Metodo di studio: come sottolineare
Sottolineare il libro di testo è un punto fondamentale per un buon metodo di studio.
Può rivelarsi cruciale nel momento in cui andiamo a ripassare in vista di un’interrogazione o di un compito in classe, ma si tratta di un’operazione da fare con buon senso e senza esagerare.
Se fatto nella maniera sbagliata può essere piuttosto un’inutile perdita di tempo.
Seguendo questi semplici passi possiamo evitare gli inconvenienti e rendere più produttivo il nostro studio.
Sommario
1. Studiare non significa leggere sottolineando
Quale è l’obiettivo del sottolineare?
Trovare i concetti chiave nel testo.
Ma non solo: aiutare l’occhio a individuare i punti su cui focalizzarsi nel muro di parole che compongono il paragrafo.
Questo significa aprire il libro e orientarsi immediatamente, ricordare a colpo d’occhio cosa è importante in quella pagina. Prendere l’abitudine di leggere sottolineando è decisamente inutile.
Quando studiamo dobbiamo essere attivi nel nostro processo di apprendimento. Adottare un comportamento passivo è deleterio.
Studiare significa capire e memorizzare i concetti chiave per farli nostri, di modo che quando ci serviranno in futuro, siano disponibili nella nostra memoria.
Creare un muro di righe colorate o grigie sul foglio non ci porta lontano. Quando leggiamo, dobbiamo entrare nel testo e trovarne il senso.
Chiaramente se presti attenzione alla spiegazione dell’insegnante in classe sarai già a metà dell’opera.
Ritroverai nel testo le stesse informazioni che hai già sentito, magari parafrasate; questo facilita molto il compito e accorcia i tempi.
In ogni caso cerca di essere sempre critico quando studi, chiediti se quello che leggi o senti dire è davvero importante.
2. Prima lettura
Durante la fase di prima lettura della pagina o del capitolo (considera al massimo 2 o 3 pagine altrimenti rischi di perderti), leggi.
Leggi e basta.
Sottolineare durante questa fase è da evitare. Non sai ancora come è strutturato l’argomento di conseguenza dove trovare le parole chiave. Rischi di focalizzarti su aspetti secondari e frasi, o peggio paragrafi, inutili.
Sai che i tuoi occhi e il tuo pensiero viaggiano di gran lunga più veloce delle tue mani o delle tue labbra?
Questo significa che se vuoi davvero prestare attenzione al contenuto di ciò che stai leggendo, muovere le mani sul foglio, tenendo traccia del punto che stai leggendo con il dito o con il righello, usando evidenziatori o matite, muovendo le labbra o leggendo ad alta voce non ti aiuta affatto.
Ti fa solo perdere la concentrazione.
Quando si dice che il cervello non è multitasking, è vero. Non puoi fare due cose allo stesso tempo purtroppo!
Quindi, come dicevo, fai solo una cosa ma fatta bene e avrai più tempo da dedicare ad altre attività.
3. Analisi
Ora che hai un’idea di insieme dell’argomento, sai dove trovare le parole chiave che si ripetono spesso nel testo, inizia a rileggere soffermandoti sui nodi principali.
Finalmente si inizia a sottolineare! Puoi usare l’evidenziatore di uno o più colori, ma la classica matita è meglio per chi non ama scarabocchiare i libri o non necessita di un eccessivo stimolo visivo.
Cosa sottolineare?
Parole chiave, al massimo frasi essenziali.
Non è necessario sottolineare un intero paragrafo massacrando il povero libro.
Quando vai a rileggere, come fai a sapere cosa è davvero importante in mezzo a tutte quelle righe solcate dalla matita o dall’evidenziatore?
Nel caso in cui il concetto sia spiegato in molte righe e obiettivamente è tutto importante, al posto di sottolinearlo fai delle parentesi a lato del paragrafo.
Evidenziare troppe cose significa spostare l’attenzione sulle poche righe rimaste immacolate, ci hai fatto caso?
Non andare in ansia se non catturi proprio tutto ciò che sembra essenziale. Saper sintetizzare passa anche attraverso la scelta delle informazioni più rilevanti.
Utilizzare numeri, asterischi, doppia sottolineatura e così via può aiutarti in questa fase.
Buona abitudine è quella di prendere appunti sul tuo quaderno o scrivere su un blocco a parte delle note. Una volta selezionate le informazioni principali, puoi schematizzarle in un discorso puntato o creando mappe concettuali.
Se invece pensi di ricordare meglio l’argomento buttando un occhio sulla pagina del libro, probabilmente hai un tipo di memoria visiva e può risultare più utile scrivere delle note a margine.
4. Connessione
Quando studi un argomento, cerca sempre le connessioni tra le parti essenziali del testo.
Per aiutarti puoi anche cerchiare le parole principali e disegnare delle piccole frecce che ti aiutino a collegare insieme due concetti fondamentali. Ovviamente sta alla tua capacità di studente trovare i punti critici e collegarli.
In realtà il processo di apprendimento funziona così: impari veramente quando rielabori personalmente l’argomento, quando riesci a spiegare con parole tue il perché di quelle connessioni, ovvero in fase di output.
5. Revisione
Infine, quando hai letto, analizzato e connesso l’essenziale è il momento di controllare se hai fatto un buon lavoro.
Prova a rileggere solo le parti sottolineate e cerca di organizzare un discorso (anche ad alta voce) per rielaborare ciò che hai appreso.
Se hai sottolineato bene i concetti chiave e hai capito come connetterli, il gioco è fatto! Il discorso che costruisci deve avere ovviamente senso, non ripetere a pappagallo le parti che spiccano nella pagina.
Cerca di usare sinonimi e parole tue. Se sai spiegare quello che hai studiato, puoi chiudere il libro. Il lavoro è concluso.
Ricapitoliamo:
- Non sottolineare alla prima lettura
- Leggi il testo con attenzione per la prima volta
- Analizza i concetti chiave con la seconda lettura e evidenziali
- Connetti le parti fondamentali tra loro con simboli, note a margine, frecce
- Rivedi il lavoro fatto e ripeti ad alta voce
Ovviamente ogni metodo di studio richiede del tempo per essere appreso e messo in atto in modo efficace, non disperare se all’inizio ci metti più tempo del dovuto.
Ricorda che non siamo tutti uguali (te l’avranno detto già in tanti) e ognuno di noi ha stili di apprendimento diversi. Prova a sperimentare per trovare cosa funziona meglio per te.
Come ogni cosa nella vita, la pratica rende perfetti.





