I 5 migliori metodi di studio delle superiori
Quando si iniziano le superiori, e quindi si fa un salto di qualità dalle scuole medie, è sempre complicato stare al passo con il carico di studio e di compiti che appare a tutti gli studenti come uno tsunami pronto a colpire.
Per questo è indispensabile, per sopravvivere al primo anno, trovare il proprio personale ed efficace metodo di studio.
Ovviamente ogni studente, a seconda delle proprie caratteristiche personali e della tipologia di scuola superiore che frequenta, sceglierà quello più adatto a lui, ma per aiutarlo in questa decisione, ecco qua i 5 migliori metodi di studio delle superiori.
Sommario
Il metodo tradizionale: leggere e ripetere più volte
Questo particolare metodo di studio si apprende già alle scuole medie. Ma non lo sottovalutate, poiché è sicuramente molto utile anche alle superiori.
Soprattutto quando si ha a che fare con tutte quelle materie puramente teoriche come ad esempio la storia o la letteratura, oppure quando si deve studiare per un interrogazione orale.
Come funziona questo metodo?
Le fasi in tutto sono tre:
- Dividere in diversi settori l’argomento da studiare:
Se ad esempio si hanno una decina di pagine di storia riguardanti l’Illuminismo, l’argomento si può dividere in sviluppo e contesto storico, la prima parte, caratteristiche ed esponenti, la seconda parte.
- Leggere per paragrafi, sottolineando le parole chiavi e poi ripetere:
Qualche consiglio su questa fase che è la decisiva per ingranare al meglio questo metodo. Per chi è alle prime armi, leggere sempre attentamente tutte le informazioni, anche quelle che sembrano scontate e superficiali e solo dopo sottolineare, con evidenziatori o matite colorate, ciò che si ritiene importante. Per quanto riguarda il ripetere, dev’essere sempre a voce alta e non si deve smettere fino ad ottenere una totale sicurezza sull’argomento letto.
- Ripetere tutto alla fine:
Quando tutte le pagine sono state lette e ripetute, si passa all’ultima fase ovvero creare un tuo personale discorso, gestendo ed organizzando le informazioni acquisite.
Lo svantaggio principale di questo metodo è senza dubbio il fattore tempo, poiché ci vogliono tra le due e le quattro ore, a seconda del numero di pagine o appunti, per riuscire a concludere il procedimento, ottenendo un buon risultato.
Inoltre è un metodo del tutto mnemonico, quindi più adatto agli studenti con una capacità maggiore di memorizzazione.
Il metodo organizzato: schematizzare
Il primo metodo funziona soprattutto per chi ha buona memoria, per chi insomma memorizza leggendo e ripetendo; ma esistono anche altri tipi di memoria, come quella visiva, che può essere sfruttata al meglio attraverso il metodo degli schemi.
Per creare uno schema che possa soddisfare le esigenze di studio di qualsiasi studente, e in una qualsiasi materia, bisogna:
- Leggere attentamente l’argomento di studio, senza tralasciare nessuna informazione.
- Cercare di individuare i concetti chiave e le informazioni indispensabili.
- In seguito iniziare lo schema che si compone di piccole parti con al massimo cinque o sei parole ognuna.
Ogni parte deve collegarsi con un’altra attraverso l’uso di frecce, diagrammi o simboli specifici che rappresentano il nesso di unione come ad esempio il rapporto causa-effetto, la linea cronologica ecc.
Alla fine quindi si avrà un sistema di informazioni completo ed organizzato.
Compito necessario dello studente è, però, cercare di schematizzare il più chiaramente e ordinatamente possibile. Affinché tutte le informazioni possano essere a portata di mano.
Gli svantaggi principali di questo metodo sono di certo il fatto che per schematizzare è prima necessario avere un quadro dettagliato dell’argomento per selezionare i concetti chiave, e che per realizzare uno schema comprensibile bisogna avere una scrittura precisa ed ordinata.
Il metodo ideale per risparmiare tempo: sintetizzare
Questo metodo è facilmente gestibile da chiunque, e permette alla fine di studiare solo una parte, quella essenziale, rispetto al totale.
