Le 10 parole intraducibili del tedesco

di Suzy90
Lingue

Il tedesco è una lingua famosa per le sue parole composte, a volte di una lunghezza impressionante (e anche scoraggiante). Le parole si prestano a essere in maniera diversa tanto che, oltre ai composti già esistenti, se ne possono anche creare di nuovi senza infrangere nessuna regola.
Sfortunatamente, molti di questi termini risultano poi a noi intraducibili, o traducibili solo con lunghe perifrasi.
Gli “intraducibili” in tedesco sono veramente tanti, ma cerchiamo di selezionarne una top ten:

  1. Weltschmerz:
    Iniziamo subito con le armi pesanti. Il termine può essere tradotto letteralmente con “dolore del mondo”. Fu coniato dall’autore tedesco Johann Paul Friedrich Richter (1763-1825), attivo a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. Famoso per le sue opere cosparse di ironia e sarcasmo (si citano, giusto per farsi un’idea, Elogio della Stupidità e Matrimonio, morte e nozze dell’avvocato dei poveri F. St. Siebenkas). Weltschmerz indica un dolore cosmico, un disagio esistenziale che emerge quando l’essere umano si rende conto che le sue aspirazioni o necessità mentali e spirituali non potranno mai essere soddisfatte dalla realtà fisica. In altre parole, è il disagio che prova il “genio” di fronte alla limitatezza della realtà. Un concetto fertile per molti autori pessimisti o esistenzialisti, come Giacomo Leopardi, Jean-Paul Sartre o Heinrich  Heine.
  2. Schadenfreude:

    La BBC l’ha definita “la parola più formidabile del mondo”, e anche se poche persone sarebbero disposte ad ammetterlo ad alta voce, tutti, prima o poi, abbiamo provato questo tipo di sentimento.
    Si tratta del “godimento delle disgrazie altrui”. Cioè quel senso di meschina gioia che si prova quando una persona a noi antipatica subisce, per l’appunto, una disgrazia, si tratti di un voto basso, della caduta dalle scale o dell’aver girato per mezza scuola con un bigliettino attaccato alla schiena senza essersene accorto. Letteralmente, Schadenfreude è composto dalle parole Schade, danno, disgrazia, e Freude, gioia, godimento.

  3. Stammtisch:
    Oltre a essere una parola intraducibile, è anche una valida finestra sulla cultura tedesca. La parola Stammtisch indica il tavolo riservato a una particolare persona in una birreria o caffetteria, un “tavolo fisso”, diremmo noi.
    Di solito, si tratta di un luogo di ritrovo tra amici o tra famigliari, di un vero e proprio rituale che si propaga nel tempo. Infatti, il termine Stamm, tronco, ceppo, lignaggio, comunica l’idea di una tradizione solida, di un incontro reiterato tra persone che condividono non solo il “lignaggio”, ma anche valori e interessi.
  4. Zeitgeist:

    Zeitgeist è un altro di quei termini intrinsecamente legati alla filosofia e alla cultura tedesca. Coniata dal filosofo Johann Gottfried Herder, l’espressione si affermò velocemente con il significato di “spirito che pervade un dato popolo in un certo momento”, o, per dirla con altre parole meno metafisiche, “la tendenza culturale predominante durante un certo periodo storico”.
    La parola spirito, Geist, riflette l’atmosfera filosofica predominante del diciannovesimo secolo, anche grazie all’uso che ne fece Hegel nell’ambito della filosofia della storia.

  5. Rechthaber:

    Giusto per non essere troppo prolissi con concetti filosofici, torniamo nell’ambito dei comuni mortali, in particolare di quelli antipatici che “vogliono sempre avere ragione”. E visto che si tratta di una percentuale piuttosto alta, i tedeschi hanno inventato una parola apposita, Rechthaber, che indica una persona che pensa di “avere ragione” (dall’espressione Recht haben).
    La lingua tedesca stessa abbonda di parole relative all’”avere ragione”, “sapere meglio”, “essere più bravi”. Si citano, per esempio, il Besserwisser, esemplare che crede di sapere tutto meglio (besser), il Wichtigtuer, colui che “fa cose importanti” (wichtig) e, per chi coltiva autostima mischiata ad arroganza sin dall’infanzia, si parla di altklug, “saputello”.

  6. Mitläufer:

    Mitläufer può essere tradotto con “colui che cammina insieme/con” (mit). Non si tratta di camminare, in senso letterale, di fianco a qualcuno, ma di seguire le masse. Muoversi quando gli altri si muovono, applaudire quando gli altri applaudono, ridere quando gli altri ridono. Forse noi diremmo “seguire la corrente”, o, in maniera più spregiativa, “essere dei pecoroni”. Anche nel tedesco, infatti, essere un Mitläufer non è del tutto una cosa positiva.

  7. Feierabend:

    È il momento della giornata che tutti aspettano – o almeno, che tutti coloro che lavorano aspettano. Feierabend, il “riposo della sera”, segna la fine della giornata lavorativa ed è un momento sacro e inderogabile: quando l’orario di lavoro è finito, è finito.
    Le porte si chiudono, le saracinesche si abbassano, ed è inutile cercare di estorcere un acquisto dell’ultimo minuto se ormai l’ora x è scoccata. La parola Feierabend ha un’origine religiosa: indicava la “sera prima della festa sacra” e in Tirolo aveva pure una santa apposita, Santa Notburga.

  8. Kummerspeck:

    Siete sotto stress per gli esami e iniziate a ingozzarvi di schifezze come se non ci fosse un domani? Vi accasciate sul divano dopo una giornata di intenso studio con la sola compagnia di un barattolone Sammontana? Inevitabilmente, la vostra linea andrà a farsi benedire. E quei chiletti in più che andate accumulando a causa delle abbuffate compulsive ha un nome a sé stante nella lingua tedesca. Kummerspeck, letteralmente “lo speck/prosciutto da dolore”, dove speck è una metafora elegante di “ciccia”.

  9. Querdenker:

    I tedeschi sono un popolo di pensatori. E di pensatori possono essercene di vari tipi, tutti accuratamente definiti dal tedesco. Ci sono coloro che cambiano idea di continuo (Umdenker, dove la particella um infatti indica un “girare attorno”), quelli che invece sono “avanti” e pensano all’avanguardia (Vordenker), quelli che riflettono a fondo (Nachdenker), e, dulcis in fundo, i Querdenker, “coloro che pensano di lato”. Il termine è nato con un intento spregiativo, a indicare persone imprevedibili, anticonformiste, che non si adattavano alla massa; oggigiorno, però, essere un Querdenker è sinonimo di originalità e autonomia, e vuol dire essere in grado di pensare con la propria testa.

  10. Fremdschämen:

    Siete mai usciti di sera con un vostro amico che, completamente ubriaco, si è messo a ballare sui tavoli, mentre voi osservavate da un angolo indecisi se fuggire o filmare tutto in diretta? Allora potete ben capire il sentimento espresso da questo termine. Schämen significa “provare vergogna, imbarazzo” mentre Fremd fa riferimento a un estraneo o comunque a un’altra persona. Il Fremdschämen è quel sentimento di imbarazzo o vergogna che provate per qualcosa che sta facendo qualcun altro.

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