Il Teatro e le sue forme
Che cos’è il teatro?
Il teatro è l’unione di varie discipline quali possono essere: la vocalità,il ballo,la gestualità…
Nel teatro vi è la rappresentazione di una storia sotto forma di testo recitato e colui che da vita a ciò è l’attore. Questi è l’interprete di un’azione che può essere di qualsiasi genere: dalla commedia alla tragedia, inoltre ci sono i musical oppure i mimi, quindi, il materiale non manca!
Da un certo punto di vista il musical può essere percepito come l’arte più complicata tra quelle elencate, poiché c’è un approccio enorme tra il corpo,l’atteggiamento artistico e la vocalità.
Saper recitare significa anche riuscire a giocare, perché il teatro non è solo finzione, ma anche saper stare sul palco e, in un certo senso, saperlo vivere . Questo non deve essere condizionato dall’ansia, perché come in tutte le cose, porta solo a sbagliare.
Citando Gigi Proietti:“Mi diverto e mi pagano pure. È una pacchia”.
La figura dell’attore è come quella di un grande puzzle dove tutti i pezzi che lo compongono hanno un’importanza enorme. Magari può esserci una disciplina (come ad esempio il ballo) dove si è meno portati, ma occorre comunque cimentarvisi e fare un po’ di tutto. Vittorio Gassman diceva sempre:”Recitare non è molto diverso da una malattia mentale:un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia”.
Sommario
Esistono 2 luoghi dove si può dare vita ad una storia:il cinema e il teatro. Questi presentano 2 approcci diversi ma non troppo …
1)CINEMA
Questa è senza ombra di dubbio una delle cose che vorremmo fare quasi tutti:apparire davanti al GRANDE SCHERMO! Sarebbe sinonimo di popolarità, sicuramente maggiore (di gran lunga) rispetto a quella del teatro.
Tuttavia, recitare in questo ambito non è facile, poiché le continue interruzioni rendono complesse l’immedesimazione nella storia che si sta mettendo in atto. Le riprese di un film, infatti, possono durare anche più di un anno, in certi casi. Questo fattore può rappresentare un ostacolo enorme, perché è necessario mantenere una grandissima concentrazione a seguito delle continue ripetizioni, anche più di 40 volte, della stessa scena.
Nel cinema c’è anche una stabilità maggiore rispetto a quella del teatro, sia nei movimenti che nei modi di parlare,basti pensare solo a quanto possa essere complicata una camminata.
2)TEATRO 
Vedere aprirsi o chiudersi davanti ai nostri occhi il SIPARIO è un’esperienza che un po’ tutti noi dovremmo sperimentare almeno una volta nella vita, perché può lasciarci un ricordo bellissimo difficile da dimenticare.
La vera forza dell’attore di teatro viene dal pubblico, perché la spinta che gli viene data da quest’ultimo, mediante i suoi applausi, lo aiuta molto durante lo spettacolo. A teatro vivi molto la storia che metti in scena e disponi di un’elasticità,soprattutto nei movimenti,indubbiamente maggiore rispetto al cinema.
Ma come tutti sanno, la reale paura nel recitare a teatro è quella di sbagliare una battuta, o peggio dimenticarla. Nel cinema, invece, si può ovviare a tal problema perché la scena può essere ripetuta molte volte. Inoltre, chiunque si trovi sul palco intento a recitare la propria parte, non deve assolutamente ignorare ciò che gli viene detto e fatto. Questo perché in caso di inconveniente sia tecnico che recitativo, occorre saper improvvisare. Magari, può capitare, che non funzioni un campanello della porta oppure che un attore non abbia dato l’attacco per un suo compagno.
Perché una persona si approccia al teatro?
Se dovessimo fare una panoramica generale sul perché una persona si approccia al teatro le motivazioni di certo non mancherebbero.
- Innanzitutto, è il nostro sogno sin da quando eravamo bambini. Indossare il costume del nostro supereroe preferito e vivere da protagonisti storie sempre diverse.
- Può anche capitare che l’approccio derivi dal suggerimento di un amico o di un familiare che ha visto le nostre capacità, magari attraverso le imitazioni di personaggi di film e serie tv…
- Un altro motivo che può essere quello di provare a combattere la timidezza, quale luogo al mondo migliore del palcoscenico?
- Recitare aiuterebbe anche a scoprire un talento che non credevamo di possedere. L’approccio, quindi, sarebbe dovuto fondamentalmente dal tentativo di scoprire un nuovo lato della tua persona.
