Istruzione parentale: cos’è e come funziona in Italia
Con homeschooling o Istruzione Parentale si intende la scelta della famiglia di provvedere direttamente all’educazione dei figli. Si tratta quindi di una scelta consapevole, presa dalla famiglia o da chi ha la tutela del minore, di provvedere in autonomia all’istruzione del giovane fino a che l’obbligo scolastico lo impone. L’ordinamento Italiano rende infatti obbligatoria l’istruzione fino ai 16 anni ma non la frequentazione di una scuola pubblica né privata.
In questo “vuoto normativo” si apre quindi la possibilità, per la famiglia, di avvalersi dell’istruzione parentale. Ma per ragioni un genitore dovrebbe preferire l’homeschooling ad una scuola frequentata tradizionalmente?
Sommario
Perché scegliere l’istruzione parentale?
Le ragioni per preferire l’istruzione parentale possono essere tante e non è possibile essere totalmente esaustivi nell’elencarle. Tuttavia è bene specificare che, in tutti i casi, la scelta di iscrivere un bambino ad una scuola a frequenza pubblica o all’homeschooling spetta solo ed esclusivamente alla sua famiglia e che non dovrebbe esserci alcun giudizio negativo né in un caso né in un altro. Sia istruzione parentale che istruzione scolastica hanno dei pro e dei contri, che vanno attentamente valutati a seconda dei casi.
Andiamo ora ad osservare alcuni generici casi.
1) Programma di studio personalizzato
Iniziamo dicendo che, attraverso l’homeschooling, è possibile provvedere in maniera più soddisfacente a quelli che possono essere obiettivi specifici di apprendimento del bambino o ragazzo. Con questo termine non vogliamo indicare solo eventuali ragazzi affetti da BES/DSA, ma di qualsiasi studente con qualsiasi bisogno: la scuola pubblica o privata è basata su metodologie standard per ogni materia, applicate su qualsiasi ragazzo. Non tutti però rispondono agli stimoli allo stesso modo e con gli stessi tempi. Inoltre la standardizzazione dei programmi di studio impone spesso ai ragazzi di non potersi soffermare su ciò che li appassiona di più.
In questo l’educazione parentale offre sicuramente maggiori possibilità: il ragazzo potrà soffermarsi sugli argomenti che più gli interessano, farsi spiegare meglio e con più calma le materia in cui ha difficoltà o evitare di dover attendere che altri ragazzi raggiungano la comprensione di argomenti per lui chiari.
Non secondario, attraverso l’homeschooling non perderà più ore di scuola perché il professore deve interrogare tutta la classe o deve fare verifiche di recupero ma ottimizzerà il tempo secondo le sue esclusive necessità.
2) Esigenze lavorative
Molto frequenti nelle famiglie che si rivolgono all’homeschooling sono esigenze specifiche dovute agli impegni dei genitori o dell’alunno stesso. Basti pensare ai casi in cui la famiglia è obbligata per lavoro a spostarsi spesso.
Esistono scuole internazionali che facilitano il
Ci può essere anche il caso in cui il ragazzo abbia impegni lavorativi: basta pensare a chi pratica sport a livello agonistico o è già avviato professionalmente ad un qualsiasi lavoro. In questi casi gli orari di una scuola pubblica o privata possono mal coniugarsi con le attività che il ragazzo svolge e la scelta potrebbe diventare o dedicarsi all’attività o andare bene a scuola. La possibilità di adattare i tempi in cui istruirsi offerta dall’istruzione parentale diviene quindi fondamentale.
3) Scelta personale
Infine, l’homeschooling può essere una scelta personale dettata da tantissime ragioni: rendere il distacco familiare meno forte; mantenere un controllo maggiore sull’apprendimento dei propri figli; non obbligare il ragazzo a tempistiche predefinite; poca fiducia nel personale scolastico; distanza eccessiva della scuola di riferimento.
Insomma, le ragioni possono essere tantissime e tutte valide. Non a caso, con la pandemia, moltissime famiglie hanno iniziato a valutare ed infine hanno optato per l’istruzione parentale dei propri figli, in particolare per l’eccessiva insicurezza e scarsità di informazioni che si avevano rispetto a come si sarebbero svolte le lezioni nelle scuole. Il costante timore di dover spostare i figli da casa a scuola in caso di contagio e le eventuali ripercussioni nell’organizzazione familiare non è semplice da gestire.
Cosa prevede la legge per l’istruzione parentale
Passiamo ora a come l’ordinamento italiano gestisce la materia dell’homeschooling: infatti negli ultimi 20 anni l’attenzione per questa tematica è molto aumentata, come testimonia la maggior produzione legislativa dal 2000 sempre più dettagliata in poi.
Riferimenti normativi
Oltre gli art. 30 e 34 della Costituzione Italiana che che recitano, rispettivamente, che “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli” e “l’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita”, i riferimenti normativi specifici per l’homeschooling sono:
- Decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, art 111, comma 2, che rimanda alla famiglia che opta per l’istruzione parentale gli obblighi di:
- dimostrare di avere la capacità tecnica ed economica di provvedere all’istruzione del figlio;
- darne comunicazione annualmente all’istituto di riferimento.
