Dare ripetizioni ai bambini delle elementari
Ripetizioni alle elementari: istruzioni per l’uso
Le scuole elementari rappresentano il primo vero passaggio educativo e formativo per i bambini, passaggio delicato e cruciale per la crescita intellettiva ed emotiva di quelli che saranno i ragazzi del futuro.
Per questo motivo chi lavora all’interno di una scuola elementare non può prescindere da una preparazione adeguata che va aldilà della formazione prettamente culturale su specifiche materie. Un insegnante elementare è infatti prima di tutto un educatore, colui che opera cioè nello sviluppo pedagogico del bambino.
Saper insegnare ai bambini delle elementari presuppone quindi il sapersi rapportare ad essi, tenendo in grande considerazione le peculiarità di ciascuno, i bisogni, l’imprinting psicologico, le eventuali difficoltà. In definitiva, il ruolo del “maestro” è un qualcosa di estremamente complesso perché è proprio in questa fase che la personalità di un bambino si forma e si induce ed il compito di incamerarla nei giusti binari è affidato all’educatore.
I bambini che iniziano le elementari arrivano con un bagaglio pregresso sia comportamentale che culturale curato principalmente dai genitori con cui hanno un rapporto sì di riconoscenza dell’autorità, ma addolcito dal legame filiale. In classe invece, il bambino si trova immediatamente a dover rispettare nuove figure e con esse nuove regole. E’ in questo momento che esce fuori l’attitudine del bimbo, la sua predisposizione e la sua personalità che l’educatore ha il compito di intuire per iniziare un percorso formativo concreto ed efficace. “Insegnare educando”, è un pò questo il monito dell’insegnante delle scuole elementari che deve ovviamente trovare anche il metodo giusto per trasferire nozioni ai piccoli. Se è complicato quindi insegnare ai bambini, all’interno della scuola, altrettanto lo sarà al di fuori: dare ripetizioni ai bambini delle elementari è un compito per nulla semplice!
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Sommario
Come dare ripetizioni alle elementari
Come detto, le scuole elementari costituiscono il primo approccio reale dei bambini con la vita formativa e sociale. Se da un lato gli insegnanti svolgono la funzione di agenzia educativa ed istruttiva, dall’altro i genitori si trovano a dover proseguire questo processo, spesso con difficoltà. E’ infatti probabile che i bambini, una volta tornati a casa, mostrino delle difficoltà nello svolgimento dei compiti a casa ed i genitori non sappiano come affrontare una situazione anche per loro nuova. Per questo motivo, spesso, si fa strada la necessità di affidarsi ad insegnanti di supporto per le ripetizioni. Ciò non toglie che gli stessi genitori possano tentare di aiutare i propri figli in questa fase di adattamento, utilizzando alcune “tecniche” efficaci per riuscire a farlo.
- La Pazienza
La regola numero uno per dare ripetizioni alle elementari è senza dubbio la pazienza. I bambini hanno una capacità di memorizzazione impressionante, quando si dice “sei una spugna, come un bambino” è proprio perchè da piccoli si è ben disposti all’imparare, in fretta e senza filtri. Ciò che è più difficile trasmettere è quello che avviene “nel mezzo”, l’insegnare cioè il processo che c’è dietro ad un particolare risultato, insegnare quindi il Ragionamento. Ecco perché molti bambini mostrano i problemi principali nella matematica ed è in questo contesto che entra in gioco la pazienza. L’insegnante (sia esso anche il genitore) dovrà avere la costanza di ripetere anche all’infinito la nozione che si nasconde dietro ad un esercizio, ad esempio. Costanza, pazienza e soprattutto nessun tipo di ansia, vi aiuteranno “ad aiutare” vostro figlio al raggiungimento degli obiettivi.
- La Fantasia
I bambini si applicano maggiormente quando ad essere stimolata è la loro creatività e fantasia. Entrare in contatto con il mondo infantile, tramite favole o metafore, vi farà guadagnare l’attenzione del piccolo studente che, a sua volta, sarà ben disposto a memorizzare e comprendere proprio perché si sta parlando la sua stessa lingua. L’utilizzo della favola serve a semplificare il lavoro dell’insegnamento.
- Il Gioco
Per spiegare qualcosa non sempre occorrono i libri, basterebbe giocare! Coinvolgi il bambino con un gioco, rendilo protagonista dell’insegnamento ed eliminerai ogni distanza, spesso e volentieri un ostacolo all’interazione tra insegnante e discente.
