Contabilità: il Bilancio di chiusura, a cosa serve e come si prepara

di Redazione
Economia

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Se invece stai cercando dei consigli, continua a leggere. Infatti lo scopo dell’articolo è quello di spiegare cos’è il Bilancio di chiusura ed a cosa serve. E qui potrai trovare tutti i passaggi da seguire per la sua redazione.

 

 

La determinazione del reddito ed il Bilancio di gestione

 

Sin dalla costituzione e nel corso della propria attività l’azienda si trova a fronteggiare diversi eventi di gestione. Pensiamo ad esempio all’acquisto di beni strumentali da utilizzare all’interno dei propri processi produttivi. Oppure all’assunzione di personale dedicato per poter realizzare specifici progetti di sviluppo.

 

Si tratta di operazioni che avvengono ogniqualvolta l’impresa ha rapporti con soggetti esterni. E che vengono misurati ed identificati tramite un apposito sistema di contabilizzazione utilizzando il metodo della Partita Doppia (se hai dubbi vedi in merito l’articolo dedicato).

 

Nel dettaglio tutte queste operazioni ed i corrispettivi valori finanziari sono registrate su specifici conti di contabilità. Come definito dal piano dei conti aziendale, e consentono di raggiungere un duplice obiettivo :

  • La determinazione del risultato conseguito in un determinato intervallo di tempo, ad esempio l’esercizio finanziario che solitamente coincide con l’anno solare, e la conseguente definizione del capitale di funzionamento necessario per poter continuare a svolgere la propria attività.

 

  • Il controllo della gestione economica e principalmente delle variabili monetarie-finanziarie. Indispensabili per rilevare le variazioni del denaro, dei crediti e dei debiti come anche le modifiche intervenute nella struttura del capitale circolante.

 

Come sappiamo durante il periodo amministrativo le entrate e le uscite numerarie misurano costi e ricavi. Sarebbe più opportuno parlare di componenti negativi e positivi di reddito. E le scritture che interessano gli eventi di gestione confluiscono a fine anno nel Bilancio d’Esercizio.

 

Un documento che riepiloga la situazione aziendale e che si compone essenzialmente di 3 elementi :
  • Lo Stato Patrimoniale = rappresenta la fotografia dell’organizzazione in un dato momento ed identifica tutto ciò che fa parte dell’azienda sin dalla sua costituzione, come i beni acquistati, i debiti ed i crediti, la consistenza di cassa etc.

 

  • Il Conto Economico = si focalizza su una dimensione di flusso e serve a comprendere qual è stato il risultato della gestione in base al periodo contabile di riferimento.

 

  • La Nota Integrativa = è un documento che fornisce spiegazione delle scelte effettuate ed evidenza degli accadimenti aziendali, illustrando in termini qualitativi quello che i 2 precedenti prospetti hanno descritto tramite numeri.

 

 

Dalla gestione al bilancio di chiusura

 

Durante il periodo amministrativo preso in considerazione abbiamo detto che l’azienda sostiene dei costi. Principalmente operativi, finanziari, tributari, di struttura, a fronte di uscite finanziarie. Ovvero di pagamenti in contanti o debiti di finanziamento e funzionamento. E consegue dei ricavi dalla vendita sul mercato dei propri prodotti/servizi grazie ai quali contabilizza delle entrate finanziarie.

 

Vi è da segnalare però che le entrate ed uscite finanziarie registrano gli eventi di gestione nel momento in cui si verificano. Si tratta di una dimensione numeraria che misura costi e ricavi a prescindere dall’effettivo utilizzo economico degli stessi. Tali componenti difatti non risultano essere interamente di competenza dell’esercizio. E questo poiché la rilevazione delle operazioni gestionali avvenute nel corso dell’anno contabile avviene in base al criterio di competenza finanziaria. Non coincide dunque con la competenza economica dei costi e dei ricavi.

 

Alla fine dell’anno e per poter correttamente procedere alla redazione del Bilancio d’esercizio la funzione amministrativa dovrà classificare gli eventi di gestione. Ed i correlati valori economici, individuando quelli che hanno contribuito alla determinazione del reddito d’esercizio. E quelli che invece saranno da trasferire agli esercizi futuri. Perché riferiti a componenti negativi e/o positivi di reddito per i quali è già avvenuta la corrispettiva manifestazione finanziaria ma i cui effetti economici ancora non sono maturati nell’esercizio in corso.

 

Per poter correttamente procedere alla redazione del bilancio di chiusura è quindi necessario compiere delle operazioni di assestamento dei conti di contabilità generale. Al fine di trasformare i dati precedentemente rilevati in base alla manifestazione finanziaria in valori calcolati secondo il criterio della competenza economica dell’esercizio in chiusura.

A livello operativo significa definire i ricavi aziendali di competenza economica dell’anno. E quindi afferenti al risultato di gestione dell’esercizio corrente, quando i beni sono stati effettivamente collocati sul mercato oppure i servizi erogati integralmente al cliente.

 

In sintesi un ricavo si definisce di competenza se presenta simultaneamente le seguenti 2 caratteristiche :
  1. quando è avvenuta la maturazione economica nel periodo di riferimento.
  2. quando nello stesso esercizio si è anche sostenuto il relativo costo (cosiddetto principio di inerenza).

 

Analogamente si può definire un costo di competenza dell’esercizio quando :
  1. lo stesso è maturato nel periodo di riferimento.
  2. ha trovato copertura in un ricavo correlato (oppure sappiamo in anticipo che a fronte della manifestazione finanziaria non esisterà un ricavo futuro correlato).

 

Il bilancio di chiusura costruito secondo questi criteri definisce pertanto il risultato d’esercizio, e più precisamente i valori economici del reddito che sono stati integrati e rettificati confluiscono nel Conto Economico. Mentre i valori finanziari unitamente ai valori economici di competenza degli esercizi futuri verranno inseriti nello Stato Patrimoniale. Ed entrambi i prospetti come ricordato ad inizio dell’articolo unitamente alla Nota Integrativa saranno parte integrante del Bilancio d’esercizio aziendale.

 

Possiamo illustrare quanto finora descritto mediante la seguente tabella sintetica :

 

 

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