La storia di Pompei spiegata ai bambini
Pompei è uno dei siti archeologici più ricchi di cultura e famosi in Italia. Per questo motivo, gente da tutto il mondo viene a visitarla. Non ci sono solo archeologi, filologi e intellettuali a nutrire uno spiccato interesse per Pompei. Si tratta di una città dalla storia antichissima e conosciuta da tutti, assieme ad Ercolano. Anche durante la scuola elementare, spesso si affronta con gli studenti la sua storia. Oppure, bambini molto curiosi potrebbero chiedere ai genitori di questa famosa città di cui hanno sentito parlare. Ti sei mai chiesto come spiegare loro la sua vicenda e la sua importanza? Parlare coi bambini non è come parlare con degli studenti liceali. Serve un approccio diverso, più giocoso e accattivante. Ma soprattutto, bisogna essere chiari nella spiegazione. Dunque, non ti resta che continuare a leggere il nostro articolo. Ti introdurremo in cinque semplici passi alla storia di Pompei spiegata ai bambini!
Sommario
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IL GIUSTO APPROCCIO
Prima di parlare del contenuto della storia di Pompei, bisogna spiegare come raccontarla. Infatti, come già anticipato, per spiegare ai bambini serve un approccio accattivante e chiaro. Più difficile è l’argomento di spiegazione, più sarà importante trovare un buon compromesso per spiegarlo. Cerca di usare parole semplici e chiare. Anche degli esempi quotidiani possono essere utili. In realtà, questo è la regola d’oro di ogni buon insegnante, in qualunque grado scolastico. Magari, potresti mostrare ai bambini delle foto o delle immagini. In questo modo, assoceranno le tue parole ad un’immagine ben precisa. Se hanno dei dubbi, rispondi alle loro domande. Ringraziali per il loro interesse e per aver posto domande intelligenti. È importante gratificarli e far capire loro che la curiosità è una dote positiva. Cerca di coinvolgerli in modo divertente e diretto. Se spiegherai le cose in modo appassionato e appassionante, anche nei bambini nascerà lo stesso interesse.
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L’INIZIO: POMPEI PRIMA DEL 79 D.C.
Fatte queste premesse, possiamo cominciare il nostro racconto. Prima di parlare della famosa eruzione del 79 d.C., sarà bene parlare della Pompei prima di quel disastroso evento. Pompei era infatti una bellissima città sul Golfo di Napoli, in una posizione strategica. Infatti, grazie alla sua posizione e alle numerose botteghe, esportava facilmente i suoi prodotti. In particolare, i prodotti più famosi e importanti per Pompei erano olio e vino. Inoltre, vantava palazzi maestosi, mercati, case coloratissime, famosi templi. A questo punto, potrebbe essere bello mostrare un affresco colorato di Pompei. Renderà l’idea dei colori della città e del suo splendore prima dell’eruzione del Vesuvio. Dopo di ciò, si procederà con lo spiegare che gli abitanti di Pompei non sapevano della presenza del Vesuvio. Infatti, per circa otto secoli, il vulcano non aveva mai eruttato. Dunque, i cittadini vivevano spensierati e ignari.
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L’ERUZIONE DEL VULCANO NEL 79 D.C.
La sera del 24 ottobre accadde qualcosa di inimmaginabile. Gli abitanti di Pompei videro un fumo denso e altissimo. L’aria si fece grigia ed era difficile respirare. Una nuvola spaventosa calò sulle città del Golfo di Napoli, ovvero Ercolano, Stabia e la nostra Pompei. Un forte terremoto fece tremare la terra sotto i piedi delle persone. Ma la cosa ancor più strabiliante fu la quantità di lava che esplose. Il Vesuvio aveva eruttato, e in un baleno ricoprì le tre città e i loro abitanti. La lava ricoprì le persone mentre fuggivano o urlavano spaventate. Perciò, i loro corpi appaiono come in una fotografia in posizioni raggomitolate o di dolore, o in fuga. Ci sono addirittura resti di persone che dormivano, e non si sono accorte quasi di nulla! Oggi, le loro sagome ci appaiono come delle statue. Perciò, riusciamo a vederle e visitarle durante gli scavi a Pompei.
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UN TESTIMONE D’ECCELLENZA
A questo punto, i bambini più curiosi potrebbero chiedere come facciamo a sapere tutte queste cose. Così, spiegheremo loro che c’era un testimone d’eccezione a guardare la scena. Ovvero, Plinio il Giovane, il nipote di un famoso scrittore. Egli si trovava col nonno su una nave sul Golfo di Napoli. Purtroppo, suo nonno morì durante l’eruzione per aiutare gli abitanti. Plinio, invece, è sopravvissuto e ha raccontato tutto ciò che ha visto nei minimi dettagli. Il famosissimo storico latino Tacito ascoltò le sue parole, e decise di trasporle in un’opera scritta. Così, la letteratura ha riportato a noi la storia di Pompei, tramite gli occhi di Plinio il Giovane.
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POMPEI OGGI
Cosa resta di quest’affascinante città e di questa storia? Uno dei più famosi siti archeologici, importantissimo per la sua storia e la sua arte. Tantissimi studiosi hanno studiato i resti di Pompei, e ancora oggi si scoprono novità. Si possono mostrare ai bambini delle foto di questa città sepolta sotto le ceneri. Sarà incredibile spiegare loro come mercati, templi e pitture si siano mantenute quasi integre fino ad oggi. Così, si arriva alla conclusione di questa storia importantissima per il panorama occidentale. Chissà, magari con la promessa di una bella gita a Pompei con la vostra scolaresca o i vostri figli!
Speriamo che questa guida ti sia stata utile!
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Fatte queste premesse, possiamo cominciare il nostro racconto. Prima di parlare della famosa eruzione del 79 d.C., sarà bene parlare della Pompei prima di quel disastroso evento. Pompei era infatti una bellissima città sul Golfo di Napoli, in una posizione strategica. Infatti, grazie alla sua posizione e alle numerose botteghe, esportava facilmente i suoi prodotti. In particolare, i prodotti più famosi e importanti per Pompei erano olio e vino. Inoltre, vantava palazzi maestosi, mercati, case coloratissime, famosi templi. A questo punto, potrebbe essere bello mostrare un affresco colorato di Pompei. Renderà l’idea dei colori della città e del suo splendore prima dell’eruzione del Vesuvio. Dopo di ciò, si procederà con lo spiegare che gli abitanti di Pompei non sapevano della presenza del Vesuvio. Infatti, per circa otto secoli, il vulcano non aveva mai eruttato. Dunque, i cittadini vivevano spensierati e ignari.
La sera del 24 ottobre accadde qualcosa di inimmaginabile. Gli abitanti di Pompei videro un fumo denso e altissimo. L’aria si fece grigia ed era difficile respirare. Una nuvola spaventosa calò sulle città del Golfo di Napoli, ovvero Ercolano, Stabia e la nostra Pompei. Un forte terremoto fece tremare la terra sotto i piedi delle persone. Ma la cosa ancor più strabiliante fu la quantità di lava che esplose. Il Vesuvio aveva eruttato, e in un baleno ricoprì le tre città e i loro abitanti. La lava ricoprì le persone mentre fuggivano o urlavano spaventate. Perciò, i loro corpi appaiono come in una fotografia in posizioni raggomitolate o di dolore, o in fuga. Ci sono addirittura resti di persone che dormivano, e non si sono accorte quasi di nulla! Oggi, le loro sagome ci appaiono come delle statue. Perciò, riusciamo a vederle e visitarle durante gli scavi a Pompei.