Come dare lezioni private in piena regola e cosa serve per farlo

di Serena D. F:
Dare lezioni private

Siete insegnanti o studenti alla ricerca di un lavoretto part-time che possa aiutarvi ad affrontare le spese extra? Vi siete spesso fatti questa domanda: Come posso dare lezioni private in piena regola?

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Ebbene, questo è un articolo che vi può aiutare e rispondere alle vostre domande. Bisogna considerare diversi fattori prima di decidere di dare lezioni private.

Anzitutto: siamo sicuri che possa essere un’attività considerata solo episodica e sporadica?
Oppure vogliamo renderla un lavoro autosufficiente, che possa riempire le giornate e la settimana?

A questa domanda potrete rispondere solo voi. Solo in seguito potrete valutare di farlo diventare un lavoro a tempo pieno se riuscirete a trovare abbastanza studenti da seguire. Questo, ovviamente, dipende dalle richieste e dalla domanda.

Le lezioni private sono tutt’oggi richiestissime dai privati. Infatti basta dare un’occhiata alle bacheche di una qualsiasi piazza per rendersi conto che, nonostante internet e le enciclopedie online, chiedere aiuto a un insegnante privato rimane una certezza. Forse perché, dopotutto, nessuno può ricoprire le proprie lacune sforzandosi di farcela da solo.

La premessa è che, una volta deciso se farne un lavoro a cui affidarsi più spesso, vi consigliamo di aprire una Partita Iva. Vi agevolerà nel lavoro e, almeno in prima battuta, prevede un sistema forfettario per farvi risparmiare e renderà tutto più facile, in particolar modo agli inizi.

Ma adesso veniamo nello specifico e scopriamo come potrete essere in regola dando lezioni private!

Uno dei punti più difficili riguardo all’attività di ripetizioni private è il parametro quantitativo per individuare se si tratta di attività prestate in modo occasionale o abituale. Sia che si tratti di modo occasionale o abituale, vi sono diverse regole da rispettare e in base a questo cambierà tutto il modulo fiscale.

Come essere in Regola con l’Inps?

Purtroppo, non esistendo parametri precisi per valutare l’una o l’altra modalità, dovrete riportare la valutazione di ogni vostra lezione di volta in volta, per stabilire come procedere con il fisco. Mi raccomando, seguite questa indicazione alla lettera, perché vi servirà.

Le lezioni abituali sono considerate lezioni che certificano un’attività reiterata nel tempo, con regolarità e stabilità. Se siete i tutor privati dello stesso studente da un mese, potete sicuramente considerare la vostra attività in modo abituale e agire di conseguenza. L’attività di lezioni private rientra nel lavoro autonomo svolto in modo occasionale.

I compensi percepiti in seguito alle lezioni andranno dichiarati nel quadro RL del modello Unico P.F., o in altro modo, nel quadro D del modello 730. I compensi saranno aggiunti nel reddito imponibile ai fini Irpef, insieme al resto dei redditi percepiti dal contribuente. Su tale importo saranno valutate le imposte da versare.

Invece, se date una lezione di tanto in tanto, diciamo saltuariamente, una o due volte al mese, allo stesso studente o a studenti diversi, in maniera episodica ed occasionale, non sono assolutamente richiesti ai contribuenti adempimenti formali e sostanziali.

È previsto solo il rilascio, come è giusto che siam di una ricevuta fiscale da rilasciare al committente; apporrete una marca da bollo di 2,00 qualora la prestazione dovesse superare i 77,47.

Ovviamente, vi ricordiamo che l’attività verrà sottoposta al controllo della Gestione separata Inps al superamento della soglia di 5.000 lordi annui.

È chiaro che se le vostre prestazioni sono considerate abituali, dovete valutare di aprire una partita Iva e iscrivervi alla Gestione separata dell’Insp, altrimenti rischierete di raggiungere i 5.000 euro previsti e di avere problemi in seguito.

Partita Iva: quando valutare di aprirla?

Quando aprirete la P.I., avrete la possibilità di scegliere il regime fiscale più conveniente, che si adatta perfettamente alla vostra attività lavorativa. In questo modo, potrete fatturare le prestazioni svolte e presentare ogni anno un modello Unico e la dichiarazione Iva.

Se state cercando un altro modo per essere in regola con le vostre ripetizioni private, possiamo consigliarvi di farvi pagare tramite i voucher, o i buoni lavoro. Come si dividono i proventi del voucher? Anzitutto, ognuno ha il valore stabilito di 10 euro. In seguito, il compenso del voucher si suddivide in questa maniera:

  • 7,50 sono destinati all’insegnante;
  • 1,30 sono destinati alla Gestione separata dell’Inps, nei contributi previdenziali;
  • 75 centesimi sono destinati all’Inail come assicurazione contro gli infortuni sul lavoro;
  • 50 centesimi sono destinati all’Inps come compenso per la gestione dei voucher.

Con i voucher dovrete fare attenzione a non superare i 7.000 euro all’anno, poiché questo è il tetto massimo stabilito dalla legge. I compensi previsti con voucher sono esenti dalle tasse.

I Voucher

Se invece avete deciso di aprire una Partita Iva, tutto ciò che dovete sapere è che vi obbliga a presentare il modello Unico ogni anno, anche se non avete guadagnato nulla. Servendovi della partita Iva, avrete a disposizione un regime agevolato forfettario: in altre parole, avrete una tassazione sostitutiva del 5% per i primi 5 anni di attività. Per rientrare in questa speciale categoria, dovrete rispettare determinati requisiti. Solo al termine dei 5 anni, la tassazione si alzerà, fino a diventare del 15%.

Se soddisferete i requisiti richiesti, sappiate che adesione al regime Forfettario vi permetterà di non applicare l’Iva in fattura, di tenere i registri Iva e non sarete soggetti all’Irap e agli studi di settore.

Speriamo di esservi stati d’aiuto e di aver chiarito un paio di cose al riguardo, su come essere in regola da lavoratore autonomo. Il nostro consiglio è di valutare di volta in volta come procedono le lezioni e di riuscire a crearvi un piccolo giro di studenti a cui dare ripetizioni per potervi aprire la P.I. e agire di conseguenza.

Ora sei più convinto ad iniziare una carriera da insegnante?

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