I 10 migliori chitarristi Rock di sempre
Il panorama musicale è costellato da grandissimi artisti che con il loro talento hanno segnato le pagine della storia del Rock. Più in particolare oggi tratteremo di coloro che attraverso le corde di una chitarra sono riusciti a far emozionare milioni di persone. Stilare una lista dei più grandi chitarristi di tutti i tempi in maniera oggettiva è un impresa assai ardua, se non impossibile. Nonostante ciò ci proveremo basandoci su due caratteristiche distinte:
- Tecnica; basata prettamente sulla maestria dello strumento
- Creatività; basata sull’apporto che l’artista ha dato alla musica e all’impatto che ha avuto su tutte le generazioni successive di musicisti
NOTA BENE: è una classifica dei migliori chitarristi ROCK perciò artisti grandiosi (ad esempio Eric Clapton o B.B. King) potrebbero non farne parte (anche se chitarristi dal talento leggendario) poiché facevano prevalentemente altri generi.
Chiaramente “nessuno nasce imparato” e quindi anche i componenti della classifica hanno dovuto studiare molto tempo per diventare esperti.
Per fortuna in questo possiamo aiutarvi partendo dalle basi, grazie ad utilissime ripetizioni o lezioni di chitarra classica per principianti.
Chiarito ciò, non indugiamo oltre e immergiamoci una volta per tutte nel mondo del Rock.
I migliori 10 chitarristi Rock della storia
Sommario
10) Slash (Guns N’ Roses)
In decima posizione troviamo uno degli artisti Rock più importanti della fine degli anni 80/ inizio anni 90: Slash.
Chitarra “portante” dei Guns N’ Roses dal 1985 al 1996 nonché virtuoso delle corde, cosa che ha dimostrato varie volte attraverso assoli pirotecnici.
Autore insieme ad Axl Rose di uno dei pezzi più importanti del Rock degli ultimi 30 anni: “Welcome to the Jungle” brano dell’ album “Appetite for Destruction” con il quale i Guns N’ Roses fecero il loro debutto. Si presentò sin da subito sulla scena dimostrando le sue indiscusse abilità con l’esecuzione di molti brani complessi realizzati in perfetto stile Rock.
Un vero e proprio “Guitar Hero” vivente ed in attività. Infatti, oltre ad una brillante carriera con gli Snakepit e con i Velvet Revolver nel post-scioglimento del suo vecchio gruppo, dal 2016 si è riunito ai vecchi commilitoni per la riformazione di quest’ultimo.
Di Slash va inoltre lodata la versatilità, cosa che ha messo in luce nelle varie collaborazioni da chitarrista con altri artisti. Tra di esse vi sono alcuni live in cui ha accompagnato uno dei maggiori esponenti della musica pop, Michael Jackson, discostandosi pertanto da uno stile più propenso alle sue caratteristiche che però è riuscito a trattare in chiave personale con grande capacità.
Essendo però un musicista relativamente “recente” non è stato influente quanto altri artisti sulle generazioni successive.
9) Brian May (Queen)

Brian May e la sua Red Special.
Al nono posto abbiamo un chitarrista che ha fatto la storia della musica moderna, principalmente attivo tra la fine degli anni 60 (1968) e l’inizio degli anni novanta come chitarra solista di uno dei gruppi più iconici di sempre: i Queen. Ebbene si, stiamo parlando proprio di lui, Brian May, il mitico musicista che contribuì assieme agli altri componenti del suo gruppo al cambiamento del Rock.
Difatti, attraverso le sue melodie riesce nell’ardua impresa di trovare una via di mezzo tra due Rock diametralmente contrastanti, preminenti nella musica degli anni ’60: il potente Rock ‘n’ Roll dei Rolling Stones che sfociava nella direzione dell Hard Rock e il Rock più leggero e spensierato dei Beatles. Ne risulta un rock dal grande impatto acustico che conserva però tratti più “morbidi”, distaccandosi perciò dalla spigolosità del concetto classico di Hard Rock, una sorte di Glam Rock molto curato dal punto di vista “estetico”.
Come tutti gli altri componenti di questa lista dal punto di vista tecnico è impeccabile. È probabilmente uno dei chitarristi più esperti ancora in vita avendo alle spalle una carriera di 50 anni nel mondo della musica.
