Pronuncia francese: i consigli per migliorare
La pronuncia francese ti fa venire i capelli dritti?
Oh là là… imparare è più facile di quello che pensi. Ecco gli step per migliorare in questa lingua:
- 5 consigli per migliorare la tua pronuncia francese tout de suite
- una sintesi degli elementi più critici
- e infine alcune osservazioni generali.
Sommario
5 consigli per migliorare la tua pronuncia francese
Primo: per imparare a pronunciare correttamente le parole occorre ascoltare e parlare francese con un madrelingua o con qualcuno che ha trascorso parecchio tempo in un paese francofono. Quindi non esitare a scegliere uno dei nostri insegnanti per fare pratica: ti basta cliccare qui per iniziare la ricerca!
Secondo: concentrati innanzi tutto sulle cose importanti. Se la “erre francese” non ti viene, non importa, potrai impararla in seguito perché se anche non la pronunci correttamente i francesi ti capiranno ugualmente.
Il modo in cui pronunci le vocali invece può crearti diversi problemi: se dici “è” al posto di “é”, oppure “u” al posto “ou”, rischi di cambiare il significato delle parole e di non riuscire a farti comprendere!
Terzo: divertiti! Ti piace la musica, il cinema, il teatro, la radio, la televisione?
Scegli il tuo cantante, attore o trasmissione preferiti e ascolta, canta e prova a riprodurre ciò che senti. Quando hai voglia di leggere, scegli un romanzo, una rivista o un argomento che ti appassiona e leggi ad alta voce, ti servirà per metterti alla prova.
Quarto: non sentirti in imbarazzo. L’esercizio è molto importante, quindi buttati, non importa se sbaglierai, a poco a poco migliorerai. Se non hai l’occasione di recarti in un paese francofono, scegli uno dei nostri tutor e fai conversazione.
Ascolta con attenzione e cerca di imitare i suoni che produce il tuo interlocutore. Non è difficile perché si tratta di un meccanismo innato che mettiamo in atto anche quando da piccoli impariamo la nostra lingua madre.
Quinto: studia la fonetica. Per quanto questo possa sembrare l’aspetto più noioso della questione, è altrettanto utile: la conoscenza della fonetica ti aiuterà a leggere correttamente, a visualizzare i fonemi (suoni) per mezzo dei corrispondenti grafemi (lettere scritte).
Per ripassare la fonetica francese, leggi i nostri appunti: ti saranno molto utili!
Alcuni elementi critici della pronuncia francese
Ma ecco alcuni degli elementi più critici della pronuncia francese ai quali occorre prestare attenzione:
Vocali nasali
Una vocale seguita dalle consonanti “m” o “n”, a sua volta seguita da consonante oppure posizionata alla fine della parola costituisce una vocale nasale.
Anche in Francia, in regioni diverse del paese ci sono diversi accenti, che influiscono notevolmente sul modo in cui si pronunciano le parole, in ogni caso l’elenco che segue è una guida indicativa e intuitiva per gli italiani che studiano il francese:
- la “n” non si pronuncia realmente, ma indica che la vocale precedente va pronunciata in modo nasale
- “an”, “am” e “em” si leggono “on “ (per esempio enfant si legge “onfòn”)
- “en” si legge “on”, tranne quando preceduta da “i” o “y”, nel qual caso si legge “an” (per esempio couvent si legge “couvòn” e bien si legge “biàn”)
- “in”, “im”, “yn” e “ym” si leggono “an” (per esempio indispensable si legge “andisponsàble”)
- “un”, “um” si leggono “an” (per esempio lundi si legge “làndi”)
- i dittonghi “aim”, “ain” e “ein” si leggono “an” (per esempio plein si legge “plàn”)
Dittonghi
Ecco la pronuncia di quelli più ricorrenti:
- “eau” si legge [o] come château
- “au” si legge [o] come autre
- “ai” si legge “è” come paix
- “ei” si legge “è” come baleine
- “eu” si legge [ø] come lieu
- “œu” e “œ” si leggono [œ] come œuf, cœur
- “oi” si legge [wa] come soir
- “ou” si legge [u] come souris
- “ui” e “uî” si leggono “üì” come huître.
“E” accentate o non accentate
Come regola generale si può dire che qualsiasi “e” deve necessariamente essere accentata se viene pronunciata.
Gli accenti sono fondamentali per la lettura, infatti sarebbe impossibile leggere correttamente un testo in francese senza accenti.
- “e” alla fine di una parola è sempre muta, tranne se accentata
- “è” si pronuncia ε (ad esempio frère si pronuncia fʀɛʀ) (in italiano “e aperta”)
- “è” si pronuncia e (ad esempio école si pronuncia ekɔl) (in italiano “e chiusa”)
- “-er” si pronuncia e
- “-ez” si pronuncia e.
Osservazioni generali sulla pronuncia francese
Tutto quanto hai letto prima non ti fa sentire meglio? È vero, a trovarsi di fronte una serie di regole, le cose possono sembrare più complesse di quello che sono: il modo più semplice per migliorare la pronuncia è infatti fare pratica con uno dei nostri tutor.
Ma soprattutto non scoraggiarti e non dimenticare quanto è bello e utile imparare una lingua straniera, quanta soddisfazione potrai provare riuscendo a fare conversazione con persone provenienti da altri paesi e culture e a quali nuove esperienze, personali o di lavoro, potrai vivere grazie alla tua nuova competenza!
Dopo l’inglese, infatti, la lingua francese è quella più parlata e studiata al mondo.
Imparare a parlarla e a leggerla, per noi italiani, è più semplice rispetto all’inglese perché le forme e i tempi verbali sono abbastanza simili alla nostra madrelingua.
Si tratta di una lingua dalle umili origini, nata come dialetto provinciale del latino, e poi sviluppatasi in linguaggio globale, a oggi parlato ufficialmente in 33 Paesi nei 5 continenti del mondo. La più grande differenza tra la lingua italiana e quella francese sta proprio nella fonetica, ovvero nella pronuncia dei suoni.
La pronuncia francese è infatti probabilmente una delle maggiori difficoltà dei principianti.
Ciò è inevitabilmente collegato all’ortografia della lingua, che presenta numerose consonanti e vocali mute: fenomeno sconosciuto a noi italiani.
Al contrario delle altre lingue romanze, come l’italiano e lo spagnolo, l’ortografia francese non è per nulla “trasparente”. Con trasparenza s’intende la possibilità di presumere con facilità la corretta pronuncia nel momento in cui ci troviamo di fronte alle parole, insomma di “leggere come si scrive”.
Per usare altre espressioni, potremmo dire che l’ortografia francese è capricciosa e ama dare del filo da torcere a chi la sta studiando. Pensiamo a parole come “doigt” – dito – (due consonanti mute alla fine), “temps” – tempo – (cinque lettere per una sola sillaba)… ce n’è abbastanza per mettersi le mani nei capelli!
E pensare che persino Voltaire (filosofo, storico e scrittore francese legato al movimento culturale dell’Illuminismo), sosteneva che “la scrittura è il dipinto della voce: più ci assomiglia, meglio è”. Ma nel caso del francese siamo ancora molto lontani da tutto ciò.
Quindi… bon courage e buono studio!
Elisa Gamba



