Come convincere uno studente svogliato a fare i compiti?

di Redazione
Metodo di studio

STRATEGIE PER COLTIVARE LA VOGLIA DI STUDIARE E LA MOTIVAZIONE

Non tutti possiedono il desiderio di apprendere, non tutti hanno voglia di sfogliare un libro per il puro piacere di leggere o per imparare qualcosa di nuovo, è necessario, infatti, che ci siano dei presupposti fondamentali:

Un adeguato sviluppo mentale: cosa intendiamo con questa espressione? Nella sua accezione biologica, questa locuzione indica l’insieme dei processi di crescita del cervello e conseguentemente, in un’accezione psicologica, l’evoluzione psichica che essa comporta. un contesto che si sostanzia nella figura di un adulto, genitore o insegnante che sia, che si preoccupa di trasmettere delle informazioni e contribuisce a costruire un sapere. Gli studi e le ricerche recenti hanno dimostrato che l’apprendimento è un processo complesso, in cui, tralasciando molte altre variabili, bambino e genitore/insegnante sono entrambi coinvolti in un rapporto dinamico, attivo che mette in gioco, non solo aspetti contenutistici, ma anche relazionali ed affettivi.

Dopo una lunghissima mattinata a scuola, molti studenti quando tornano a casa pensano solo a 3 cose: cibo, smartphone/tablet, relax. Per tanti ragazzi, infatti, il solo pensiero di fare anche i compiti dopo pranzo, viene vissuto come un peso insopportabile e mettono in pratica i piani più strani per distrarsi e perdere tempo!

La conseguenza? La conseguenza è un esercito di genitori disperati che cercano in TUTTI i modi di convincere i propri figli a fare i compiti. Come si può intervenire? Ecco alcuni suggerimenti davvero molto utili per invogliare i ragazzi a studiare!

Come si comportano i genitori?

Quando i ragazzi si rifiutano categoricamente di svolgere i compiti il pomeriggio, perdono tempo, rispondono frettolosamente e male ai propri familiari, i genitori spesso vivono questo atteggiamento in maniera molto negativa, si arrabbiano come se stessero subendo un affronto, o fossero stati sfidati a duello e non riescono proprio a darsi pace, fino a quando il ragazzo non esaudisce tutte le sue richieste: i compiti per il giorno dopo!

Ed ecco qui che si susseguono sempre le stesse domande: “hai finito i compiti?”, “hai studiato?”, “hai fatto gli esercizi?”!

Un vero incubo per parenti e ragazzi che tutti i giorni devono “subire” stesse domande e alla fine i giovani studenti rispondo sempre nello stesso medesimo modo: “NO”.

Cosa bisogna fare per uscire da questo impasse? Bisogna cambiare atteggiamento e cercare di comprendere se ci sono delle spiegazioni ben precise che spingono i ragazzi a procrastinare lo studio o se si è semplicemente davanti a una situazione di svogliatezza.

Non demotivare i ragazzi

Alcuni genitori, quando vedono il proprio figlio andare male a scuola, non sempre sono comprensivi e non sempre riescono a mantenere la giusta calma e diplomazia. Arrabbiarsi e riprendere di continuo i ragazzi però, non è sempre l’atteggiamento migliore da adottare, anzi… non lo è quasi mai!

Mettersi in una posizione di attacco nei confronti dei figli è, la maggior parte delle volte, controproducente! Il ragazzo, infatti, a causa dello spirito di contraddizione tipico dell’adolescenza, potrebbe chiudersi in se stesso e addirittura smettere di studiare! E allora cosa deve fare il genitore con un figlio svogliato? Deve armarsi di santa pazienza, capire quali sono le motivazioni che lo spingono a non studiare e fornirgli tutti gli strumenti utili per migliorare. La regola numero 1, quindi, è relazionarsi con lui senza demotivarlo, mantenendo la calma e stabilendo un dialogo “pacifico”. A volte, non è solo mancata voglia di studiare e i genitori dovrebbero affrontare insieme ai figli i problemi, capirli, aiutarli e soprattutto fornire loro il supporto adeguato per vivere normalmente le sue giornate tra studio, sport, amici e famiglia.