La sua chitarra Red Special , che lui stesso ha costruito con l’aiuto del padre all’età di 16 anni, è diventata ormai leggenda. Allo stesso modo anche il fatto che al posto del normale plettro usi una moneta da 6 pence. Da ciò ne deriva un suono del tutto particolare ed unico.
Inoltre May è l’autore di una delle canzoni più popolari della storia :”We will Rock you” brano d’apertura del disco “News of the World” (1977). Questo pezzo sottolinea in maniera molto efficace la sua magistrale competenza tecnica nell’assolo finale.
8) Eddie van Halen (Van Halen)
È Eddie van Halen, figura di gran rilievo per la musica degli anni ’80 e più in particolare per l’Hard Rock e l’Heavy Metal, ad aggiudicarsi la posizione numero 8.
Appassionato alla musica sin dalla giovane età, assieme a suo fratello Alex fondò il gruppo che in seguito lo avrebbe fatto diventare un vero e proprio idolo per tutti gli amanti della musica Rock. Il gruppo venne appunto chiamato i Van Halen a causa della presenza dei due fratelli.
Una vera e propria autorità del mondo della chitarra, espertissimo nel dare un interpretazione personale del modo di suonare. Fu lui a rendere celebre la tecnica del Tapping, all’interno della quale entrambe le mani dell’esecutore si trovano sulla tastiera della chitarra e che quindi rende l’attuazione del brano estremamente complessa. Ciò permette al chitarrista di suonare ad intervalli non molto usuali e di far produrre allo strumento suoni molto particolari. Anche per questo motivo i suoi lunghi assoli sono tra i più energici e adrenalinici mai concepiti.
A lui dobbiamo brani del calibro di “Eruption“, primo brano dell’album “Van Halen“, brano prettamente strumentale contraddistinto sin da subito dal grande talento di Eddie. Da ricordare anche “Jump“, singolo di lancio dell’album “1984“, nel quale Eddie stesso ha individuato uno dei suoi migliori “monologhi” alla chitarra.
7) Jeff Beck
La settima posizione è occupata da uno degli artisti di punta della musica degli anni ’60 e ’70: Jeff Beck.
Attraverso la sperimentazione Beck è riuscito nell’ardua impresa di conciliare il Rock con altri generi apparentemente incompatibili ad esso.
Nei primi anni della sua attività musicale militò in vari gruppi per poi intraprendere una carriera da solista cosparsa da varie collaborazioni con molti artisti.
Durante i suoi anni da solista ha sempre tentato di sperimentare un genere molto tendente alla Fusion, distaccandosi dalla concezione originaria del classico Rock per favorirne una che si avvicinasse maggiormente ad una unione tra esso ed il Blues o il Funk. Infatti all’interno dei suoi album fu tra i primi a riuscire ad accostare “L’irruenza” della musica Rock alle atmosfere più tranquille e controllate del Blues, o addirittura a quelle più spensierate ed allegre della musica Funk.
A lui dobbiamo molte cover riadattate in chiave Rock-Blues/Funk di alcune delle canzoni più importanti degli anni ’60, tra cui “A day in the Life” e “She’s a Woman“, canzoni dei Beatles, oltre a moltissimi classici della Fusion, come ad esempio “Led Boots” dell’album “Wired” (1976). Va per giunta sottolineata la sua incredibile padronanza dello strumento.
6) Chuck Berry
È un vero e proprio pioniere del Rock colui che occupa la sesta posizione di questa lista, un visionario per la musica della sua epoca e uno dei chitarristi più dotati della storia: Chuck Berry.
Questa leggenda fu partecipe di tutta la musica a partire dalla seconda metà degli anni ’50 fino alla fine degli anni ’70.
Il suo contributo maggiore fu quello di riuscire nell’arduo compito di conciliare il Rock ‘n’ Roll, stile relativamente giovane, con il più antico Jazz. Difatti durante i suoi primi anni di musica riuscì ad accostare in maniera intelligente ed innovativa il suono energico e vigoroso della chitarra elettrica con quello più soave e sensuale del sassofono e degli strumenti a fiato in generale, che costituivano l’elemento portante della musica Jazz.
Così facendo riuscì a rinnovare in modo permanente la musica degli anni ’50, influenzando in maniera assai rilevante tutti gli artisti Rock degli anni successivi. Fu infatti uno dei maggiori modelli di inspirazione di alcuni tra i più importanti chitarristi della storia.
