Doposcuola e DSA: per evitare un fallimento

di Germana
DSA

Il Doposcuola e il DSA, può essere un rimedio?

 

Fino a non molto tempo fa quando un ragazzino aveva difficoltà a scuola se ne parlava come un alunno poco brillante, sicuramente destinato a una vita non brillante. Per fortuna le cose sono cambiate. Oggi è possibile dare finalmente un nome alle cose: quegli alunni poco brillanti in realtà non sono affetti da svogliatezza compulsiva, quanto da reali patologie da affrontare con il giusto metodo. Parliamo di DSA, acronimo che sta a significare “Disturbi Specifici di Apprendimento”, patologie complesse che interessano alcune abilità specifiche dei bambini e dei ragazzi. Normalmente queste capacità vengono acquisite in età scolare. Degli esempi:la capacità di lettura, di scrittura e di calcolo.

Secondo il Miur, sono circa 70mila i ragazzi diagnosticati anche se in totale potrebbero arrivare ad essere almeno 200mila. Ma andiamo con ordine, cerchiamo innanzitutto di capire cosa si intende con DSA e successivamente cercheremo di analizzare le possibili soluzioni e di rispondere ad alcune, ricorrenti domande come ad esempio: Doposcuola e DSA, può davvero essere un rimedio?

 

DSA, cos’è e come affrontarlo a scuola

Riconosciamo come DSA alcuni disturbi dell’apprendimento manifestati da bambini e ragazzi durante il percorso dell’apprendimento di base. Rientrano in questa rosa di patologie la Dislessia, la Disgrafia, la Discalculia, la Disortografia, la Disprassia, il Disturbo specifico della compitazione, il disturbo specifico del linguaggio. Conosciamole:

La Dislessia a scuola

La Dislessia è un disturbo che interessa le capacità di lettura e scrittura, impedendo al soggetto di compiere queste azioni in modo fluente e corretto. La dislessia non viene considerata una patologia di deficit cognitivo o neurologica, altresì è considerata una disabilità neurobiologica e genetica.

Il bambino dislessico ha un deficit nella fonologia del linguaggio. Questo può portare a problemi di comprensione anche nella lettura, causando una forte limitazione nella crescita della conoscenza generica. Questo disturbo fa si che i bambini non riescano ad eseguire calcoli, scrivere o leggere in modo “automatico”. I bambini restano così indietro nei programmi scolastici e fanno errori continui nei compiti e nelle interrogazioni.

Gli errori tipici commessi da un bambino dislessico sono: l’inversione di lettere e numeri, la sostituzione delle lettere, le capacità mnemoniche ridotte (difficoltà ad apprendere informazioni in sequenza ad esempio), difficoltà spazio-temporali (destra-sinistra), problemi di concentrazione.

Per un bambino dislessico la scuola italiana mette a disposizione molti strumenti come ad esempio il Percorso didattico Personalizzato che va esplicitamente richiesto dalla famiglia del bambino.

 

La Disgrafia a scuola

Per disgrafia si intende un deficit della scrittura, meglio individuato come l’incapacità di riproduzione di segni alfabetici e numerici.

Questa tipologia di problematica viene solitamente “notata” dagli insegnanti dei bambini, trattandosi di un disturbo che compare in età prettamente scolare, attorno alla terza elementare. I “segni” tipici della disgrafia si evidenziano quando si è in presenza di disorganizzazione degli spazi grafici, confusione, addirittura crampi e dolori muscolari, difficoltà manifesta nell’atto dello scrivere. Esempi pratici?

Un bambino disgrafico impugna la penna in modo scorretto, lascia spazi irregolari tra le parole, il tono muscolare è rigido, non sa riprodurre figure geometriche, disegna in modo infantile rispetto all’eventuale età effettiva, non riesce a copiare frasi alla lavagna.  Anche qui la scuola può intervenire nel tentativo di rieducare l’alunno con un percorso personalizzato.

Ciò che è bene conoscere è che, tra tutti i disturbi dell’apprendimento, questo è possibile prevenirlo. Come? Attraverso un esame della grafomotricità e attraverso una della cose più importanti per un bambino: il gioco. Le attività ludiche preparatorie al gesto grafico rappresentano una delle prime armi di prevenzione contro il disturbo della disgrafia.

La Discalculia a Scuola

Per discalculia si intende un disturbo delle capacità numeriche ed aritmetiche che non riguardano deficit cognitivi o neurologici. Un bambino affetto da discalculia non saprà riconoscere e denominare simboli numerici, non riuscirà a scriverli, non riuscirà ad associare simbolo e quantità e a distinguere la numerazione in sequenza crescente e decrescente. Per fare alcuni esempi pratici: il numero 9 viene confuso con il 6, il 21 con il 12, il 3 viene scritto al contrario; incapacità di contare in senso contrario (6-5-4-3-2-1-0); impossibilità ad eseguire moltiplicazioni e divisioni.

