I bambini e la parola tra pedagogia e famiglia

di Nicola C.
DSA

Crescita e sviluppo del bambino sono processi tanto affascinanti quanto complessi, il punto di vista può variare sia nell’ambito pedagogico che in quello prettamente genitoriale.

 

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In tutti questi due casi, la componente comune resta tale nella capacità naturale del soggetto di poter acquisire elementi, abilità e maturare il comportamento semplicemente adattandosi ad ambiente e comunità circostante.

 

Le teorie del perché gli esseri umani, in tenera età, siano capaci di sfoggiare tali doti e capacità spaziano dall’ambito cognitivo a quello sociale.

 

Una piccola parte è dovuta al bagaglio genetico, tale da rendere questa sfera di studi spesso complessa. Uno degli aspetti più affascinanti, specialmente per un genitore, riguarda l’apprendimento ed il linguaggio. Ciò con i relativi problemi di uso della lingua nelle varie fasi di crescita.

 

Come insegnare ad un bambino a parlare?

 

È sicuramente una delle domande che maggiormente affliggono i neogenitori, alle prese con la preoccupazione di fornire ai propri figli gli strumenti necessari per conquistare i giusti traguardi partendo dalle nozioni basilari.

 

La comunicazione è una di queste, e bisogna considerare svariati aspetti per esser certi di poter sviluppare una sorta di programma di supporto. Qualcosa che sia capace di stimolare i bambini a maturare le proprietà di linguaggio.

 

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L’apprendimento

 

L’apprendimento è un processo lento e spesso articolato. Qui entrano gioco diverse variabili, sulle quali ciascun genitore può lavorare per ottenere il miglior risultato possibile.

 

Ciononostante, i bambini imparano a parlare in modi diversi, in fase diverse e con metodi diversi. In ogni caso, giungeranno tutti verso il medesimo traguardo, seppur con padronanza ed attinenza diversa.

 

Il primo aspetto da conoscere, riguarda la capacità cognitiva di osservazione. Una sorta di forma di modellamento di comportamenti e carattere, che ogni bambino assume imitando i modelli circostanti. Ciò si traduce nella necessità di fornire esempi validi, non solo in termini familiari, quanto anche multimediali .

 

Parliamo di video e/o cartoni animati, perché partecipano alla costruzione del linguaggio e contribuiscono nel lungo termine anche al vocabolario ed ai suoni che il bambino sarà capace di riprodurre.

 

Altro aspetto innato di ciascun essere umano è la cosiddetta capacità di generalizzare. Assemblare cioè nozioni concettuali pensate per un determinato ambito, e rimodellarle in funzione di un adattamento comportamentale rispetto a nuovi ambienti e/o necessità.

 

In tale ambito viene inquadrata la capacità dei bambini di poter costruire nel tempo frasi sempre più complesse.

 

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Fattori importanti

 

Tutti questi fattori contribuiscono enormemente nell’insegnare a un bambino a parlare. Si forniscono strumenti utili che ogni genitore può integrare con esercizi e programmi mirati, allo scopo di mettere in moto i meccanismi cognitivi naturali.

 

Quali suggerimenti adottare?

 

Esistono diversi metodi, pensati proprio sulla base di tali nozioni, che possono aiutare nel compito e permettere ai bambini di avere il tempo pratico ed una valida struttura formativa.

 

Elementi essenziali per padroneggiare il linguaggio senza intoppi o arresti di percorso, spesso dovuti a svariati fattori anche psicologici.

 

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I migliori consigli

 

I migliori metodi di insegnamento non stravolgono ciò che il bambino può o sa fare.

 

Essi assecondano le personali caratteristiche e stimolano la sfera cognitiva supportando abilità naturali e quell’apprendimento costante che in determinate fasce di età esercitano inconsapevolmente quasi ogni giorno.

 

Uno dei sistemi per insegnare a un bambino a parlare, riguarda l’uso di suoni e parole ben scandite. Questo serve per favorire la consolidazione degli elementi basilari del linguaggio, quali i suoni di vocali e consonanti.

 

Emulazione dei suoni e collaborazione interattiva sono le chiavi di successo in questa fase, generalmente applicabile nella fascia di età dai 6 ai 12 mesi. Ciò aiutando i bambini con immagini e giochi per associare parole a concetti che non dimenticheranno mai.

 

Un’idea particolarmente efficace per maturare una maggior dimestichezza d’uso del linguaggio passa tramite la costruzione delle frasi. Un processo complesso nelle prime fasi e che richiederà un valido supporto oltre che tempo e pazienza.

 

La collaborazione domestica e l’uso di domande semplici ma mirate, mettendo il bambino (in genere tra i 12 ed i 24 mesi) al centro dell’attenzione possono portare ampi successi.

 

L’ultimo meccanismo (forse il più importante), per insegnare a un bambino a parlare, è quello di stimolare la propria sicurezza evitando la paura degli errori.

 

È bene evitare che la paura di fallire possa incidere psicologicamente sulla sua voglia di esprimersi. In questo caso, domande e dialoghi lievemente più complessi (per bambini con età superiore ai 2 anni) possono stimolare la sua creatività e la sfera cognitiva.

 

Questo passando tramite la voglia di raccontarsi e condividere le proprie esperienze con i genitori, in un ambiente protetto e controllato.

 

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Ascolto e supporto per una strategia vincente

 

Il successo di ogni bambino conta non solo sulla propria volontà, ma anche su altri aspetti. Parliamo del tempo offerto, dell’ambiente circostante e soprattutto dell’ascolto.

 

Qualsiasi attività basata su ascolto ed interazione, in tutte le fasi costruttive dell’età pediatrica, giovano sulla capacità di poter padroneggiare il linguaggio in futuro.

 

Non esiste alcuna strategia vincente che non passi tramite questi aspetti fondamentali. Così anche favole, giochi, dialoghi in famiglia e persino l’iterazione con programmi per bambini sono mirati e sviluppati per sostenere questi aspetti chiave.

 

Si considera in questo anche un pizzico di stimolazione per accelerare il processo.

 

Qualsiasi programma di supporto, deve risultare personalizzato rispetto le singole peculiarità del bambino. Non valutando esclusivamente la fascia di età ed il corrisposto grado di avanzamento linguistico.

 

Ciò che serve a quest’ultimo per esprimersi al meglio delle proprie possibilità.
 

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