Tra le sue canzoni ve ne sono alcune dalla popolarità mondiale che molti altri artisti successivi hanno celebrato attraverso cover. È il caso, ad esempio, di “Roll over Beethoven” singolo del 1956, ripreso anche dai Beatles e “Come On” singolo del 1961 che, due anni più tardi, venne scelto dai Rolling Stones come cover d’esordio del gruppo.
5) George Harrison (The Beatles)
Non ci si può fare niente, quando si parla di musica è sempre d’obbligo citare uno dei gruppi più rivoluzionari di sempre: i Beatles.
Più precisamente ci focalizzeremo su di un componente specifico del gruppo, ovvero la chitarra solista: George Harrison, che si posiziona al quinto posto.
Chitarrista dalla grande esperienza, iniziò a suonare all’età di 14 anni, quando la madre acconsentì a comprargli una chitarra Gretsch “Duo Jet” di seconda mano. Membro originario del gruppo sin dal 1958, ovvero da prima che esso assumesse il nome di Beatles, con cui poi diventerà noto in tutto il mondo, vi rimase fino al 1970, anno dello scioglimento definitivo.
Nel corso della sua carriera musicale sperimentò una ampissima varietà di generi spaziando dal classico Rock ‘n’ Roll al Blues, per poi arrivare al Pop e persino a canzoni precorritrici dello Psichedelico (basti prendere in considerazione canzoni come “I am the Warlus” o “ Lucy in the sky with Diamonds“).
Fortemente influenzato dalla musica di Chuck Berry, insieme agli altri componenti del gruppo andò a creare uno stile del tutto nuovo ed originale, fondendo elementi provenienti dal Rock e dal Pop per andare a creare il Beat. Il neo-emerso genere si differenziava dai predecessori per la “orecchiabiltà” delle melodie, ripresa dal Pop, ricongiunta con i tipici elementi musicali del Rock (preponderanza di musica vigorosa e molto suggestiva). È proprio sul modello di questo Beat che si sviluppò gran parte della musica dei decenni successivi agli anni ’60.
Tra i suoi lavori più importanti troviamo brani del livello di “Devil’s Radio“, singolo dell’album “Cloud Nine” del 1987, e capolavori assoluti come “While My Guitar Gently Weeps“, canzone dell’album “The Beatles” (diventato famoso con il nome di “White album“) del 1968.
Consiglio utile:
Harrison passò la sua intera vita tenendo in mano la chitarra ed e proprio questo il motivo per cui divenne un maestro. Perciò, nel caso abbiate voglia anche voi di immergervi nel mondo della musica, vi consigliamo di iniziare al più presto, magari con qualche lezione privata di chitarra elettrica.
4)David Gilmour (Pink Floyd)
Poco al disotto della Top 3 troviamo il mitico chitarrista e cantante dei Pink Floyd: David Gilmour.
Iniziò a dedicarsi attivamente al mondo della musica a partire dal 1963 e, dopo aver cambiato varie volte gruppo ed essersi infine unito al gruppo più importante della sua carriera, vi rimase fino alla fine degli anni ’80 per poi ritornaci agli albori del 2000, quando riprese ad esibirsi assieme agli altri membri dei Floyd.
Chitarrista conosciuto in tutto il mondo per la sua maestria negli assoli e più precisamente nel Bending, tecnica attraverso la quale il musicista può alterare una nota musicale sino a portarla ad una più alta d’arrivo.
Quando parliamo di Gilmour parliamo della storia del Rock “alternativo“. Infatti, mentre i Beatles e gli Stones raggiungevano, con Beat e Hard Rock, l’apice del successo , qualcos’altro si stava generando in Inghilterra, qualcosa di più”Underground” rispetto a ciò che era venuto prima, ma che allo stesso modo avrebbe fatto la storia della musica. Questo nuovo genere era un Rock più “visionario” di qualunque altro. Fu soprattutto grazie a Gilmour e ai Floyd se il Rock venne nuovamente rivoluzionato creando quello che noi oggi conosciamo semplicemente con il nome di Rock Psichedelico e che si sarebbe poi evoluto nel Rock Progressivo. A differenza dei suoi predecessori lo Psichedelico era “astrattismo” puro, riusciva nell’intento di creare per mezzo della musica atmosfere irreali e quasi oniriche. Chiaramente anche i testi delle canzoni contribuivano attraverso l’ampio utilizzo di figure retoriche (metafore, etc.) alla realizzazione di tali atmosfere.