- Si può anche scegliere di approcciare il teatro per conoscere la dizione,la quale,in particolar modo nella nostra lingua, è molto difficile da apprendere. Occorre essere sempre pronti ad accogliere un nuovo metodo di pronuncia delle parole, perché molto spesso può capitare di trovare un vocabolo dove l’accento è aperto anziché chiuso. Può rappresentare una difficoltà anche imparare un dialetto o una lingua nuova per il personaggio da interpretare,ma andrebbe a beneficio del proprio bagaglio personale.
I metodi di recitazione
- METODO STANISLAVSKIJ
Il più celebre di tutti i metodi di recitazione è quello di Stanislavskij. Egli fu il primo nella storia a creare un vero e proprio metodo di insegnamento, poiché prima di allora tutti gli attori apprendevano attraverso l’osservazione di altri artisti mentre erano all’opera. Stanislavskij riteneva che, per recitare, l’unica cosa importante fosse quella di rivivere (sulla scena) solo quello che provava il personaggio, distaccandosi completamente da tutto ciò che riguardava l’imitazione della vita reale. In altre parole, il vero lavoro dell’attore si articola soprattutto su un profondo e intenso studio sulla psicologia del personaggio e naturalmente il trasferimento delle proprie emozioni nelle situazioni vissute da quest’ultimo.
2. METODO CEKHOV
Un altro dei metodi di insegnamento più noti è quello di Michael Cekhov,che era, guarda caso, un allievo di Stanislavskij. Egli, tuttavia, non condivideva a pieno le idee del suo maestro perché sosteneva che l’attore non poteva limitarsi a mettere in scena la realtà al 100%. Questi deve anche avere una grande comunicatività ed intensità, di conseguenza Michael sviluppò un importante numero di tecniche psico-fisiche basate sul grande rapporto mente-corpo.
3. METODO STRASBERG
Anche il regista Lee Strasberg aveva seguito le teorie di Stanislavskij modificandone alcuni aspetti. Strasberg partiva dal presupposto che occorreva distaccarsi da ogni cosa che riguardasse la realtà, ricavando le emozioni del personaggio dalla sua memoria. Egli ritiene che sia molto importante avere una memoria sia percettiva (di ciò che abbiamo provato con i nostri 5 sensi) che emotiva (per rivivere le emozioni passate).
4.METODO MEISNER
Tra i cofondatori del Group Theatre, insieme a Strasberg, c’è indubbiamente Sanford Meisner e il suo metodo di insegnamento, rimasto come uno dei più noti in tutta America. Meisner riteneva che la maniera migliore di insegnare la recitazione fosse quella di istruire l’attore ad una grande capacità di ascolto. Egli riteneva che chi non possedesse tale qualità non potesse recitare. Il suo esercizio principale, inoltre, si basava sul fatto di ascoltare e rispondere, portando tutta l’attenzione sul proprio compagno di recitazione. La grande forza dell’attore deve essere anche quella di saper improvvisare, cosicché da essere pronto alla messa in opera del dramma. Quindi secondo lui la potenzialità vera dell’interprete deve essere quella di vivere, momento per momento,ogni attimo di vita con grande energia per riuscire così ad essere pronto a riviverlo anche nelle situazioni immaginarie.
5. METODO ADLER
Altra cofondatrice del Group Theatre insieme a Meisner e Strasberg è Stella Adler, attrice molto celebre che ebbe anche l’enorme privilegio di studiare col grande Stanislavskij. Lei non era pienamente d’accordo con il pensiero di Strasberg, perché troppo incentrato sulla memoria, rischiando di far riaffiorare amari ricordi all’attore stesso. La sua tecnica era concentrata su uno studio approfondito della funzione dell’immaginazione: analizzando alcuni significati ,magari non inseriti esplicitamente nel copione, fondamentali per lo studio del personaggio.
6. METODO MACY/MAMET

Tra i più grandi studiosi di recitazione,ancora in attività, sono il drammaturgo David Mamet (a sinistra) e l’attore William Hall Macy (a destra). Questo duo ideò una nuova tecnica basata sull’importanza di un’azione. Questa tecnica consiste nell’analizzare (in ogni suo aspetto) la situazione da mettere in scena, soffermandosi sul modo di fare e pensare dei personaggi.
Come si può notare di metodi di recitazione ce ne sono davvero tanti a dimostrazione del fatto che CHIUNQUE DICA CHE RECITARE E’ SEMPLICE SI SBAGLIA.







