Compiti per le vacanze: sono utili?
Quante volte ci siamo trovati di fronte a questa domanda, ossia se i noiosi e ripetitivi compiti che i ragazzi sono costretti a svolgere durante le vacanze sono inefficaci oppure hanno una loro utilità e spingono i ragazzi a mantenere la mente allenata.
Ovviamente chiedendo a uno studente se i compiti per le vacanze sono utili risponderebbe di ‘no’ perchè sono solo una perdita di tempo e che già il termine ‘vacanza’ implica il fatto che lo studente debba dedicare il proprio tempo al riposo e non allo studio.
Ma c’è da dire che anche tra studiosi e psicologi si è acceso un grande dibattito su questo argomento e c’è chi la pensa come il nostro ipotetico studente e chi invece crede che sia importante svolgere questi famosi compiti.
COMPITI PER LE VACANZE: PRO
Tra coloro che sono d’accordo con l’assegnazione degli esercizi scolastici per le vacanze c’è Giorgio Israel, docente di Matematica all’università La Sapienza di Roma che sostiene che il cervello dei ragazzi durante i tre mesi di riposo deve continuare ad allenarsi e che, inoltre, i giovani ormai sono sempre più presi dalla tecnologia e dai social e che, quindi, i compiti avrebbero anche la finalità di allontanarli da essi.
Israel però sostiene anche che il tipo di compiti che gli insegnanti assegnano ai ragazzi d’estate siano sbagliati. Dunque non è giusto lasciarli riposare per tre mesi ma allo stesso tempo bisognerebbe trovare un modo alternativo per farli studiare, soprattutto per farli leggere perché la lettura è fondamentale per i giovani che invece spesso sono molto più presi da un film o da una serie televisiva piuttosto che da un libro.
Inoltre chi sostiene l’utilità dei compiti per le vacanze afferma che questi hanno uno scopo ‘mnemonico’, quindi fanno in modo che l’alunno non ritorni a scuola a Settembre, dopo tre mesi di svago, senza ricordare nulla e privo di qualsiasi nozione.
COMPITI PER LE VACANZE: CONTRO
Molti altri esperti però, a differenza del professore Israel, sostengono l’inutilità dei compiti poichè non è fruttuoso per gli stessi ragazzi svolgere meccanicamente degli esercizi che spesso copiano e che la maggior parte delle volte non sono nemmeno corretti dagli insegnanti che li assegnano.
Il dirigente scolastico e scrittore Maurizio Parodi, sostiene che non è corretto ed equo che, mentre gli insegnanti e i lavoratori si godono giustamente le vacanze, che sono proprio finalizzate a far riposare e liberare il lavoratore da ogni tipo di impegno, i ragazzi, invece, devono continuare a studiare, anche durante le vacanze.
Tra l’altro spesso viene detto che tre mesi di vacanza per gli studenti siano un periodo troppo lungo e viene usata questa come giustificazione all’assegnazione dei compiti, dimenticando, però, che i ragazzi non hanno nessun tipo di potere decisionale riguardo ciò, ma ci rimettono lo stesso dovendo studiare. Perciò è giusto che loro, proprio come gli adulti, si riposino durante il loro periodo di vacanza.
Inoltre, un altro dato che dovrebbe essere tenuto in considerazione, è il fatto che, nonostante agli studenti italiani, rispetto ai loro coetanei europei, siano assegnati molti più compiti a casa, in Italia c’è un alto tasso di analfabetismo funzionale.
QUALE POTREBBE ESSERE UNA SOLUZIONE?
Dunque come conciliare questi due punti di vista ben differenti? Innanzitutto è ovvio che fino a quando il sistema scolastico non cambierà i ragazzi saranno costretti a studiare durante le vacanze. Perciò bisognerebbe trovare il famoso ‘compromesso’, cioè una via di mezzo per agevolare i giovani e fare in modo che non siano oppressi dal peso della scuola.
Un esempio potrebbe essere partire per una vacanza-studio all’estero che, come suggerisce il nome, unisce la vacanza allo studio, e quindi lo studente viaggia e scopre nuovi posti, ma allo stesso tempo impara una nuova lingua.
Invece, per quanto riguarda la lettura, che viene molto valorizzata dagli insegnanti, probabilmente sarebbe più utile se essi accordassero insieme agli studenti dei libri che potrebbero essere più interessanti per i ragazzi rispetto a quelli scelti dal singolo insegnante che spesso non va incontro agli interessi degli alunni.
Un’altra soluzione efficace potrebbe essere quella di non sovraccaricare i ragazzi di moltissimi compiti perché per mantenere la mente allenata e far sì che gli studenti si concentrino un po’ anche d’estate è sufficiente assegnare qualche libro e pochi esercizi in modo tale che riescano a riposarsi e a divertirsi ma allo stesso tempo anche a dedicare un po’ del loro tempo allo studio.
A cura di Laura

