Economia aziendale: la Gestione Finanziaria cos’è e come si compone.

di Franceco C.
Economia

Il principale problema che ci si pone quando vogliamo aprire un’azienda o dobbiamo gestirne una è l’uso del denaro. Esso è la linfa vitale dell’impresa poiché disporre di capitali significa avere la possibilità di acquistare tutto ciò che serve per avviare o far crescere un’azienda. Per questo motivo è fondamentale pianificare e gestire al meglio tutti i possibili flussi di denaro. A tal fine nasce e si sviluppa la Gestione Finanziaria, ovvero al fine di pianificare azioni sul mercato e gestirne i riscontri, che a volte possono non essere positivi. Per questo motivo pianificare l’uso del denaro è di vitale importanza anche e soprattutto per fronteggiare i momenti di crisi.

In questo articolo andremo a definire cos’è la Gestione Finanziaria e faremo un piccolo sunto di quelle che sono le tre principali tipologie di pianificazione. Infine andremo a definire le due tipologie di Capitale con l’intento di toccare taluni argomenti più complessi e darne una definizione.

 

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La Gestione Finanziaria Aziendale

 

Per Gestione Finanziaria intendiamo tutte quelle decisioni che un imprenditore deve eseguire per reperire ed investire denaro.

In effetti il denaro di cui dispone l’impresa serve per acquisire impianti, macchinari, brevetti, ed altri beni che, a loro volta, genereranno denaro. Monitorare quindi la Gestione Finanziaria significa controllare la corretta operatività dell’impresa.

Essa non è da considerarsi una parte a sé stante, ma è collegata direttamente agli altri aspetti della gestione, come ad esempio la produzione, che si occupa di sviluppare i beni (o servizi) da immettere sul mercato. Anche questa parte deve essere controllata dalla Gestione Finanziaria, poiché a causa di quello che abbiamo detto prima, anch’essa è consumatrice di denaro.

Un altro esempio è la gestione delle Risorse Umane, ovvero il pagamento degli stipendi dei lavoratori dell’azienda. Anche questa parte richiede un dispendio di denaro. Un aspetto che invece “produce” denaro sono le attività di marketing, per esempio, le attività svolte dall’azienda per avere dei ricavi dai beni prodotti.

 

Tipologie di pianificazione

 

All’interno della Gestione Finanziaria sono presenti tre tipologie di pianificazione a seconda dell’ampiezza temporale in cui si vuole operare. Essi sono:

  1. Pianificazione Strategica: opera a medio-lungo termine (dai 3 ai 5 anni). La pianificazione aziendale di tipo strategico viene anche chiamata “business plan”. E’ incaricata di pianificare eventi della vita aziendale, valutare scelte commerciali, investimenti e fonti di finanziamento;
  2. Pianificazione di Budget: opera nel breve periodo (non oltre l’anno). L’impresa redige un riassunto di tutte le entrate e le uscite e si assicura che il flusso netto resti attivo e sostenibile in relazione alle necessità aziendali e alle posizioni bancarie. In altri termini l’impresa controlla che tra il denaro che riceve dalla vendita dei suoi prodotti, e quello che utilizza per il pagamento delle spese, ci sia un margine positivo, ovvero un guadagno;
  3. Pianificazione di Tesoreria: opera nel breve-medio termine (non oltre 3 o 4 mesi). La pianificazione finanziaria di Tesoreria ha il compito di tener conto di tutte le spese fisse aziendali (stipendi, pagamento dei prestiti bancari, imposte, pagamento dei fornitori ed altri). Successivamente tenta di prevedere la liquidità aziendale nel brevissimo termine, ovvero pochi giorni o mesi. In altre parole si assicura che le queste spese fisse possano essere pagate avendo da parte il denaro necessario. Questa pianificazione deve essere costantemente rielaborata.

 

Il Capitale Fisso ed il Capitale Circolante.

 

Ogni impresa ha bisogno di capitali per finanziare i processi produttivi e di investimento. Coma abbiamo visto è compito della Gestione Finanziaria cercare questi capitali e capire come impiegarli. Per questo si distinguono due tipologie di capitali: quello Fisso e quello Circolante. Andiamo a cercare di capire cosa sono e qual è il rapporto che li lega.

Il fabbisogno di Capitale Fisso è legato al grado di capitalizzazione dei processi operativi. Ovvero è l’esigenza di disporre di nuove strutture immobiliari al fine di svolgere le attività di produzione aziendale. Più cresce la presenza di impianti e attrezzature produttive, più il capitale fisso aumenta. Esso è legato all’impresa per tutta la durata della sua “vita”.

Il fabbisogno di Capitale Circolante è correlato al reintegro dei ricavi, detto anche ciclo di reintegro del “circolante”. Questo fabbisogno, a parità di produttività aziendale, sarà tanto piccolo quanto è breve il tempo che l’impresa impiega a riottenere i guadagni abitudinari dovuti alla vendita dei suoi prodotti, ovvero al reintegro dei ricavi. In altre parole più gli incassi aziendali sono veloci rispetto ai pagamenti, meno il fabbisogno di Capitale Circolante è alto.

Ciò che lega i due Capitali è quello di stimare il fabbisogno finanziario aziendale. In effetti esso è la somma del Capitale Fisso e del Capitale Circolante.

La necessità di saper distinguere e calcolare questi due tipi di Capitale è necessario al fine di prendere decisioni finanziarie adeguate.

 

Gli equilibri di gestione: equilibrio economico, finanziario e monetario.

 

Nella Gestione Finanziaria si comprende l’insieme di decisioni ed operazioni volte a reperire ed impiegare i fondi aziendali. Essa deve rispettare tre tipi di equilibri: in primo luogo rispettare l’equilibrio economico tra costi e ricavi. Ovvero avere una discrepanza positiva tra i due consentendo la formazione del profitto. In secondo luogo mirare all’equilibrio finanziario, cioè mirare al bilanciamento tra impieghi di capitale e fonti di recezione degli stessi. In terzo luogo preservare la liquidità di cassa, vale a dire mantenere l’equilibrio monetario tra entrate e uscite.

La formazione dei costi e ricavi incide sulla necessità di capitale e sul ciclo dei movimenti monetari. In altri termini l’impresa deve cercare, da una parte di impiegare gli avanzi finanziari tramite investimenti, e dall’altra di coprire i disavanzi. A livello teorico si può affermare che, in una situazione di equilibrio economico, le entrate e le uscire tenderanno ad essere uguali se considerassimo un periodo di tempo sufficientemente lungo. Al contrario nel breve periodo è normale che ci sia uno sfasamento tra i due indici.

In conclusione, come abbiamo visto in questo articolo, la Gestione Finanziaria Aziendale è incaricata di gestire tutti gli aspetti economici dell’azienda tramite mezzi più o meno complicati e complessi. E’ ciò che le famiglie, che sono considerate anch’esse dei soggetti economici simili alle imprese, fanno costantemente anche senza utilizzare tutti questi mezzi.

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