbo.

Quando si manifesta?

Di solito emerge nel bambino quando la scrittura comincia la sua fase di personalizzazione, indicativamente (e solo genericamente) alla classe terza elementare.

 

In genere il problema della scrittura disorganizzata viene sollevato dagli insegnanti elementari. Infatti sono proprio loro che lamentano la difficoltà di seguire il bambino nel suo disordine.

Nelle due classi precedenti lo sforzo e il disordine sono in genere determinati dalla fatica dell’apprendimento. Mentre in terza elementare il gesto è abbastanza automatizzato da lasciar spazio alla spontaneità e, di conseguenza, all’evidenziazione della difficoltà.

disgrafia

Come si fa a diagnosticarla?

A livello di diagnosi, la disgrafia pone una questione tuttora irrisolta. Ovvero se tratti di una manifestazione di un disturbo più ampio oppure di un disturbo a sé stante.

Il manuale diagnostico di uso internazionale identifica la disgrafia come un segno riscontrabile all’interno del disturbo di sviluppo della coordinazione. Rispetto alla scrittura, tra i disturbi specifici dell’apprendimento riconosciuti nel manuale, si ritrova il disturbo dell’espressione scritta.

Anche all’interno delle linee guida italiane sui disturbi specifici dell’apprendimento la disgrafia è inserita all’interno dei problemi connessi all’apprendimento della lingua scritta. Tuttavia non si chiarisce se tale problematica sia del tutto indipendente da altre difficoltà nell’apprendimento della scrittura.

Ciò che invece viene condiviso e ribadito anche dalle linee guida italiane sono i criteri su cui basare il riconoscimento di una disgrafia. La scrittura deve essere caratterizzata da scarsa leggibilità e/o da velocità inadeguata, rispetto a quanto atteso per l’età del bambino, il suo livello intellettivo e l’educazione scolastica ricevuta.

La diagnosi è posta da uno psicologo o da un neuropsichiatra (solitamente affiancati da un logopedista) e può essere emessa solo dopo la fine del secondo anno di scuola primaria.

L’iter diagnostico prevede una valutazione, tramite un test, approfondita per capire se si tratti realmente di disgrafia e per verificare l’eventuale presenza di altri disturbi associati. A prescindere dalla loro presenza la valutazione è utile per conoscere le caratteristiche individuali del ragazzo, comprendenti, oltre alle difficoltà, i suoi punti di forza.

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Che sintomi ha?

La disgrafia ha diversi sintomi che si possono catalogare in sei categorie: visuo-spaziale, motoria, elaborazione del linguaggio, ortografia / scrittura, grammatica e l’organizzazione del linguaggio, in presenza di capacità di scrittura in ritardo rispetto ai coetanei.

I sintomi manifestati sono alcuni tra i seguenti:

1. Difficoltà visuo-spaziale:

Il bambino può riscontrare problemi con la forma e la spaziatura tra lettere. Difficoltà a organizzare parole da sinistra a destra nella pagina, a scrivere su una linea e dentro i margini. Infine difficoltà a leggere le mappe, il disegno o la riproduzione di una forma di un testo.

2. Difficoltà motorie:

Si potrebbe osservare negli scritti del bambino problemi a tenere una matita in modo corretto, incapacità di usare adeguatamente le forbici. Inoltre possono sorgere difficoltà a colorare all’interno dei margini e nel posizionare il polso, il braccio, il corpo o la carta in maniera scomoda durante la scrittura.

3. Problemi di elaborazione linguistica:

Il soggetto può riscontrare difficoltà a riportare le idee su carta rapidamente e a capire le regole di un gioco. Infatti tende a non seguire le indicazioni e a perdere il filo del discorso.

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4. Problemi di ortografia / Problemi di scrittura a mano:

Si possono riscontrare difficoltà a capire le regole ortografiche e con il controllo ortografico, senza riconoscere una parola e a distinguere se quella parola è errata. Si tende a mischiare maiuscole e minuscole, a mischiare il corsivo con lo stampatello. Inoltre tutto ciò porta anche ad avere difficoltà a leggere la propria scrittura, producendo elaborati pieni di scarabocchi e cancellature.

5. Grammatica:

Si ha poi una punteggiatura non corretta con l’utilizzo di troppo virgole. Si tende anche a mescolare i tempi verbali, a non scrivere frasi complete, e spesso si usano elenchi puntuali.

6. Organizzazione della scrittura:

Si possono avere anche difficoltà a raccontare una storia o si inizia da metà racconto, tralasciando fatti e dettagli importanti. Oppure al contrario si forniscono troppe informazioni. Un’altra variante è quando si presentano dei discorsi sempre vaghi, con frasi confuse e non si arriva mai al punto, scrivendo lo stesso concetto più volte.

Questa è una piccola introduzione al problema. Speriamo di essere stati utili ed esaustivi.

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