Come funzionano le mappe concettuali?
Il metodo di studio è punto cruciale per l’autonomia e la riuscita scolastica dei ragazzi. Troppo spesso non viene preso in considerazione come argomento di lavoro dagli insegnanti a causa del poco tempo per svolgere i programmi ma in realtà sarebbe fondamentale parlarne fin dagli ultimi anni della scuola primaria, quando gli studenti cominciano ad affrontare le prime ore di riflessione e memorizzazione da soli. Ognuno di noi riesce a memorizzare in maniera diversa e per questo il metodo di studio è e deve essere personale, ciascuno infatti dovrebbe trovare la propria strategia di lavoro: lettura e ripetizione, riassunti o mappe concettuali. In ogni caso, il punto fondamentale da cui partire è la lettura e la comprensione del testo che bisogna studiare, solo dopo questo passaggio si può passare alla sintesi dei concetti. Ora soffermiamoci su una tipologia di studio: le mappe concettuali. Le più utili anche per chi ha difficoltà di apprendimento o per chi ha bisogno di concetti di avere davanti parole semplici e veloci per richiamare alla memoria ciò che si è studiato. Le mappe sono delle schematizzazioni degli argomenti attraverso i concetti principali, si basano sul fatto che le cose più importanti devono essere visibili ai ragazzi con un solo colpo d’occhio allo schema e inoltre riescono a dare ordine alle informazioni attraverso l’organizzazione degli spazi sul foglio, mostrando così la cronologia o l’importanza degli argomenti in base alla posizione.
Aspetti positivi:
– La velocità di lettura e di osservazione
– Semplicità di lettura
– Chiarezza
Aspetti difficoltosi:
– Difficili da imparare a fare
Soffermandoci su questo ultimo punto, bisogna chiarire fin da subito che affinché i ragazzi imparino a costruirle in autonomia hanno bisogno di aiuto e di molto tempo, nonché di comprendere a fondo l’argomento che stanno trattando, per non rischiare che siano più dannose che utili.
Ci sono comunque degli step generici che possono aiutare a creare la mappa, andiamo nello specifico e spieghiamo bene come si fanno.
Per prima cosa lo studente deve leggere bene il testo da riassumere e capire l’argomento,come abbiamo già ripetuto più volte. Utile è ripetere a voce alta quello che ha letto così può capire, da solo o con l’aiuto di qualcuno, se ha compreso l’argomento.
Il secondo passo è rileggere il testo per sottolineare i concetti più importanti, le cose che vanno assolutamente ricordate, si possono scegliere colori diversi in base alla loro importanza o al tema (per esempio: date di un colore, termini specifici con un altro, ecc). All’inizio è bene che i ragazzi si facciano una piccola legenda nella pagina per ricordarsi sempre che a un colore corrisponde un determinato riferimento.
Poi si può passare alla schematizzazione nella mappa concettuale.
La mappa si basa su una serie di insiemi che possono essere ovali o rettangolari, in base alle preferenze di chi la fa o di come si vuole gestirla,come abbiamo detto prima per i colori qui vale la stessa regola, si può scegliere di mettere l’argomento principale su un quadrato e le spiegazioni sugli ovali oppure scegliere colori diversi. Anche la grandezza può variare, non solo in base a ciò che viene scritto all’interno ma anche alla sua importanza. Queste scelte saranno prese man mano che si avrà dimestichezza con la schematizzazione e capendo quali sono le cose che rimangono maggiormente impresse (colori, forme, parole o sottolineature).
Ci sono alcune caratteristiche poi che dipendono dalle materie che si stanno studiando, infatti le materie storico – letterarie sono riassunte in maniera diversa rispetto alle materie scientifiche, perché nel primo caso abbiamo una serie di fatti che si susseguono, nelle seconde abbiamo definizioni ed esempi.
Per quanto riguarda le materie che hanno una cronologia temporale come storia e letteratura può essere molto utile isolare in un insieme le date e collegarle ad un secondo insieme con scritto l’avvenimento relativo. Usare una sequenza cronologica risulta molto vantaggioso per i ragazzi ai fini di avere chiara la successione dei fatti. A questo primo collegamento poi si possono unire spiegazioni più specifiche, su ciò che è avvenuto, attraverso più ovali a pari o diverso livello in base alla loro importanza.
Per quanto riguarda le materie scientifiche, è bene associare le parole- chiave ai loro significati ed eventualmente aggiungere degli esempi.
Per creare una buona mappa è fondamentale avere chiaro alcuni concetti:
usare poche parole e semplici all’interno dell’insieme, meglio utilizzarne più di uno collegato se ci sono molte cose da spiegare perché, come abbiamo già detto, le mappe servono per leggere con un solo colpo d’occhio le parole – chiave.
Bisogna sempre rileggerle con il testo riassunto vicino per capire se si sono messi i concetti giusti ma soprattutto per essere sicuri che le parole usate siano quelle che ci fanno ricordare l’argomento. Questo passaggio piano piano verrà eliminato, la pratica aiuterà tantissimo.
Bisogna sempre studiarle: non basta scriverle per imparare i concetti ma bisogna ripetere per riuscire a fare i collegamenti in maniera fluida tra le parti.
Non scoraggiarsi: all’inizio sembrerà un lavoro troppo lungo perché effettivamente bisogna imparare i meccanismi: riconoscere gli argomenti principali nel testo, dividerli e poi riportarli in base alla loro importanza, saper unire ciò che si è scritto in un discorso fluente ma se si comincia in giovane età, con testi brevi e semplici poi diventerà un gioco da ragazzi.
Ci sono persone che con gli anni riescono a schematizzare un testo già alla prima lettura e non hanno neanche più bisogno di sottolineare, c’è chi invece mantiene tutti i passaggi ma li rende più veloci. Come detto all’inizio, ognuno di noi troverà il suo metodo anche all’interno della creazione di mappe concettuali.
Mi soffermo un attimo a parlare dei ragazzi con DSA, loro sono gli studenti che le utilizzano maggiormente poiché queste permettono di non doversi soffermare sulla lettura, per loro il percorso di autonomia nella costruzione è molto più lungo o impossibile ma sono tendenzialmente molto bravi a utilizzarle e a creare un discorso fluente che colleghi le varie parti, inoltre le mappe possono essere utilizzate anche durante le verifiche scritte e le interrogazioni orali in base agli accordi presi tra genitori e insegnanti e scritto nel Piano Didattico Personalizzato. Anche se il lavoro di schematizzazione è fatto da un’altra persona, che sia un tutor o un genitore, non bisogna demordere perché, in questi casi diventano un punto di forza non solo per lo studio ma anche per l’autostima del ragazzo.
E ora buon lavoro!
Erika Franceschini
