Come riassumere la tesi di laurea
Se vi state per laureare e state cercando di capire come riassumere la tesi di laurea, allora questo articolo fa per voi. Il percorso che porta alla discussione della tesi infatti, è piuttosto lungo e delicato, e non è raro incappare in piccoli o grandi ostacoli che potrebbero rallentare tutto il lavoro. In questo articolo, in particolare, ci concentreremo sul riassunto della tesi (anche detto ‘abstract’).
Cos’è il riassunto della tesi e a cosa serve esattamente? Come suggerisce la parola stessa, si tratta di una breve sintesi del contenuto della tua tesi di laurea, che però deve essere quanto più accurato possibile. Solitamente, l’abstract non prevede l’inserimento di note aggiuntive riferite ad una propria interpretazione, o comunque una posizione critica. Qual è la maniera corretta per impostare un riassunto di tesi?
Sommario
Linee guida
A livello convenzionale, non viene definito un modo ‘giusto’ per costruire questo genere di riassunto, ma certamente ci sono alcuni elementi formali che bisogna tenere presente. Tali elementi – che ora andremo a vedere – non devono essere inseriti in maniera consequenziale così come li proponiamo, ma devono comunque essere tutti contenuti del proprio abstract della tesi.
Andiamo quindi a conoscere quali sono questi elementi:
- Innanzitutto, il riassunto deve contenere una presentazione della struttura e dell’articolazione del lavoro che si è svolto;
- un secondo punto importante riguarda un’indicazione molto chiara dell’argomento trattato, corredata da alcuni cenni alle metodologie che sono state utilizzate per redigere la tesi e alle fonti di cui ci si è avvalsi;
- NON utilizzare mai la prima persona singolare (e possibilmente evitare il più possibile anche la prima persona plurale), la forma impersonale è quella più giusta;
- inserire una sintesi del contenuto con le eventuali conclusioni o i risultati che sono stati raggiunti (in parole povere, una esposizioni della tesi).
Se questi punti ti sembrano complicati da gestire all’interno di un riassunto, tieni a mente una cosa: lo hai già fatto! Già, perché quello appena descritto è un lavoro molto simile a ciò che hai affrontato nell’introduzione della tesi e anche nelle conclusioni. Nel primo caso, ti sei trovato a dover giustificare la scelta dell’argomento o del problema che hai dovuto studiare a fondo e la maniera in cui lo hai fatto, e nel secondo caso hai esposto i risultati cui sei giunto, presentandoli in chiave critica.
Quale stile usare per il riassunto della tesi?
Come immaginabile, lo stile (o il taglio, come preferite) che darete al vostro riassunto, non sarà lo stesso dell’introduzione. Quest’ultima infatti, ha lo scopo principale di interessare ed incuriosire il lettore, stimolandolo ad andare avanti nella lettura. Il riassunto della tesi invece, deve rappresentare un quadro molto onesto e chiaro di ciò che si leggerà successivamente nel lavoro completo.
Se ritieni di essere in difficoltà nel comprendere questo concetto, eccoti un consiglio che potrebbe chiarirti meglio le idee: per scrivere un riassunto della tesi, devi immaginarti come qualcuno che sta svolgendo una ricerca bibliografica. Cosa accade? Che, in poche righe, bisogna comprendere subito la natura e il contenuto di una ricerca scientifica o di uno studio particolare. Insomma, un po’ come ti sarà capitato già di fare quando stavi scrivendo la tua tesi di laurea. Ecco, scrivere un abstract della tesi è praticamente la stessa cosa: devi dare a chi lo leggerà la sensazione di aver già compreso fino in fondo di cosa parla il tuo lavoro.
Uno stile di scrittura coinciso, è sempre molto apprezzato, e ti consente di poter andare dritto al punto: descrivere le caratteristiche peculiari della tua tesi senza l’approfondimento del contesto teorico (che ovviamente verrà approfondito con la lettura della tesi completa).
Sigle e abbreviazioni
Il linguaggio che deve essere utilizzato per produrre il nostro abstract, deve essere lo stesso che si è usato all’interno della tesi, facendo molta attenzione a descrivere per lungo le sigle o abbreviazioni solo la prima volta che vengono scritte all’interno del riassunto.
Facciamo un piccolo esempio pratico: se nella tesi ho inserito la sigla S.p.a., nel mio riassunto questa sigla torna più volte, la prima volta che la cito dovrò scrivere S.p.a. e poi Società per Azioni. Questa regola non vale per le lingue speciali, adottando in questo caso un tipo di linguaggio che tenga presente il potenziale lettore di questo riassunto. In definitiva, per il riassunto della tesi di laurea bisogna usare uno stile di scrittura conciso, chiaro e breve, riducendo ai minimi termini qualunque forma ampollosa di introduzione agli argomenti che vengono trattati.
Qual è la lunghezza giusta per un riassunto tesi?
Questa è una bella domanda e non affatto scontata. La lunghezza del tuo abstract della tesi di laurea infatti, può variare in base ad alcuni fattori. Talvolta infatti, tale lunghezza può essere espressamente richiesta. Bisogna essere bravi a tararsi su questo numero di pagine e battute cercando di farci stare tutto il contenuto della tesi. Ma non preoccuparti, spesso questo limite non viene imposto. Quindi, laddove non richiesto espressamente, la lunghezza dei riassunti di articoli e monografie e di 250 parole.
Per quanto riguarda invece le comunicazioni brevi e le note invece, la regola dice che non si dovrebbero mai superare le 100 parole. Se si parla di contenuti più lunghi infine, come nel caso di rapporti oppure tesi , il riassunto non deve superare la lunghezza di 500 parole.
Come fare per conteggiare esattamente le parole e quindi non incappare in piccoli errori che possano penalizzarci? Quando si scrive con un qualunque programma di scrittura, basterà selezionare il testo che si vuole conteggiare, tenendo premuto il tasto destro del mouse. A questo punto, ci si posta col mouse nel menù del programma alla voce ‘strumenti’. Cliccandoci su, uscirà un menù a tendina, cliccando sull’opzione ‘conteggio parole’. Comparirà immediatamente il numero di parole esatto che contiene il vostro riassunto della tesi di laurea.
