La memoria: cos’è, fasi e vari tipi
La memoria è una complessa funzione che consiste nella capacità di assimilare, trattenere ed elaborare informazioni derivanti dall’esperienza, e di rievocarle riconoscendole come esperienze trascorse. Sostanzialmente la memoria è paragonabile a un grande “pozzo” di informazioni a cui possiamo attingere in qualsiasi momento.
Sommario
Fasi e tipi di memoria
Il processo che porta alla formazione del ricordo, chiamato elaborazione mnestica, si compone di tre fasi:
- codifica, in cui l’informazione viene registrata sotto forma di codice riconoscibile dalla memoria stessa
- ritenzione, in cui l’informazione viene consolidata
- recupero, in cui l’informazione viene recuperata dall’insieme di ricordi per essere utilizzata

Tipi di memoria
Sono stati individuati tre tipi principali di memoria:
- sensoriale, che trattiene per un molto breve periodo di tempo le informazioni ricevute dai sensi
- a breve termine, che trattiene le informazioni per un breve lasso temporale, come pochi minuti
- a lungo termine, che trattiene le informazioni per lunghi periodi di tempo, come anni
In realtà sono state individuati molti altri “aspetti” della memoria, come la memoria di lavoro, la memoria dichiarativa, la memoria autobiografica, la memoria prospettica, la memoria procedurale ecc.
Sebbene gli studiosi non abbiano ancora compreso questo processo totalmente, una cosa è certa: capendo come funziona la memoria si può capire anche come conservarla e come allenarla.
Come memorizzare più facilmente e più informazioni?
Un’informazione organizzata è più facile da ricordare rispetto a un’informazione disorganizzata, e che l’uso di strategie per organizzare tale informazione ne facilita l’apprendimento.
Supponiamo ad esempio di dover studiare per un’interrogazione, un compito in classe, o un esame: per memorizzare al meglio le nozioni e per apprenderle più velocemente ci sarà sicuramente d’aiuto servirci di mappe concettuali, riassunti, schemi mentali o più in generale delle strategie di memorizzazione.
Alcuni esempi di strategie di memorizzazione, anche note come mnemotecniche, sono l’utilizzo di:
- tecniche dell’organizzazione tematica: consiste nel costruire una breve storia che contenga tutte le informazioni da memorizzare legate fra loro;
- rime;
- acronimi;
- acrostici;
- immagini mentali;
- tecnica dei loci, secondo cui per ricordare degli elementi bisogna associarli a precisi luoghi fisici conosciuti;
- peg-system, secondo cui si memorizzano dieci parole che rimino con i numeri dall’uno al dieci associandole al numero con cui rimando (ad esempio uno-nettuno, due-bue, tre-re e così via)
Adesso che abbiamo individuato i migliori “trucchetti” per memorizzare, è importante parlare dell’organizzazione del tempo di studio: è infatti scientificamente provato che distribuire nel tempo le “sezioni” di apprendimento lo facilita di molto e rende possibile il ricordo a lungo termine; un apprendimento intensivo invece (per capirci, il ridursi all’ultimo) rende l’apprendimento molto più difficoltoso e ci porterà a scordarci più facilmente ciò che abbiamo studiato.
Perché? Gli studiosi si sono dati due risposte:
- Le nostre risorse attentive non sono in grado di apprendere per un tempo eccessivamente prolungato.
- Ipotesi di Kopelman: per apprendere ci serviamo di mediatori chimici, che dopo un po’ si esauriscono ed hanno bisogno di tempo per essere rigenerati.
Studiare quindi in modo costante renderà il vostro studio più efficace nel tempo, evitandovi di dover tornare ripetutamente sugli argomenti.
Fattori influenzanti la memoria
Sulla capacità di memorizzare influisce inoltre il contesto di apprendimento, che comprende:
- iI luogo fisico di apprendimento: chi si trova a dover rievocare un’informazione in un luogo diverso da quello di apprendimento tende a ricordarsi di meno, circa il 40% (Esperimento di Godden e Baddeley)
- Lo stato emotivo al momento dell’apprendimento (“effetto congruenza dell’umore”): se provo un’emozione positiva al momento dell’apprendimento tenderò a trattenere più facilmente le informazioni.
- Le conoscenze utilizzate nel processo di apprendimento.
- Gli elementi associati allo stimolo.
Per quanto riguarda le cause dell’oblio, più comunemente conosciuto come dimenticanza, si hanno ancora molti dubbi e incertezze: ruolo fondamentale è rivestito sicuramente dal passare del tempo, che però non è una spiegazione esaustiva per il naturale detoriarsi della memoria. Altre cause che incidono essere stati emotivi negativi, traumi cerebrali o psicologici ecc.
Come rafforzare la memoria?
Allenare la propria memoria è più facile di quanto sembri: bastano poche semplici azioni compiute quotidianamente:
Sfidarsi continuamente a imparare cose nuove, per stimolare e mantenere attive quelle funzioni mentali responsabili del processo di memorizzazione
- Praticare la meditazione
- Fare esercizio fisico regolarmente; soprattutto negli anziani e per migliorare la memoria spaziale
- Ascoltare la musica; responsabile del miglioramento delle nostre facoltà in generale
- Sforzarsi di utilizzare la propria mano non dominante
- Ripetere ad alta voce
- Tenere un diario personale
Secondo alcuni studi inoltre, anche l’alimentazione svolgerebbe un ruolo fondamentale nella qualità della nostra memoria.
Ad esempio, sembrerebbe che fare colazione aiuti a risolvere i problemi di matematica.
Ci sono poi determinati cibi che se introdotti nella nostra alimentazione quotidiana potrebbero aiutarci nel migliorare la memoria:
questi alimenti sarebbero il pesce azzurro, ricco di Omega-3, la frutta secca, ricca di grassi sani che stimolano le funzioni cerebrali, le uova, il cioccolato fondente, gli spinaci, i semi di girasole e le lenticchie.
Sfidarsi continuamente a imparare cose nuove, per stimolare e mantenere attive quelle funzioni mentali responsabili del processo di memorizzazione