È un fulgido esempio di ciò il Brano “Comfortably Numb” brano meraviglioso composto quasi interamente (per quanto riguarda la parte musicale) da Gilmour per l’album “The Wall” del 1979.
3) Keith Richards (Rolling Stones)
Entriamo finalmente tra i primi tre di questa lista. La terza posizione è occupata da nientepopodimeno che Keith Richards, leggendario chitarrista dei Rolling Stones.
Cofondatore nel 1962 assieme a Mick Jagger e Brian Jones degli Stones, gruppo che da allora non ha mai abbandonato.
Chitarrista dall’indiscusso talento e dall’innata attitudine allo strumento. Fra i maggiori esponenti dell’ Hard Rock, ormai da anni riempie gli stadi grazie alle sue “skills” di plettro. In pochi padroneggiano le accordature come lui e sono proprio quest’ultime il punto focale delle parti di chitarra nei dischi degli Stones.
Citando lo stesso Richards:
“Molte volte, quando devo suonare una canzone, faccio le prime note e poi non mi ricordo assolutamente come prosegue. Fortunatamente se lo ricordano le dita e vanno in automatico.“
Ciò ci dimostra di come un artista del suo calibro abbia una piena padronanza a livello tecnico dello strumento, una padronanza talmente ampia da riuscire a far muovere le dita sulle corde basandosi semplicemente sulla memoria muscolare inconscia di quest’ultime anziché su quella conscia. Nonostante l’enorme conoscenza dello strumento non è mai stato troppo avvezzo a virtuosismi.
Keith Richards e gli Stones rappresentano uno dei più chiari esempi di cosa è il Rock.
È famoso per aver scritto moltissime delle melodie di chitarra più famose degli Stones tra cui: “Gimme Shelter“, brano d’apertura dell’album “Let it Bleed” (1969), “Paint it Black” dell’album “Aftermath” (1966) e “Satisfaction” dell’album “Out of Our Heads“(1965).
2) Jimmy Page (Led Zeppelin)
Come secondo classificato troviamo Jimmy Page, un vero e proprio divo della chitarra dall’inenarrabile talento.
Fortemente influenzato sin dall’adolescenza dai chitarristi di Elvis “the King” Presley, decise di abbandonare la scuola alla modica età di 16 anni per potersi dedicare totalmente, corpo e anima, alla sua musica. A partire dal 1968 entrò a far parte del gruppo attraverso il quale sarebbe poi riuscito nell’arduo compito di diventare un vero e proprio “dio” della chitarra, i Led Zeppelin.
La sua chitarra, la Gibson Eds-1275, un chitarra a due manici, il superiore con 12 corde e l’inferiore con 6, è diventata ormai celebre, soprattutto perché tramite essa Page ha suonato alcuni dei brani più importanti della storia del Rock.
Come disse Page stesso:
” Lasciate che vi spieghi una cosa sul fatto di suonare la chitarra. Ognuno ha il proprio carattere, e questa è la cosa che mi ha stupito fin dal giorno in cui ho iniziato a suonare. L’approccio di ognuno a ciò che viene fuori dal far vibrare le sei corde è diverso da ogni altra persona, ed è tutto valido“
Ciò ci fa capire come uno dei caratteri preponderanti nella sua musica sia l’interpretazione personale dello strumento.
È lui il principale fautore di quella che, probabilmente, è la canzone Rock più famosa e importante di sempre: “Stairway to Heaven” dell’album “Led Zeppelin IV“(1971).
1) Jimi Hendrix
Vincitore indiscusso, a mani basse, della classifica è James Marshall Hendrix, comunemente noto come “Jimi”.
Potrei dilungarmi in pagine e pagine ricolme di parole per spiegare il perché lui è senza alcun’ombra di dubbio, sotto il punto di vista tecnico e per creatività il più grande Chitarrista di sempre, ma la questione è chiara e semplice: Lui è Jimi Hendrix, lui è il Rock.
Arrivati a questo punto dovreste già essere esperti Rockettari grazie alle nozioni acquisite. Se ancora non lo siete potrebbero tornarvi utili le nostre lezioni di chitarra elettrica.