- Premiazione
Riconosci gli sforzi del tuo alunno! Quando il bambino raggiunge un obiettivo, faglielo notare positivamente e vedrai che quell’elogio servirà per il futuro.
- Temporalità
Non ti arrendere! Le ripetizioni alle elementari sono una cosa seria, meritano costanza e temporalità. Non limitarle quindi ad un solo giorno, crea una relazione assidua con il bambino ed innesca gare di memoria con lui.
Come dare ripetizioni di matematica ai bambini
Chi di voi non ha mai avuto problemi con la matematica alzi la mano! La matematica è senza dubbio una delle materie più ostiche sin dai primi anni di scuola ma quello che si ignora è che potenzialmente questa materia potrebbe piacere a tutti con il giusto metodo di insegnamento. Certamente l’essere portati per i numeri può aiutare, ma secondo molti studi scientifici tutti i bambini possono divertirsi con operazioni e quaderni a quadretti, indipendentemente da una qualsiasi predisposizione.
A detta del matematico Bruno D’Amore non esistono bambini non predisposti per la matematica, sentite qua: “Esistono bambini più o meno interessati, ma tutti sono portati e tutti possono riuscire bene a scuola. L’uomo nasce predisposto per la matematica.” Ad avvalorare questa tesi, Wilfred Bion, psicoanalista inglese che sostiene che già a 6 mesi i bambini sono in grado di distinguere tra uno e molteplice mentre tra i 2 e i 5 anni il contare diventa una sorta di gioco stimolante incentivato dagli stessi genitori. Perché dunque, i bambini una volta arrivati a scuola perdono questa propensione alla matematica? Secondo lo studioso il motivo risiede nel metodo d’insegnamento:
“Quando un bambino dice così è perché il metodo con cui gliela insegnano lo confonde. O perché l’allenamento con i conti lo annoia. La scuola dovrebbe dedicare alcune ore a far vedere la matematica in azione”.
Il concetto dell’azione è molto importante per chi intende dare ripetizioni di matematica ai bambini, li aiuta infatti ad utilizzare azioni quotidiane nella risoluzione dei problemi. Un esempio, se devi insegnare somme e sottrazioni, parti da una tavola apparecchiata con forchette e coltelli e rendi la matematica viva, figurativa, vera. Altro consiglio è quello di non trasmettere ansia e paura. Quando un bambino si appresta a fare esercizi di matematica, si tende a metterlo in guardia con frasi tipo “Stai attento!” trasmettendo l’idea che la matematica in sè sia “pericolosa” e difficile.
Se hai inglobato ciascuno di questi consigli potresti essere pronto per dare ripetizioni di matematica alle elementari. Come? Dai uno sguardo alla piattaforma per ripetizioni di Skuola.net
Come insegnare l’italiano ai bambini
L’italiano è la nostra lingua madre e per questo motivo, si pensa, dovrebbe essere relativamente semplice trasferirla ai nostri pargoletti. Niente di più lontano dalla realtà!
Un bambino ovviamente impara la propria lingua in modo autonomo, ascoltando e ripetendo naturalmente le parole che circolano all’interno del suo contesto. Ciò che però non può sapere è il famoso “procedimento” che vi è dietro a ciascuna parola e per questo esiste la scuola.
Le proposte didattiche attuali della scuola italiana sono all’avanguardia e si basano sulla partecipazione e sulla vita quotidiana, seguendo il motto “Se faccio, imparo”. I metodi per insegnare l’italiano (sia per bambini italiani che non), sono molteplici così come sono molteplici le modalità di apprendimento. Ad esempio molti bambini partono prima dai suoni delle lettere e poi pensano alla loro unione sino ad arrivare a leggere le parole e le frasi. Ciò che è consigliabile in ogni caso è seguire il metodo utilizzato dalla scuola ove nostro figlio studia, questo per non creare confusione o disparità nel percorso formativo.
Il secondo consiglio è quello di partire da esercizi di comprensione semplici per poi alzare l’asticella gradualmente. Aiutate il vostro ragazzo a sviluppare le quattro abilità fondamentali dello studio di una lingua: leggere, scrivere, parlare, ascoltare ed infine, non abbiate fretta!
A questo punto vi chiediamo, siete pronti per la sfida?
