Come capire cosa voglio studiare all’università
“Settembre, andiamo, è tempo di migrare”, declamava il poeta-vate Gabriele D’Annunzio. Oggi, ogni anno per decine di migliaia di giovani, settembre è il tempo per la scelta degli studi universitari. Una scelta da sempre difficile, foriera di ansia e d’incertezza fino all’ultimo, per tutti coloro che hanno deciso di continuare a studiare dopo la maturità.
Ecco che si va in cerca di guide per l’orientamento universitario. Ci si consulta con gli amici. Si fa tesoro di occasioni come quelle che la scuola, durante l’ultimo anno di corso, organizza per i propri studenti o come quelle occasioni proposte dalle università stesse.
Sommario
Come scegliere università?
Nel complesso, una molteplicità di canali ricchi di informazioni, che alla fine ricadono sulla testa del singolo studente, chiamato a compiere la sua scelta, che lo accompagnerà per una fase della vita. E auspicabilmente traccerà anche la strada della sua carriera professionale.
Se poi aggiungiamo che gli anni in cui per lo più ci troviamo di fronte a questo passo sono quelli della giovinezza già consapevole, attorno ai vent’anni. E’ ben comprensibile il fatto che ci si pensi tanto prima di compilare il fatidico foglio di iscrizione. Foglio che peraltro, per la maggior parte delle facoltà ormai a numero chiuso, è preceduto da test d’ingresso e selezioni. E anche questo è un passaggio che aggiunge stress a stress.
Dunque proviamo a mettere ordine nella galassia delle fonti di informazione. E a dare strumenti utili al miglior discernimento.
Quelli che seguono sono sei suggerimenti che hanno l’ambizione di aiutarvi a scegliere per il meglio la vostra università d’elezione.
Dove vi porta il cuore
Non si tratta di abbandonarsi all’emotività. Bensì di interrogarsi sugli interessi che vi hanno maggiormente motivato durante la scuola superiore. Magari anche con gli esiti migliori in pagella. Applicare su voi stessi una sorta di autovalutazione vi aiuterà innanzitutto ad effettuare una prima selezione degli indirizzi. E poi a chiarirvi su quello che volete fare “da grandi”.
Rispecchiatevi negli altri
Finita l’autovalutazione, confrontatevi anche con le valutazioni di altri/e che vi conoscono. Un/una docente con il /la quale avete stabilito un rapporto di fiducia. Amiche e amici che hanno già iniziato l’Università. Chi vi è più vicino (genitori, fratelli/sorelle più grandi). Questo esercizio aiuterà comunque a comprendere meglio voi stessi.
Studiare per sapere o per lavorare?
E’ l’antica querelle che divide chi attribuisce allo studio un valore in sé da chi lo pensa finalizzato a una professione. Ma è un falso problema. Perché o lo studio diventa professione (se si traduce nell’attività della ricerca). Oppure si conclude con un diploma di laurea da inserire nel curriculum vitae da presentarsi in un concorso o ad un centro per l’impiego.
Tutte le analisi statistiche certificano che avere una laurea e buone competenze facilita nel trovare un posto di lavoro. Quindi, non vi fate influenzare dalle maggiori percentuali di sbocchi professionali esibite da taluni indirizzi rispetto ad altri. L’importante è studiare bene, qualsiasi cosa ma bene.
Il piano di studi
Una volta circoscritto l’ambito di interesse, andate a vedere sul sito del Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca le offerte disponibili. Negli ultimi anni, infatti, gli indirizzi universitari si sono notevolmente diversificati. E all’interno di una singola area possono esserci svariati corsi di laurea interessanti.
Per riuscire a orientarsi è quindi necessario andare a vedere i piani di studio e le materie prevalenti. In questo modo potrete ulteriormente restringere il campo.
Ricordatevi, infatti, che all’università gli/le studenti/esse hanno spazi di libertà, più o meno ampi a seconda dell’indirizzo scelto, per costruire il proprio percorso fino alla laurea. Utilizzate fino in fondo questa libertà, per affinare via via il vostro sapere nel modo più consono e più utile possibile.
Gli spostamenti
Un’altra scelta, molto più pragmatica, che dovrete fare è se intendete andare in una università la cui distanza vi permette di tornare a casa ogni giorno. Oppure se rinunciate a questo vincolo e siete disponibili a spostarvi in base alle offerte che più vi attraggono.
Un accurato esame dei piani di studio risulta ancora più importante in questo secondo caso. Perché la didattica universitaria si è molto articolata. Per esempio, oltre ai corsi di laurea, le offerte di seminari, laboratori, stage ecc. sono così tante da caratterizzare un ateneo rispetto ad un altro.
Che fare?
Sappiate che ci sono corsi di laurea triennale e corsi di laurea magistrale a ciclo unico che durano 5 o 6 anni. Quindi dovete decidere quanto tempo di vita volete dedicare ancora allo studio.
In ogni caso, è opportuno informarsi subito anche sui percorsi attivabili dopo il conseguimento della laurea triennale. Come sapete, non è obbligatorio specializzarsi. Ma è bene guardare fin da subito anche alla prospettiva più lunga di formazione.
Laurea specialistica, master, corsi di perfezionamento. Sono tutte opportunità che elevano la qualità della formazione e forniscono titoli sempre più richiesti nel mondo del lavoro.
E ora, bando alle titubanze. L’università vi aspetta.
Daniela Belliti



