Come studiare la grammatica italiana
Parlare e scrivere correttamente non è una cosa scontata. Lo sanno bene tutti gli studenti che non sopportano studiare la grammatica. Eppure, saper scrivere e parlare bene è il primo passo per essere dei buoni cittadini. Inoltre, avere un’ottima conoscenza e consapevolezza della propria lingua aiuta anche nello studio delle altre discipline. In più, ci permette anche di fare una buona impressione ai colloqui di lavoro. Insomma, conoscere la propria lingua è una cosa essenziale. Per questo, studiare la grammatica italiana è importantissimo. Se ti sei appena trasferito in Italia e stai iniziando a studiare l’italiano, questa guida ti sarà utile per cominciare. Insomma, per qualunque motivo ti trovi su questa pagina, sei capitato/a nel posto giusto! La lingua italiana contiene (purtroppo) numerose eccezioni, ma avere una buona base ti aiuterà a studiarla al meglio. Leggi la nostra guida per scoprire in quattro semplici passi come studiare la grammatica italiana!
Sommario
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LA PRONUNCIA ITALIANA
Partiamo subito dalla fonetica, che spesso preoccupa chi si avvicina ad una nuova lingua. Nella lingua italiana c’è corrispondenza fra grafemi e fonemi. Ovvero, per dirlo in parole semplici, si parla come si scrive! L’unica lettera che può suscitare dei dubbi è la lettera “h”. Quando si trova ad inizio parola, solitamente nel verbo avere o in parole straniere come “hotel”, l’h non va aspirata. Spesso i bambini hanno difficoltà a capire quando mettere l’h ad inizio parola. Bisogna dunque prima spiegar loro come distinguere il verbo avere dalle altre parole. Solo capendo questa nozione, sapranno poi inserire l’h al posto giusto. Invece, quando l’h si trova dopo le consonanti “c” o “g”, rende il suono duro. Ad esempio, “righe” si legge con la “g” dura, proprio come in “riga”. Invece, “genio” si legge con la “g” dolce, come nella parola inglese “genius”.
Le doppie
Per chi non è italiano, spesso è difficile comprendere l’uso delle doppie. Un buon trucco, quando si è indecisi, è quello di pronunciare la parola in due modi diversi. Ad esempio, supponiamo che la parola che abbiamo sentito e che dobbiamo scrivere sia “botto”. Quando la sentiamo pronunciare, sentiremo un suono forte, geminato. Tuttavia, se non ci viene spontaneo capire che c’è una doppia, proviamo a scrivere la parola in due modi. Scriviamo dunque “boto” e “botto”. Proviamo a leggere le due parole, accentuando ovviamente la pronuncia della doppia in “botto”. Ci renderemo subito conto che è quella la parola scritta correttamente, perché corrisponde al suono che abbiamo udito all’inizio. Invece, in “boto”, ci sembrerà quasi che manchi qualcosa. Scrivere e pronunciare la parola in due modi per capire qual è quello giusto, è un buon metodo anche per spiegare le doppie ai bambini italiani alle elementari.
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SOSTANTIVI E AGGETTIVI
In italiano esistono due generi: maschile e femminile. Non esiste il neutro, come invece accade in altre lingue. Generalmente, si utilizza il maschile plurale per identificare un gruppo indistinto di persone. Tuttavia, quando ci si rivolge direttamente a dei gruppi di persone, è più carino rivolgersi a “tutti e tutte”. Inoltre, due sono anche i numeri, ovvero singolare e plurale. Non esistono i casi, come accade invece, ad esempio, nel tedesco. Gli aggettivi concordano col sostantivo a cui si riferiscono. Quindi, se la parola in questione è “casa”, i suoi aggettivi saranno al femminile singolare, ad esempio “bella”, “alta”, ecc… Alcuni aggettivi sono identici sia al maschile che al femminile, come ad esempio “grande”. Avremo quindi un “telefono grande”, ma anche una “grande villa”. Esistono poi i plurali irregolari. Ad esempio, “dito” diventa “dita”, e non “diti”! Alcuni li imparerai a memoria, altri li apprenderai semplicemente conversando, senza neanche accorgertene.
