Perché è importante studiare il tedesco
Probabilmente è una domanda che vi siete posti anche voi. Per quale motivo è importante studiare tedesco, visto e considerato che è l’inglese la lingua riconosciuta a livello globale, e che “serve” sia per il lavoro che per i viaggi? Perché, dunque, impegnarsi nello studio di una lingua in apparenza tanto ostica come il tedesco, quando abbiamo già i nostri problemi con l’inglese?
In realtà, studiare il tedesco può comportare, anche se non ci credete, parecchi vantaggi, sia a livello personale, sia a livello professionale. Vediamo quali.
Sommario
La Germania è una delle prime economie europee.
A livello europeo, la Germania è una delle economie più importanti. Molte aziende in vari settori – dalle fabbriche automobilistiche alle aziende farmaceutiche, passando per le produttrici di prodotti casalinghi e le industrie chimiche – hanno la loro sede in Germania. È naturale, quindi, che imparare il tedesco potrebbe aprirvi molte porte a livello professionale, soprattutto se avete l’intenzione di trasferirvi in un paese tedescofono o lavorare presso una di queste multinazionali.
Molte aziende tedesche operano in Italia.
Il tedesco non serve solo ha chi ha deciso di fare le valigie e partire. Senza andare troppo lontano, vi accorgerete che molte aziende tedesche hanno la loro sede qui in Italia, oppure sono presenti sul territorio italiano uffici di rappresentanza di multinazionali tedesche. Spesso, tali aziende ricercano figure che abbiano una conoscenza della lingua tedesca per facilitare i rapporti e i contatti con l’azienda madre. E non mancano anche aziende che scelgono di investire sui propri dipendenti, offrendo loro corsi di formazione e di approfondimento in Germania purché essi abbiano già una minima conoscenza della lingua. Perché non approfittarne?
Il tedesco è una lingua molto richiesta a livello turistico.
Essendo vicino alla Svizzera, all’Austria e – poco più su – alla Germania stessa, è normale che il nostro paese sia oggetto di visita da parte di molti turisti tedeschi. E se è vero che l’inglese è diventato strumento di comunicazione internazionale, soprattutto a livello turistico, bisogna anche considerare che non tutti parlano inglese – anche i tedeschi che sono così secchioni! -, soprattutto i turisti di una certa età, che decidono di venire in Italia per godere del nostro clima. In questi casi, conoscere il tedesco potrebbe darvi una marcia in più e permettervi di distinguervi nell’ambito turistico, soprattutto se volete lavorare come guida o volete trovare un impiego presso un’agenzia di viaggi.
È una lingua importante nella letteratura e nella filosofia.
Nella storia culturale europea, molti sono stati i contributi provenienti da personalità di origine tedesca – basti pensare a grandi scrittori come Goethe o Schiller, o a insigni filosofi come Hegel, Kant o Schopenhauer. O ancora, pensiamo al Romanticismo tedesco, allo Sturm und Drang, e all’arte espressionista di Klimt. Insomma, la lingua tedesca è stata il mezzo di espressione di una vera e propria fucina culturale, e infatti molti termini della letteratura e della filosofia, utilizzati direttamente in italiano, sono presi in prestito dal tedesco. Qualche esempio? Citiamo il Dasein di Hegel (dove il dittongo ei si pronuncia ai, mi raccomando!), che indica l’esperienza e la consapevolezza di sé stessi, un po’ una versione ottocentesca della mindfulness moderna, oppure, spostandoci in letteratura, la Spannung, cioè la tensione, la suspense, ciò che ci tiene sulla corda. E poi ancora spesso si parla di Bildungsroman, il romanzo di formazione, che racconta la vita del protagonista dall’infanzia fino alla maturità, o la Ringkomposition, la composizione ad anello, che indica una struttura narrativa che si sviluppa, appunto, ad anello, concludendo allo stesso modo in cui è iniziata. E se vogliamo tornare alla filosofia non possiamo ignorare la Weltanschauung, la visione del mondo, tanto cara ai filosofi dell’Ottocento. Studiare il tedesco potrebbe non solo facilitarvi la comprensione di questi importanti pezzi della cultura europea, ma anche aiutarvi a pronunciarli nella maniera corretta – cosa che vi farà guadagnare punti durante l’interrogazione!
È la lingua del rigore e della logica.
Il tedesco è come un mosaico che si presta a essere composto in maniere multiple e differenti, e non a caso è stata la lingua di molti scritti e pensieri filosofici. C’è, nel tedesco, una straordinaria agilità – nonostante la sua apparente rigidezza – che la rende adatta a parlare di concetti astratti e complessi, di sfumature sottili (quanti modi ci sono per tradurre il nostro verbo mettere?). E se riuscite a penetrare gli arcani della lingua, ve ne accorgete anche voi – e guadagnerete tantissimo in termini di flessibilità mentale, conoscenze culturali e prontezza linguistica.
È un punto in più nella competitività lavorativa.
Non ci sono molte persone che parlano o conoscono il tedesco qui in Italia – e sicuramente ve ne siete già accorti. Non è necessario che andiate a lavorare in un’agenzia di viaggi o in un’azienda tedesca: il tedesco è comunque una lingua importante e richiesta che farebbe un figurone sul vostro curriculum accanto all’inglese. E data la scarsità di bilingui italiani-tedeschi, sicuramente studiare il tedesco vi darà un notevole vantaggio competitivo nella ricerca di un lavoro!
È una lingua diversa.
Più che una motivazione sembra una minaccia, eppure la diversità del tedesco è allo stesso tempo il suo svantaggio e il suo vantaggio. Da una parte, un primo approccio al tedesco potrebbe scoraggiare lo studente a causa delle intricate regole grammaticali, ma dall’altra, la logica che sta dietro alla lingua è dotata di un’insolita e affascinante purezza. E se riuscirete a vincere la diffidenza iniziale, scoprirete quanto studiare il tedesco possa arricchirvi, sia a livello personale che a livello culturale.