Imparare il giapponese: quali libri leggere?
Sommario
Basi della lingua giapponese
Imparare il giapponese non è semplice per diverse ragioni:
- È una lingua nipponica, famiglia linguistica esistente solo in Giappone: ciò vuol dire che non presenta tratti comuni né con le lingue europee né col resto delle lingue asiatiche, sebbene abbia ereditato alcuni componenti dal cinese.
- La struttura sintattica è diversa da quella italiana: l’ordine delle frasi in giapponese è strutturato in Soggetto-Oggetto-Verbo e non Soggetto-Verbo-Oggetto.
- Non è basata su un alfabeto ma su logogrammi e ideogrammi.
- La lingua giapponese non presenta articoli, differenze di genere tra le parole, non coniuga i verbi e, come tempi verbali, prevede solo passato e non passato (il futuro si coniuga come il presente). É il contesto, quindi, a darci il senso di ciò che leggiamo/ascoltiamo.
- La punteggiatura ha caratteri diversi, assume un altro ruolo ed è meno rigorosa dell’italiano essendo stata introdotta nel XIX secolo con le traduzioni dei testi europei.
Quando si decide di imparare il giapponese, quindi, non bisogna appoggiarsi all’italiano e alla sua grammatica, perché le strutture sintattiche sono troppo diversi.
Sistema di scrittura
Anche la scrittura giapponese è completamente diversa da quella italiana, ed è da questa che bisogna partire nello studio. La scrittura giapponese è organizzata su tre tipi di caratteri: i logogrammi (detti kanji) e gli ideogrammi contenuti in due sillabari (detti kana)
- Ogni Kanji rappresenta una parola. Di origine cinese, sono quasi 3000 in totale ed i più comuni circa 2000, e non c’è alternativa se non memorizzarli nel tempo. Indicano la radice di una parola o di un verbo ed è tramite i due sillabari che assumono significato proprio e pronuncia.
- I kana sono composti ognuno da 46 caratteri di base ed ogni carattere corrisponde ad un suono. Sono:
- Hirigana: utilizzato per parole non presenti tra i kanji, per rappresentarne la pronuncia e per fissarne tutte le desinenze grammaticali.
- Katakana: utilizzato per tutte quelle parole di provenienza straniera, per i nomi scientifici di piante o animali e, in ambito pubblicitario, per enfatizzare alcune parole.
Lo studio di questa lingua quindi procederà per passi che prevederà prima la memorizzazione graduale dei kanji e degli hirigani, a cui affiancare gradualmente la grammatica. Successivamente si aggiungerà il katakana.
Libri e manga per imparare il giapponese
Nello studio di una lingua un punto fondamentale è leggere e vedere/ascoltare fonti in lingua, cosa da cui si trae notevole beneficio: aiuta a memorizzare le parole e la loro pronuncia, a scoprire espressioni idomatiche e a migliorarsi nell’applicazione dei principi grammaticali.
È importante però scegliere una lettura adeguata al nostro livello, che non vuol dire essere già in grado di leggere fluidamente il testo senza vocabolario ma essere in grado di orientarsi in esso.
Qui di seguito, quindi, una piccola guida su come scegliere i testi in giapponese da leggere e qualche consiglio diretto per chi è allo studio di questa lingua.
Un appunto: in questa guida affiancheremo ai libri di vario genere i manga. Non solo perché sono una parte importante della cultura giapponese, ma anche perché il loro contenere un supporto visivo e l’essere strutturati principalmente in dialoghi facilita la comprensione del testo. Inoltre la loro varietà permette a chiunque di trovare qualcosa di proprio gusto, a prescindere dall’età.
Favole e Kodomo
Date le notevoli differenze della lingua giapponese con l’italiano, all’inizio dello studio si consiglia di leggere libri scritti per i bambini. Questi testi hanno frasi brevi e semplici, il linguaggio è limitato e difficilmente vi si troverà il katakana. L’uso della punteggiatura è elementare, il che ci permetterà di familiarizzare con essa; sono inoltre ricchi di onomatopee, molto utilizzate anche nel linguaggio colloquiale giapponese.
Nonostante le possibili remore, all’inizio dello studio della lingua giapponese il nostro vocabolario e le nostre capacità di lettura non si distanzieranno molto da quelle di un bambino, ecco perché è a questo genere di libri che dobbiamo guardare.
Favole, filastrocche, fiabe: se ne possono trovare tantissime in rete, gratuitamente disponibili. Si consigliano quelle per un pubblico fino ai 10/12 anni.
Per i manga andremmo a cercare i “kodomo”: è con questo termine che si indicano i manga scritti per un pubblico preadolescente. Alcuni esempi sono:
- “ドラえもん” – Doraemon
- “怪物くん” – Carletto il principe dei mostri
- “遊☆戯☆王ゼアル” – Yu-Gi-Oh
Libri per ragazzi e shonen
Si può passare successivamente ai libri giapponesi per ragazzi: qui si inizieranno ad avere frasi leggermente più complesse ed un vocabolario più ampio, oltre che l’utilizzo di tutte e tre i sistemi di scrittura. Alcuni consigli possono essere:
“魔女の宅急便” – Kiki-consegne a domicilio
- “霧のむこうのふしぎな町”- Il meraviglioso paese oltre la nebbia
- I racconti di Kenji Miyazawa
Per i manga ci rivolgeremo invece agli “shonen/shojo“: scritti per un pubblico adolescenziale, possono avere una dimensione più o meno fantastica. In realtà in questa categoria troviamo anche manga che affrontano temi adulti, dalla morte a questioni morali complesse: la categorizzazione spesso deriva dal tipo di disegno utilizzato e dalla rivista che li ha pubblicati, non dall’argomento trattato. Alcuni esempi sono:
- “鋼の錬金術師”- “Full Metal Alchimist”
- “デスノート” – “Death Note”
- “かぐや姫の物語” – “La principessa splendente”
Romanzi e seinen
Infine abbiamo i romanzi per tutte le età, e qui la possibilità di scelta è ampissima. Un consiglio: se l’intento rimane quello di approfondire la lingua corrente, non scegliere libri che vadano troppo indietro nel tempo. La mancanza di familiarità col linguaggio potrebbe farti scambiare per idiomi correnti espressioni ormai decadute. Alcuni romanzi recenti di largo successo e facile reperibilità sono:
- “ノルウェイの森” – “Norvegian Wood” di Haruki Murakami
- “コンビニ人間” – “La ragazza del convenience store” di Sayaka Murata
- “ナミヤ雑貨店の奇蹟”- “L’emporio dei piccoli miracoli” di Keigo Higashino
Per i manga il target a cui ci indirizzeremo sarà quello dei “seinen/josei“: rispettivamente per uomini e donne, sono indirizzati ad un pubblico adulto proprio per la complessità della materia trattata. Degli esempi:
- “―ナナ―” – Nana
- “モンスタ” – Monster
- “新世紀エヴァンゲリオン” – Neon Genesis Evangelion
Seguire questa scala vi permetterà di avvicinarvi a questa scaletta senza sentirvi sconfitti al primo tentativo.


“魔女の宅急便” – Kiki-consegne a domicilio