Motivazione

Quando non ci si impegna abbastanza nello studio a casa, ci possono essere delle conseguenze, a volte anche gravi, sul rendimento scolastico dei ragazzi. L’incubo dei genitori è proprio questo: la pagella e poi la bocciatura. Mai pensato che ci potrebbero essere delle motivazioni ben precise che si celano dietro la mancata voglia di studiare? Cerchiamo di comprendere per aiutare!

  1. Si è perso il filo. Magari il ragazzo si è distratto un pochino durante le lezioni, non ha seguito attentamente la spiegazione del prof e si è ritrovato a casa a non riuscire a far nulla. Ci ha rinunciato
  2. Troppe assenze. Può capitare che durante l’anno scolastico, per qualche freddura o febbre, ci si assenti alle lezioni. Magari non è riuscito a recuperare o ha pensato che non ce ne fosse bisogno e quindi poi si è trovato a non capire più niente.
  3. Difficoltà nello studio di nuove materie. Alle superiori, si sa, man mano che si va avanti, vengono introdotte delle materie che non sono molto semplici. Magari il ragazzo non riesce proprio ad entrare in affinità con i nuovi argomenti e perde la motivazione allo studio.
  4. Distrazioni legate all’età. I ragazzi alle superiori hanno talmente tante distrazioni che non riescono a concentrarsi sullo studio. Pensano ai fidanzati ed agli amici e non crede che impegnarsi a scuola sia fondamentale nella vita.

Oltre a queste motivazione a volte il ragazzo ha problematiche diverse magari anche più gravi. Potrebbe avere problemi a scuola, come essere bullizzato da altri compagni e non poterne parlare con nessuno,avere problemi con un insegnante o in famiglia,anche queste cose possono far perdere al ragazzo la voglia di studiare.Un genitore dovrebbe stare sempre attento e per prima cosa capire quale può essere il problema e aiutarlo.

Niente di più sbagliato, ma come intervenire?

Creare una studio-zone:

Molte volte siamo portati a dare “la colpa” ai ragazzi e alla loro mancata voglia di studiare, ma si fa in modo che si concentrino davvero sullo studio? Bisognerebbe creare una stanza per lo studio, spegnere la tv o eventuali fonti di rumori e distrazioni. Permettere allo studente di avere un ambiente ad hoc per lo studio, in cui trovare proprio tutto: dalla cancelleria ai libri di testo. Insomma, bisogna dargli tutti gli strumenti di cui si dispone per favorire la loro concentrazione sullo studio.

Confrontarsi con l’insegnante

Parlare con i ragazzi durante l’età dell’adolescenza, in alcuni casi può diventare impossibile e per comprendere le motivazioni che spingono un ragazzo a non studiare e intervenire nel giusto modo bisogna ricorrere ad altre fonti: gli insegnanti. Si può chiedere un confronto con i professori per comprendere se ci sia qualche problematica in classe, ad esempio e chiedere suggerimenti per invogliare il ragazzo a studiare e fargli tornare la giusta motivazione, utilizzando i canali giusti!

Rivolgersi ad un professionista

Quando non si riesce proprio a farsi ascoltare dai propri figli adolescenti e si ha paura che la mancata voglia di fare i compiti possa influenzare negativamente tutta la media e il rendimento scolastico, allora bisogna prendere in considerazione l’idea di poter chiedere l’intervento di un professionista. Un insegnante privato può, ad esempio, essere la soluzione perché non solo ha un rapporto diverso con gli studenti (una via di mezzo tra un professore e un genitore), quindi ha il potere di farsi ascoltare superiore, ma ha anche competenze specifiche nelle materie da recuperare. Un insegnante privato, può sviluppare un piano personalizzato per insegnare ai ragazzi che non hanno voglia di studiare e portarlo alla sufficienza e addirittura ad avere una media alta.

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Letizia Ferro

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