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I VERBI ITALIANI
A dare più difficoltà nella lingua italiana sono i verbi. Infatti, essi presentano molti modi e tempi verbali, e non poche irregolarità. In linea generale, partiamo dal dire che esistono tre coniugazioni. La prima vede i verbi terminare in -are, la seconda in -ere, infine la terza in -ire. Un buon modo per apprendere i verbi è procedere dal più semplice al più difficile. Si inizierà dunque col modo indicativo, e solo dopo averlo appreso del tutto, si passerà a congiuntivo e condizionale. Potrebbe essere utile imparare ogni tempo semplice in coppia col relativo tempo composto. Ad esempio, dopo aver imparato il verbo avere al presente, è utile imparare il passato prossimo. Infatti, il passato prossimo è formato semplicemente dal verbo avere al presente, unito al participio passato del verbo che ci serve! Capire la relazione tra tempo semplice e composto renderà più facile la coniugazione di ogni verbo.
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PARLARE, LEGGERE ED ESERCITARSI
Studiare la teoria dai manuali è utile per porre le basi della lingua. Tuttavia, esercitarsi nella scrittura e parlare con dei madrelingua è il miglior modo per mettere in pratica ciò che si è appreso. Inoltre, leggere dei libri ti permetterà di vedere da vicino l’uso della grammatica, ma in modo divertente e appassionante. Nei libri, inoltre, è facile vedere l’uso della punteggiatura da parte degli scrittori. Così, sarà più semplice studiarla, piuttosto che vedendola all’interno di frasi artificiose sui manuali. In ogni disciplina, calare il proprio studio all’interno di un contesto reale è sempre motivante e proficuo. Se hai bisogno di aiuto, non esitare a cercare un tutor privato che ti aiuti a studiare e ad esercitarti nel parlato.
Speriamo che questa guida ti sia stata utile!

Per chi non è italiano, spesso è difficile comprendere l’uso delle doppie. Un buon trucco, quando si è indecisi, è quello di pronunciare la parola in due modi diversi. Ad esempio, supponiamo che la parola che abbiamo sentito e che dobbiamo scrivere sia “botto”. Quando la sentiamo pronunciare, sentiremo un suono forte, geminato. Tuttavia, se non ci viene spontaneo capire che c’è una doppia, proviamo a scrivere la parola in due modi. Scriviamo dunque “boto” e “botto”. Proviamo a leggere le due parole, accentuando ovviamente la pronuncia della doppia in “botto”. Ci renderemo subito conto che è quella la parola scritta correttamente, perché corrisponde al suono che abbiamo udito all’inizio. Invece, in “boto”, ci sembrerà quasi che manchi qualcosa. Scrivere e pronunciare la parola in due modi per capire qual è quello giusto, è un buon metodo anche per spiegare le doppie ai bambini italiani alle elementari.
A dare più difficoltà nella lingua italiana sono i verbi. Infatti, essi presentano molti modi e tempi verbali, e non poche irregolarità. In linea generale, partiamo dal dire che esistono tre coniugazioni. La prima vede i verbi terminare in -are, la seconda in -ere, infine la terza in -ire. Un buon modo per apprendere i verbi è procedere dal più semplice al più difficile. Si inizierà dunque col modo indicativo, e solo dopo averlo appreso del tutto, si passerà a congiuntivo e condizionale. Potrebbe essere utile imparare ogni tempo semplice in coppia col relativo tempo composto. Ad esempio, dopo aver imparato il verbo avere al presente, è utile imparare il passato prossimo. Infatti, il passato prossimo è formato semplicemente dal verbo avere al presente, unito al participio passato del verbo che ci serve! Capire la relazione tra tempo semplice e composto renderà più facile la coniugazione di ogni verbo.