L' Economia a Colori

L' Economia a Colori

  • 07/03/18
  • Mauro Moretto - Spazi Sostenibili
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“Spazi sostenibili” è un'associazione nata a Montebelluna (Treviso), per occuparsi di transizione alla “Sostenibilità“

Occupandoci di "sostenibilità", abbiamo letto al momento della sua uscita e riletto recentemente, un libro del 2012 ma ancora di grande attualità e originalità, "Economia a Colori" di  Andrea Segrè.

Un piccolo grande libro di teoria politico-economica, ma proposto da uno studioso con le "mani in pasta". E si vede.  Segrè si è occupato molto di ricerca scientifica, teorica e applicata attorno ai temi della produzione agricola e dell'economia ad essa sottesa. In particolare si è occupato molto degli sprechi di risorse alimentari e del loro recupero sostenibile a fini solidali, ideando e promuovendo il progetto "Last Minute Market" per il recupero dei prodotti alimentari invenduti, diventando di fatto, il principale punto di riferimento in Italia della lotta agli sprechi di cibo.

"Economia a colori", dicevamo, è attuale e lungimirante. Tutti oggi parlano di "sostenibilità", persino i petrolieri: a leggere la comunicazioni di ENI sembra che siano più verdi loro di Greepeace. Perché lo fanno? Perché volenti o nolenti, che ci si creda sinceramente o meno, siamo alla vigilia di un radicale "cambiamento di paradigma", ovvero di un'evoluzione obbligata dei modelli economici, culturali e sociali nel segno della sostenibilità. Un cambiamento che riguarderà sia la porzione ricca del pianeta, che quella povera.

Un simile cambiamento deve gioco forza essere accompagnato da un ripensamento delle attuali categorie interpretative, anzitutto dell'economia. Il libro di Segré s'impegna in tal senso con una proposta intelligente e originale, che accompagna il lettore in un viaggio attraverso le teorie ecomiche e sociologiche classiche, proponendo per ognuna una rilettura, colorata. 

Si tratta di uno lavoro necessario. Con il tramonto delle ideologie e dell'utile dicotomia comunismo-capitalismo, che ha caratterizzato il '900, si è estinto il principale germe in grado di catalizzare energie, generare idee nuove e innovazione, accendere gli animi e muovere le passioni. Un "germe" ideale in grado di produrre prospettive per la nostra realtà in positivo, ma anche in negativo, come quando serviva per giustificare le guerre.

Nella nostra epoca, cosa in ultima istanza, è ancora capace di muovere e smuovere in positivo passioni, intelligenze, risorse?  Finora sembra siano emerse solo nuove istanze negative, generale dalla necessità di combattere nuovi nemici globali come il terroristimo di matrice islamica. Istanze però, che alimentano paure, chiusure, isolazionismi, conflitti e quindi "utili" per muovere guerre e svuotare gli arsenali, ma certo non per produrre ideali di sviluppo e di convivenza nelle società umane, certo non per dare un nuovo "senso" e slancio all'economia, né a infondere alla gente, fiducia nel futuro. 

Per dare una prospettiva di futuro alle persone e alla società serve tutt'altro. Serve qualcosa di "alto", di "vero" e realmente importante. Una prospettiva in grado di essere "unificante" e "coinvolgente", per l'intera umanità. Lo sviluppo sostenibile è in grado di darci questa prospettiva ma certamente serve ripensare le teorie e le categorie interpretative usate finora, in modo nuovo e originale.

Ci serve un' Economia a Colori...