Lezioni private: come farle in regola?

di Germana
Guida insegnanti

Sono molti quegli insegnanti che decidono di svolgere attività di tutor privato per impartire lezioni private a studenti in difficoltà. Spesso infatti, sono gli stessi insegnanti di ruolo che si vedono arrivare diverse richieste di lezioni private sia da parte dei propri studenti che da quelli che provengono da altre classi o istituti. Come regolarsi in tal senso? Come impartire lezioni private senza andare incontro a problemi fiscali?

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Sei un professore e hai deciso di svolgere, anche privatamente, la tua attività? Ma quando iniziano ad arrivare le prime richieste da parte di studenti desiderosi di frequentare lezioni private, iniziano ad assalirti i dubbi: quali sono le regole per non sbagliare? In questo articolo, cercheremo di fornirti alcuni preziosi consigli per evitare di trovarti in situazioni spiacevoli, soprattutto con il fisco o con il tuo Dirigente scolastico. “Cosa c’entra il Dirigente scolastico?”, chiederete voi… Ebbene, ecco una delle prime regole che dovrete tenere bene a mente, se desiderate impartire lezioni private. Se siete insegnanti di ruolo all’interno di un istituto, dovrete fornire al vostro Dirigente scolastico i dati anagrafici dello studente cui darete ripetizioni e il nome del suo istituto di provenienza. Perché bisogna fare questo? La normativa in materia, specifica chiaramente che un professore di ruolo NON può assolutamente impartire lezioni private ai propri studenti (se si gestisce una o più classi, non si potrà dare ripetizioni a nessuno degli studenti che compongono quelle classi), né tantomeno a studenti che provengono dallo stesso istituto. Questa è la ragione per cui i dati dello studente che verrà da voi a chiedervi di fare ripetizioni, dovrà essere innanzitutto comunicato al Dirigente scolastico. Quest’ultimo infatti, ha il dovere, una volta ottenuto questi dati, di consultarsi con il consiglio di istituto per valutare se effettivamente sussistano elementi di incompatibilità con l’attività privata che il professore ha intenzione di svolgere.Se questa valutazione avrà esito negativo infatti (se cioè gli studenti cui il professore vuole impartire lezioni private supplementari risultano iscritti allo stesso istituto dove insegna il docente), il Dirigente scolastico ha la facoltà di vietare all’insegnante l’attività privata. Questa normativa viene espressa nel Testo Unico del 1994, art.508 in cui vengono definiti i parametri di incompatibilità dell’insegnamento privato supplementare. Oltre a non poter impartire lezioni private a studenti del proprio istituto, la suddetta normativa specifica anche che non si può svolgere tale attività nemmeno nel caso di esami di maturità: l’insegnante privato infatti, non può far parte della commissione esterna nella classe dove è presente anche lo studente cui si impartiscono ripetizioni private.

Ripetizioni a casa: tutto ciò che devi sapere

Ci sono molte ragioni per cui un insegnante può decidere di impartire lezioni private. Può trattarsi di un’esigenza di arrotondare lo stipendio, di casi fortuiti (uno o più studenti si rivolgono spontaneamente all’insegnante per chiedere un aiuto supplementare allo studio), o anche per semplice e pura passione per l’insegnamento. Qualunque sia la ragione che vi ha spinti a voler intraprendere questa attività supplementare, le regole devono essere sempre rispettate. Premesso il fatto che è assolutamente legale, per un docente di ruolo, svolgere anche attività di lezioni private al di fuori dell’istituto scolastico dove insegna, come abbiamo già visto vi sono delle normative alle quali attenersi per muoversi all’interno della più totale trasparenza e legalità. Come immaginabile, fare ripetizioni è assimilabile ad un lavoro ‘accessorio’, che quindi non risponde alle regole dettate delle normali tipologie di contratto del lavoro (autonomo o subordinato che sia). Per tale ragione, viene considerata assolutamente ammissibile un’attività del genere, in quanto considerata per l’appunto, un’attività accessoria. Quali sono invece i casi in cui l’insegnamento privato supplementare NON può essere svolto? Quando l’insegnante in questione presta tale attività presso istituti privati, scuole, istituti che offrono servizio di recupero anni scolastici o preparazione agli esami universitari. In definitiva, le ripetizioni possono essere svolte in un luogo che non sia legato ad un’istituzione scolastica o affini, e devono essere rivolte esclusivamente a persone fisiche. Le lezioni private, sono da considerarsi un’integrazione o un sostegno all’ordinario ciclo di studi che lo studente sta affrontando, e non come una sostituzione a questo. Ecco cosa è specificato nel CCNL scuola all’art.32, in materia di lezioni private: “i docenti, in coerenza con gli obiettivi di ampliamento dell’offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche, possono svolgere attività didattiche rivolte al pubblico anche di adulti, nella propria o in altra istituzione scolastica, in relazione alle esigenze formative provenienti dal territorio, con esclusione degli alunni delle proprie classi, per quanto riguarda le materie di insegnamento comprese nel curriculum scolastico e per attività di recupero. Le relative deliberazioni dei competenti organi collegiali dovranno puntualmente regolamentare lo svolgimento di tali attività, precisando anche il regime delle responsabilità”. In sostanza, il CCNL riconduce l’attività di lezioni private ad un ampliamento dell’offerta formativa e delle prestazioni professionali.

Lezioni private e compensi: cosa stabilisce la legge?

Una volta chiariti gli aspetti legali e le regole scolastiche in fatto di lezioni private, ci si addentra nel discorso ‘compenso’. Cosa stabilisce la legge in tal senso? Che tipo di dichiarazione dei redditi andrà fatta per un’attività del genere? Innanzitutto, l’insegnante privato dovrà stabilire in modo chiaro quale deve essere il suo compenso per un’ora di lezione. Questo step è importante soprattutto per determinare a monte qual è il valore del proprio lavoro. Vi sono infatti diversi livelli di insegnamento, e va da sé che un insegnante di matematica che offre ripetizioni private in questa materia a studenti del liceo scientifico o universitari, mette in campo competenze molto diverse rispetto ad un insegnante della stessa materia che si rivolge però esclusivamente a studenti delle scuole elementari o medie. Vi è una differenza sostanziale in termini di difficoltà del programma scolastico. Ma una volta stabilito il compenso per ora di ripetizioni, in ogni caso assale il forte dubbio: “dovrò pagare l’Iva sulle lezioni private che impartisco?’. Chiariamo subito un aspetto molto importante, e cioè che per legge i compensi derivanti dalle lezioni private devono essere inclusi nella denuncia per la dichiarazione dei redditi Irpef. Ma per fortuna c’è una buona notizia: se è pur vero che i compensi devono essere dichiarati, è anche vero che sono ‘Iva esclusa’. Come stabilisce il Decreto del Presidente della Repubblica n.633 del 26/10/1972 art.10 comma 20 infatti, le lezioni private sono inserite all’interno dell’elenco delle prestazioni per le quali non è previsto pagamento dell’Iva. Se hai dubbi circa la tua attività di insegnante privato, puoi trovare ulteriori informazioni su Skuola.net. Solo su Skuola.net infatti, trovi tutte le informazioni per svolgere al meglio le ripetizioni!

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