Le fasi identificative del Bilancio di chiusura

di Redazione
Economia

Devi affrontare il difficile argomento del Bilancio di Chiusura e non sai da dove iniziare?

Ecco che noi di Skuola.net ti veniamo in soccorso fornendoti le sue fasi identificative per poter svolgere al meglio, e capire i meccanismi di questo complesso argomento.

 

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Al fine di determinare il risultato economico del periodo amministrativo è necessario effettuare in sequenza le seguenti operazioni:

 

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Le scritture di integrazione

 

Redigere le scritture di integrazione. Ciò significa aggiungere quei costi e quei ricavi che sono di competenza dell’esercizio. Questo perché già economicamente maturati ma che ancora non hanno avuto la loro manifestazione numeraria.

 

Si pensi ad esempio al caso di un’azienda che abbia stipulato dei contratti di locazione riferiti ad un capannone industriale. Dove la stessa realizza il proprio prodotto. E si ipotizzi che sia stato concordato il pagamento semestrale posticipato del relativo canone di affitto verso il proprietario.

 

Nell’ipotesi che al termine del periodo amministrativo non siano ancora trascorsi i sei mesi utili al pagamento del semestre è necessario che in contabilità venga effettuata un’operazione di integrazione. Tutto ciò al fine di ricomprendere nel reddito economico dell’esercizio i costi di affitto dei mesi di utilizzo fino al 31 dicembre dell’anno. Anche se il relativo esborso finanziario avverrà solamente l’anno successivo al termine del semestre di riferimento.

 

Le operazioni di rettifica

 

Effettuare le operazioni di rettifica. E pertanto procedere ad escludere dal risultato corrente tutti quei costi e quei ricavi per i quali è avvenuta la manifestazione numeraria e quindi sono stati già rilevati contabilmente. Ma che in realtà non sono ancora maturati economicamente.

 

Si tratta in sostanza di effettuare un’operazione inversa a quella descritta al punto precedente. E che consiste nello storno di componenti di reddito già rilevati che sono di competenza degli esercizi futuri. Un esempio al riguardo può essere costituito dalle spese sostenute in corso d’anno e riferite ad un contratto di assicurazione annuale sui propri macchinari.

 

In questo caso sarà necessario rettificare a fine anno la quota-parte del costo assicurativo. Che è stata pagata in via anticipata per tutta l’annualità. Ma che impatta sul risultato economico solo per i mesi dell’anno in questione.

 

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Le scritture di ammortamento

 

Procedere ad effettuare le scritture di ammortamento che sono riferite a tutti quei beni aziendali che sono destinati a durare nel tempo.

 

Dobbiamo ricordare che quando si procede all’acquisto di un determinato bene, a prescindere dalla sua natura che può essere di tipo tangibile. Come il caso degli impianti o macchinari. Ma anche intangibile. Esempio sono i brevetti come anche le licenze software. Il costo relativo viene originariamente iscritto nello Stato Patrimoniale. E, solo alla fine dell’esercizio, si effettua la registrazione dell’ammortamento a Conto Economico.

 

Quando effettuarla?

 

L’operazione di ammortamento deve essere effettuata ogniqualvolta si è in presenza di un bene ad utilità pluriennale, ossia tutti quei beni che possono essere alternativamente classificati come immobilizzazioni:

  1. materiali (es. autoveicoli).
  2. immateriali (es. software).
  3. finanziarie (es. partecipazioni sociali detenute verso altre aziende).

 

E’ da precisare che, ai fini della redazione del bilancio di chiusura secondo i principi del codice civile, le percentuali corrette da applicare in fase di ammortamento sono stabilite dal Ministero delle Finanze. E da questo raggruppate ciascuna per gruppi merceologici affini.

 

Sarà pertanto l’organo amministrativo aziendale ad occuparsi di controllare quale che sia il gruppo merceologico di appartenenza di un determinato bene. Come pure della relativa aliquota di calcolo, prima di effettuare la registrazione dell’ammortamento in contabilità.

 

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Le scritture di accantonamento

 

Infine bisogna procedere ad effettuare le scritture di accantonamento. Specificamente riferite ad eventi che avverranno presumibilmente nel corso dei successivi esercizi.

 

Classico esempio al proposito è rappresentato dal TFR. Ovvero il trattamento di fine rapporto dei dipendenti aziendali. Come noto si tratta di una parte della retribuzione che non viene corrisposta mensilmente al lavoratore. Ma trattenuta dall’azienda e corrisposta al momento dell’uscita del dipendente dal lavoro.

 

Si tratta di una scrittura riferita ad eventi sicuri e certi per i quali si rende necessario inserire a fine anno in contabilità l’importo risultante dai calcoli elaborati dall’ente paghe e contributi. Che rappresenta un costo dell’anno in chiusura anche se l’effettivo esborso monetario avverrà in un periodo posticipato.

 

Altro esempio in merito è quello relativo alla costituzione di fondi per coprire eventuali spese che potrebbero verificarsi. Si parla in tal caso della costituzione di:

  1. Fondi per rischi. Per tutti quegli accadimenti aziendali che potrebbero generare situazioni sfavorevoli per l’impresa. Ma di cui non si è certi che l’evento potrà manifestarsi al momento della costituzione del fondo.
  2. Fondi per oneri. In questo caso si è in presenza di un evento che sicuramente avrà una manifestazione in futuro. Ma di cui alla data di chiusura bilancio non si conosce né l’esatto ammontare né la data prevista della corrispondente uscita di cassa.

 

Conclusioni

 

Riassumendo sono state descritte le varie fasi tramite cui si procede, prima della chiusura generale dei conti ed in previsione della redazione del bilancio d’esercizio, ad effettuare una serie di aggiustamenti alla contabilità generale. Così da sanare la distorsione causata dal mancato rispetto del criterio della competenza economica nelle rilevazioni contabili che sono state effettuate in corso dell’esercizio corrente.

 

In conclusione volevo segnalarti un aspetto che è utile sapere anche se le sue implicazioni sono più strettamente di natura fiscale.

 

Le scritture contabili di assestamento ai fini della redazione del bilancio di chiusura, come già ricordato, vengono di solito contabilizzate in data 31/12 dell’anno solare di riferimento. Fatta l’ipotesi di coincidenza tra anno solare e periodo amministrativo di gestione.

 

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E’ possibile però, ed anzi è proprio quello che frequentemente avviene nella pratica, che le scritture di assestamento vengano registrate in data posteriore, nel corso dei mesi successivi alla chiusura dell’anno contabile.

 

In relazione a questo aspetto è utile ricordare come ciò sia ammesso dalle normative di riferimento, in particolare è previsto che le società e gli enti il cui bilancio o rendiconto è soggetto per legge o per statuto all’approvazione dell’assemblea o di altri organi possono effettuare nelle scritture contabili gli aggiornamenti conseguenziali all’approvazione stessa fino al termine stabilito per la presentazione della dichiarazione.

 

L’ente amministrativo deputato alla redazione del bilancio d’esercizio dovrà al riguardo verificare il rispetto dei seguenti accorgimenti :

  • seguendo la numerazione progressiva dell’esercizio in cui sono annotate.
  • indicando la data della loro effettiva rilevazione.
  • specificando che si tratta di registrazioni riferite alla data di chiusura dell’esercizio precedente.

 

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