È probabilmente il metodo più pratico se si devono studiare testi molto corposi, soprattutto quando si tratta di argomenti un po’ variegati e dispersivi.
Il sistema è piuttosto semplice:
- Si legge il testo e si sottolinea, sempre cercando di carpire le informazioni principali.
- Poi si rilegge il testo, dividendolo in parti, e scrivendo una piccola sintesi di ciò che si è letto in una determinata parte, su un quaderno o sul computer.
- Si studia solo la sintesi finale dell’argomento.
Lo svantaggio principale di questo metodo consiste nel fatto che spesso gli studenti tendono a usare nella sintesi termini uguali al testo di studio, e quindi a non rielaborare, e di conseguenza questo può indurre ad uno studio a “pappagallo”.
Inoltre è indispensabile nella sintesi mantenere sempre un ordine chiaro, perché poi risulterebbe difficile riprendere in un secondo momento gli argomenti già studiati in precedenza.
Il metodo anglosassone di domanda-risposta: le flashcards
Questo metodo, forse il più difficile da gestire, è sicuramente quello che può dare i maggiori risultati, se realizzato correttamente.
Si potrebbe chiamare “domanda-risposta” ed è nato nei paesi anglosassoni dove è maggiormente usato, attraverso le cosiddette flashcards. Questo metodo è pratico per la memorizzazione dei vocaboli delle lingue straniere.
Le fasi del procedimento sono:
- Leggere attentamente il testo o gli appunti, cercando di evidenziare i punti chiave e di comprendere il senso generale di ciò che si sta studiando.
- Concluso il paragrafo o il capitolo bisogna ritornare sui propri passi e segnarsi le domande che il professore potrebbe fare, stando molto attenti a non ometterne nessuna. Vicino alla domanda andrà scritta anche la risposta, trovata nel testo.
- Finiti questi due passaggi, composte tutte le domande e le risposte, basterà memorizzare queste ultime, che rispetto al testo completo conterranno solo le informazioni essenziali per potersi presentare sicuri e preparati alla verifica.
Pur essendo un metodo all’apparenza molto utile per lo studio, è allo stesso tempo un grande azzardo. Infatti per chi è alle prime armi il metodo domanda-risposta è fortemente sconsigliato poiché potrebbe rivelarsi fallimentare.
Il principale rischio è quello di non capire quali sono le cose più importanti e quelle meno fondamentali e quindi di preparare uno schema di domande che riflette solo in parte quello che il professore chiederà.
Un metodo del genere è indicato solo per chi ha già una certa esperienza.
Il vantaggio, però, è che si tratta di un sistema molto veloce e che si serve di una serie di strumenti appositi come le flashcards, schede in cui gli studenti scrivono su un lato la domanda e sull’altro la risposta, a mo’ di quiz.
Sull’onda del successo di questo metodo, molte compagnie informatiche hanno creato dei software specifici che permettono di replicare perfettamente il sistema delle flashcards.
Il metodo più completo e minuzioso: lo studio comparato
Lo studio comparato è utile quando si ha bisogno di confrontare gli argomenti del libro con gli appunti del professore presi durante la lezione o attraverso le dispense.
Inoltre è necessario per gli studenti che hanno una specifica tipologia di insegnante che spiega un argomento aggiungendo od omettendo determinate informazioni.
Questo metodo consta di quattro fasi:
- Dividere l’argomento, sia sul libro che sugli appunti, in settori distinti.
- Leggere la prima parte sul libro, sottolineando i concetti chiave.
- Leggere di quella specifica parte gli appunti, sistemandoli se ce ne fosse il bisogno.
- Continuare lo stesso procedimento con le seguenti frazioni di argomento, e alla fine ripetere tutto insieme.
Lo svantaggio principale è soprattutto il fatto che serve molta concentrazione per questo tipo di studio. E se non si è attenti si può perdere qualche dettaglio fondamentale o studiare magari informazioni in più che il professore non ritiene importanti.
Per questo questo metodo è consigliabile per quando si studia in gruppo o a coppia. Un suggerimento è di non studiare per lungo tempo con questo metodo, poiché dopo tre o quattro ore di studio si perde la concentrazione.
In assenza di concentrazione lo studio comparato risulterebbe inefficace.





