Ottenere buoni voti: col giusto metodo di insegnamento si può
Abbiamo intervistato Giovanni Carlini, tutor 2017 di Skuola.net, chiedendogli quale sia – a parer suo – il giusto metodo di insegnamento per far superare gli esami agli studenti con voti molto buoni. Ecco cosa ci ha detto.
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Sommario
Ha recentemente preparato uno studente che ha ottenuto ottimi voti, un 27 e un 28. Quanto tempo è servito per prepararlo e ottenere questo risultato?
Questo risultato deriva da un impegno che Skuola.net prende nei confronti degli studenti, nel senso che abbiamo inventato un sistema. Con questo sistema in nove ore riusciamo a mettere lo studente nelle condizioni di sostenere un esame di ragioneria. In queste nove ore insegniamo a usare le registrazioni contabili e ad avere familiarità col piano di conti. Lo studente di cui parla lei nello specifico ha sostenuto questi due esami nell’arco di una settimana. Per contabilità ha fatto nove ore, per diritto commerciale quindici ore. E questo sistema ha funzionato anche con una dottoressa, che con queste nove ore ha affrontato e superato l’esame di ragioneria diventando consulente del lavoro. Così come le industrie brevettano innovazioni sul piano tecnologico, noi di Skuola.net inventiamo tecnologie di studio. Tecnologie per cui i nostri studenti, seguendo le indicazioni che diamo, affrontano e superano con successo concorsi e esami.
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Lo studente è rimasto soddisfatto del servizio offerto da Skuola.net e del suo lavoro?
Gli studenti sono proprio felici. Una di essere riuscita a diventare consulente del lavoro e di potersi aprire uno studio, l’altro di aver superato due esami difficili in un arco di tempo molto breve. Altri studenti che affrontano degli esami dopo essersi preparati con me mi mandano molte mail di ringraziamenti e stima. E questa stima non è solo per me, ma è per noi. Per il contributo che diamo aiutando gli studenti italiani e dandogli un metodo di lavoro.
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Quale metodo di insegnamento utilizza perché i suoi studenti ottengano risultati così buoni?
Solitamente lo studente che si fida del suo docente studia tre volte di più di quello che riceve dal’insegnante. Per intenderci: un’ora che gli faccio io corrisponde a tre ore di studio individuale. Lo studente che applica queste tre ore di studio deve relazionare al docente che cosa ha fatto attraverso riassunti. La lezione quindi, in realtà, non è più quella che viene svolta faccia a faccia: quella è una parte della lezione. Con questo metodo, quindi, quelle nove ore di lezione diventano tre volte tanto (27) grazie a quelle che lo studente studia da solo. E andandosi a sommare a quelle svolte con l’insegnante siamo 36 ore di lavoro. E queste sono le ore totali del pacchetto, tra il lavoro svolto sotto il controllo del docente e le ore di lezione faccia a faccia. In questo modo lo studente o professionista accede all’esame o concorso e ha successo.
Ilaria Roncone