Economia aziendale: le strategie di crescita delle imprese
Economia aziendale: le strategie di crescita delle imprese
Con la comparsa del libero mercato, e quindi dell’interazione tra produttore e consumatore, e con le dinamiche di concorrenza aziendali, è sempre più importante definire strategie di crescita efficaci. Queste strategie devono avere lo scopo di raggiungere determinati obiettivi che hanno il fine di sviluppare l’impresa.
In questo articolo ci soffermeremo sui fattori che determinano la crescita o la decrescita aziendale. Inoltre cercheremo di definire quali possono essere gli accorgimenti che si possono attuare per restare stabili sul mercato.
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Strategie di Crescita.
Il fine ultimo di una solida Strategia di Crescita è quella di porre l’impresa ad occupare e mantenere una posizione solida e favorevole all’interno del mercato. Ciò si traduce con una redditività più elevata rispetto ai suoi concorrenti. Questo viene definito come Vantaggio Competitivo, ovvero una Strategia finalizzata a surclassare i rivali e ad eccellere in quelli che vengono chiamati i fattori critici di successo.
I fattori critici di successo sono quegli elementi sulla quale il manager aziendale può intervenire, tramite le sue decisioni, e che determinano la posizione aziendale nel panorama competitivo. Questi fattori critici possono essere intesi da due punti di vista:
- del Mercato: cioè aspetti dell’offerta che possono porre un’impresa al di sopra delle altre;
- dell’Impresa: ovvero aspetti organizzativi e della propria offerta che la distinguono dai concorrenti riguardo la soddisfazione della propria clientela.
Possiamo dedurne quindi che il punto forte del Vantaggio Competitivo sia “la diversità”. In effetti questa strategia pone l’impresa che lo adopera ad emergere ed a distinguersi rispetto ai concorrenti.
Questa diversità può concretizzarsi sotto l’aspetto dell’efficienza operativa, ovvero svolgere stesse attività ma in maniera migliore e più efficiente. Oppure sotto l’aspetto del posizionamento strategico, cioè i clienti attribuiscono loro stessi un valore al bene che lo distingue rispetto a quello prodotto ad altre aziende.
La diversità quindi è la base del Vantaggio Competitivo. Cambiare significa evolversi e questa evoluzione, che sia interna o esterna, concede l’opportunità all’azienda di valorizzarsi. Ma non solo, i cambiamenti possono essere fonti di ispirazione per nuovi prodotti o servizi che muterebbero il mercato.
Sommario
La durabilità del Vantaggio Competitivo.
I fattori più importanti che possono sfaldare il Vantaggio Competitivo sono sostanzialmente due:
- cambiamenti dell’ambiente circostante: ovvero una modifica dei fattori critici dovuta ad una mutazione del mercato stesso;
- l’azione dei concorrenti: cioè le strategie concorrenziali che mirano a surclassare il vantaggio competitivo raggiunto da un’azienda.
La posizione di vantaggio di un’impresa è tanto più sicura e duratura quanto più è sostenuta da risorse e
competenze che si distinguono dalla massa. In effetti prestare attenzione alla qualità dei prodotti utilizzati e ricorrere ad un personale sempre più competente è fondamentale per far si che il vantaggio duri nel tempo.
Le Strategie competitive.
Vantaggio di Costo, Differenziazione e Focalizzazione.
L’attuazione del Vantaggio di Costo viene anche definita Leadership di Costo. In questa condizione si trova il modo di avere un vantaggio rispetto ai concorrenti basandoci su costi unitari totali inferiori. Da qui si può abbassare il prezzo di vendita del proprio bene che produce un aumento della domanda del bene stesso.
Bisogna comunque tenere conto delle conseguenze negative che questa strategia può comportare. Da una parte potrebbe risultare inefficace, ciò significa che la domanda potrebbe non aumentare per svariati motivi. Dall’altra potremmo avere una crescita della domanda troppo elevata, e se l’azienda non fosse in grado di soddisfare la richiesta, si perderebbe il vantaggio ottenuto precedentemente.
L’altra faccia di questa strategia invece è quella di Differenziazione. Il modo in cui l’impresa ottiene il Vantaggio Economico è concentrata sull’attribuzione di caratteristiche particolari al prodotto (o al servizio) che ne aumentino il valore che la clientela concede allo stesso. Per esempio estendere la linea dei prodotti o servizi offerti, oppure aumentare la gamma offerta, ecc.