- Decreto Ministeriale 13 dicembre 2001, n.489, art. 2 comma 1, che individua nel Sindaco e nel Dirigente Scolastico le autorità competenti che devono vigilare sull’adempimento dell’obbligo scolastico da parte delle famiglie.
- Decreto legislativo 25 aprile 2005, n. 76, art 1, comma 4, che riprende quanto detto nell’articolo al punto 1.
- Legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 622, che fissa l’obbligo di istruzione ed i suoi obiettivi.
- Decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 62, art.23, che detta le norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato.
Come si vede, si tratta in realtà di indicazioni abbastanza generiche che consentono alle Regioni e alle autorità locali di mantenere una certa autonomia.
Sintesi della procedura per l’homeschooling
Per sintatizzare, la legge prevede che:
- i genitori del minore o chi ne ha tutela provveda a comunicare annualmente, al dirigente all’istituto di riferimento, la volontà di procedere tramite istruzione parentale per il ragazzo. Per la data entro cui va comunicata la scelta di homeschooling, bisogna rivolgersi all’istituto di riferimento.
- È il Dirigente Scolastico a doversi accertare che la famiglia sia in grado di provvedere autonomamente all’istruzione del ragazzo.
- A fine di ogni anno scolastico, il ragazzo dovrà sostenere un esame di idoneità che dimostri che il processo educativo è effettivamente in atto ed è conforme a ciò che prevede la legge. L’iscrizione all’esame va fatta entro il 30 aprile mentre l’esame va sostenuto entro il 30 giugno.
- Nel caso in cui il ragazzo non sostenga o non si iscriva all’esame di idoneità, il dirigente scolastico dovrà farne pronta comunicazione al Sindaco del Comune di Residenza, che procederà in primis con una diffida alla famiglia e, successivamente, con una comunicazioni alle Autorità Giudiziaria.
Come si può vedere, in realtà le disposizioni non sono molte e tutte le comunicazioni possono essere effettuate tramite PEC. Inoltre, gran parte delle comunicazioni si basano su autocertificazioni il cui modello è richiedibile all’istituto di riferimento. È consigliabile in generale rivolgersi alla scuola di competenza dato che alcune regioni e province autonome hanno disposizioni particolari in materia di istruzione parentale.
Insegnanti per homeschooling: come sceglierli?
Partiamo dicendo che, a livello giuridico, la famiglia non ha alcun obbligo di rivolgersi ad un tutor o insegnante privato, né questo è uno dei requisiti tecnici richiesti per poter dimostrare di saper provvedere all’istruzione parentale per il proprio figlio. Chi si rivolge all’homeschooling può decidere di provvedere autonomamente all’istruzione del figlio e, per coloro che hanno figli che frequentano le elementari, è spesso una scelta che viene intrapresa. Tuttavia non sempre è una scelta consigliata.
I programmi scolastici vengono aggiornati di frequente e le materie sono molte: già dalle elementari si può essere in difficoltà con la conoscenza di alcuni ambiti, ad esempio l’inglese. Se si sale di grado, sicuramente ci saranno materie in cui i genitori non possono completamente aiutare il ragazzo.
Le scelte migliori quando si tratta di decidere o meno se trovare un Tutor per l’homeschooling del proprio figlio sono:
- per le elementari e medie, trovare un tutor singolo che prepari o segua il ragazzo nelle materie in cui i genitori non possono provvedere autonomamente. Ad esempio, può capitare sia con l’inglese che con qualsiasi altra lingua straniera: avere un buon insegnante preparato e che conosca il migliore approccio per studiare la lingua farà una grande differenza.
- Per le superiori, sarà sicuramente necessario rivolgersi a più tutor. I programmi in questo caso sono vasti, cambiano di frequente e comprendono molte competenze diverse: bisogna andare ad individuare quindi le materie in cui il ragazzo non può studiare autonomamente ed individuare gli insegnanti migliori che possano possibilmente seguirlo per tutto il periodo in cui il ragazzo sarà in homeschooling. Cambiare spesso Tutor infatti non è mai di aiuto.
Il lavoro di ricerca non sarà facile, perché si tratta di: coordinare impegni individuali del ragazzo che del tutor; capire quale tutor saprebbe meglio colmare le necessità di apprendimento del ragazzo per le varie materie; trovare insegnanti che abbiano affinità del ragazzo e siano disponibili nel lungo periodo.
Infine bisogna trovare insegnanti che conoscano i programmi scolastici e sappiano quali sono gli aggiornamenti e le domande che più verosimilmente saranno poste allo studente in sede d’esame di idoneità, a fine anno scolastico. Si tratta quindi di un vero e proprio lavoro, che si aggiunge a tutte le incombenze familiari che l’homeschooling porta. Tuttavia queste problematiche possono essere risolte tramite l’aiuto di Skuola.net | Ripetizioni.it.
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