Per diagnosticare il problema è necessaria una valutazione neuropsichiatrica e ci si può rivolgere alla ASL di propria appartenenza. La scuola mette a disposizione il PDP, il percorso didattico personalizzato.

La Disortografia a scuola

La disortografia interessa la scrittura e non è correlata a deficit sensoriali, neurologici o motori. Il bambino distortografico non sa trasformare il linguaggio parlato in scritto, non sa tradurre il suono delle parole in simboli grafici.

Esempi pratici: omissioni di parti di parola (camica anzichè camicia), sostituzioni di grafemi (parde anzichè parte). Questo disturbo dell’apprendimento deriva da una difficoltà nel linguaggio e da una scarsa capacità di percezione sia visiva che uditiva. I genitori di bambini disortografici possono richiedere alla scuola il Percorso didattico personalizzato.

La Disprassia nella scuola

La Disprassia riguarda la coordinazione ed il movimento del bambino in grado di influire sulle capacità di linguaggio. In termini semplici, si evidenzia come la difficoltà o incapacità di compiere un movimento volontario coordinato in modo sequenziale per uno specifico scopo. Esempio pratico: difficoltà ad allacciarsi le scarpe.

A scuola il problema si traduce in difficoltà di ordinare le fasi di un racconto, problemi ortografici e di movimento oculare (quindi difficoltà nella lettura). La patologia colpisce bambini tra i 5 e gli 11 anni e può derivare da un danno cerebrale o ritardo neurologico. La terapia più adatta è quella logopedica e psicomotoria.

Il Disturbo specifico della compitazione

Si tratta di uno dei disturbi DSA più comuni e consiste nella difficoltà a suddividere le sillabe in parole, per questo motivo viene spesso associato alla disgrafia. Compromette sia le abilità di pronunciare che scrivere le parole correttamente.

Il Disturbo specifico del linguaggio

I disturbi del linguaggio sono disturbi evolutivi specifici. Viene detto DSL ed è definito come la condizione in cui viene compromessa l’abilità ad acquisire il linguaggio. Non si tratta di un disturbo necessariamente connesso ad anomalie neurologiche.

E’ possibile diagnosticare questo disturbo intorno ai 3 anni d’età.

 

Doposcuola e Dsa

I disturbi specifici dell’apprendimento rappresentano un ostacolo particolarmente complicato da affrontare all’interno del percorso scolastico. Essi determinano infatti una non autosufficienza nell’apprendimento di base e complesso. Per questo motivo bambini e ragazzi affetti da DSA vanno aiutati e supportati attraverso sostegni ministeriali che offrono il diritto ad avere insegnanti di sostegno e a percorsi didattici personalizzati. In Italia c’è inoltre una legge che disciplina “le regole”, la Legge 170/10 attraverso la quale è possibile dare ai ragazzi DSA e alle loro famiglie strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo e misure dispensative per consentire a questi alunni di affrontare le prove scolastiche in modo equipollente a quelle dei compagni.

Dsa: quali strumenti si possono usare?

Gli strumenti didattici compensativi servono a facilitare lo studio dei ragazzi DSA. Ci sono registratori per prendere appunti, sintetizzatori vocali che trasformano lettura in ascolto, programmi di videoscrittura con correttore ortografico. Le misure dispensative invece permettono di svolgere prove equipollenti a sostituzione di quelle “normali”. Un’altra misura molto apprezzata ed utile è quella dei cosiddetti Centri Territoriali di Supporto, attraverso i quali è possibile offrire sostegno non solo ai ragazzi ma anche a famiglie, insegnanti ed educatori. Partendo da questo presupposto non possiamo dimenticare l’esistenza di centri specializzati dedicati totalmente a bambini e ragazzi con disturbi dell’apprendimento, incentrati su attività di Doposcuola per DSA.

Il doposcuola per DSA parte dall’idea che ciascun alunno debba sentirsi “autonomo e pari” agli altri studenti. Lo studente deve quindi trovarsi in un ambiente che riconosce con strumenti che riconosce. Il doposcuola per ragazzi affetti da DSA è ovviamente gestito da personale specializzato; può essere effettuato sia all’interno di strutture preposte (scuola, centri) che a domicilio. A differenza di un doposcuola comune il rapporto tra alunno ed insegnante è individuale, anche se l’obiettivo è proprio quello di stimolare la crescita della socialità.

Proprio per la natura delicata della questione, se si opta per un doposcuola bisogna affidarsi ad un personale serio e qualificato. All’interno del portale Skuola.net potrete richiedere una consulenza e trovare il docente a domicilio per vostro figlio, in totale sicurezza e serenità.

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