Questa strategia può avere molteplici vantaggi. Un esempio può essere, nel caso di una buona Differenziazione, quello di poter attribuire un prezzo più alto al bene proposto. Questo, nel migliore dei casi, provoca nel consumatore una sensazione di soddisfazione.
Come abbiamo visto quindi tra Vantaggio di Costo e Differenziazione ci sono delle diversità sostanziali. Nonostante questo però non per forza le due strategie sono contrapposte in quanto l’una non necessariamente prescinde l’altra. In altre parole per avere un Vantaggio Competitivo ideale l’impresa dovrebbe differenziarsi ma allo stesso tempo immettere sul mercato prodotti con bassi costi di produzione, non dimenticando però l’importanza della qualità delle materie prime.
La Strategia Verticale.
La finalità di questa Strategia è quella di stabilire dei dialoghi, o delle interazioni, con i consumatori. Queste relazioni possono avere la forma di contratti o di prese di possesso di proprietà, tramite l’acquisto di quote di partecipazione. In altre parole l’azienda tramite questi mezzi si pone in una posizione di prevalenza rispetto alle altre garantendone la durata.
I vantaggi di questa strategia possono essere molteplici, come ad esempio:
- sui costi: ovvero la diretta connessione tra produttore e consumatore ne riduce i prezzi derivati dagli “intermediari”;
- sulla concorrenza: cioè l’impresa può porre un controllo diretto sul proprio mercato della concorrenza;
- sul controllo della distribuzione: ossia l’impresa pone lei stessa il prezzo di vendita del mercato impedendo agli “intermediari” di modificarlo troppo;
- ed altri…
Il classico esempio di Strategia Verticale è quello del Fanchising. In questa forma verticale vi è un soggetto (franchisor) che garantisce la fornitura di un prodotto al venditore (franchise) che si impegna a distribuirli in esclusiva. Inoltre sempre in questa forma il venditore può trovarsi spesso ad essere finanziato dall’impresa stessa.
La Strategia di Diversificazione.
Ha come obiettivo lo sviluppo della presenza competitiva aziendale in altri settori che possono non essere direttamente correlati. In altri termini un’impresa aumenta il proprio volume di affari in attività diverse da quelle originali. Questo fine può essere raggiunto in molteplici modi, ad esempio: accordi tra imprese presenti nei settori di interesse, fusioni o acquisizioni di imprese già esistenti, ecc.
I vantaggi della Diversificazione si attuano quando il rendimento dell’investimento che si è attuato supera il capitale inizialmente investito. Se questa condizione trova luogo allora si potrebbe avere un rinvestimento nel settore di origine dando vita ad un ulteriore crescita dell’azienda stessa.
La Strategia di Internazionalizzazione.
In questa condizione l’impresa gestisce all’unisono le attività economiche/produttive in due o più Paesi diversi. La dimensione reale dell’impresa è quindi la somma di tutte queste attività in tutti i Paesi in cui è presente.
La struttura organizzativa, in questo caso, deve essere in grado di adattarsi ai vari contesti geografici cercando di capire le esigenze dei vari mercati.
Ci possono essere tre motivi per la quale un’azienda decida di optare per questa Strategia:
- acquisizione di vantaggi competitivi;
- sfruttamento, in nuove aree geografiche, di vantaggi competitivi adottati in quello originario;
- ricerca di nuovi mercati nella quale applicare gli elementi del Vantaggio Competitivo.
I vantaggi che può produrre l’Internazionalizzazione possono essere molteplici. In primo luogo la possibilità di ridurre costi di transazione dei beni o delle materie prime. Inoltre poter interagire con imprese estere e stilare contratti o acquisire proprietà di queste ultime. E ancora, costruirsi un’immagine internazionale può contribuire ad aumentare il valore che il consumatore da all’azienda e quindi portarla al di sopra dei concorrenti. Infine poter adottare le strategie competitive adottate nel mercato originario in mercati esteri per aumentare gli introiti. E molte altre.
In conclusione possiamo affermare che la crescita aziendale è il frutto di un po’ tutte queste strategie poiché non devono essere viste come vie rettilinee ma come un intreccio di possibilità.
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