Risolvere problemi di matematica: come aiutare i bambini
Insegnare ad un bambino a risolvere i problemi di matematica non è certamente un compito semplice. Si dovrà cercare di fargli comprendere il processo logico che c’è dietro alla risoluzione di un determinato problema.
Ciò significa che bisognerà armarsi di grande pazienza e sedendosi di fianco cercare di focalizzare l’attenzione del piccolo su ciò che si sta facendo. Rendendo magari il discorso il più possibile leggero, per fare in modo da non fare annoiare l’interlocutore.
È infatti importante tenere presente che, insegnare la matematica a un bambino, può nascondere problematiche. Queste, potrebbero influire in modo serio sull’apprendimento delle regole della matematica. Quindi, anche su come risolvere tutti i possibili problemi di matematica che nel corso degli anni andranno a presentarsi.
Vediamo come rendere più “digeribile” la matematica ai bambini, in modo da mettere in condizione le giovani menti di fargli apprezzare questa interessante materia.
Sommario
Compito complesso
Aiutare un bambino a comprendere il fantastico mondo della matematica, non si limita solo ad insegnare ad un bambino a risolvere un semplice problema. Gli permette di entrare in contatto con una materia molto importante che allena il cervello.
Inoltre, riuscire a fargli comprendere le regole che sono alla base della risoluzione dei problemi, significa fargli apprende un metodo di studio che potrà adottare per tutta la sua carriera studentesca.
Comunque, per guidare il bambino nella risoluzione di un problema è necessario che prima sia chiaro il quesito anche a chi deciderà di accollarsi questo compito. È bene tenere presente che non è importante il suo cursus studiorum, perché dietro ad un problema c’è un vero e proprio indovinello, quindi la cosa importante è comprenderlo per poi poterlo risolvere.
Mediante il calcolo degli elementi che attualmente sono in nostro possesso, sarà possibile ricavare i dati di cui si necessita. Naturalmente, bisogna tenere presente che aumentando il livello di istruzione, i problemi saranno più complicati da risolvere. Questo non è il nostro caso, perché il nostro obiettivo è quello di offrire un valido metodo per mettere nelle condizioni di insegnare la matematica ai bambini.
Quindi, si tratta di un livello elementare, cosa che ci semplificherà di molto questo lavoro. Ma per portarlo a termine è bene creare uno schema mentale in modo da facilitare il lavoro.
Creare un ambiente lavorativo ad hoc e procedere senza fretta
Come per ogni cosa, la fretta non è il modo giusto per riuscire a raggiungere un obiettivo. Quindi, bisogna prima di sedersi a risolvere il problema. Prima di qualsiasi altra cosa, si deve organizzare lo spazio di lavoro, in modo tale che il bambino, una volta lasciato da solo non si distragga.
La scrivania dev’essere pulita e devono essere presenti solo gli elementi strettamente collegati allo studio. Questo affinché si vada ad ottenere la risoluzione del problema come carta, righe e penne. Ma è meglio non mettere anche la calcolatrice perché potrebbe essere un modo per diseducare il bambino al calcolo.
Dopo aver preparato l’ambiente, è bene cominciare ad entrare nel cuore del problema. Il modo migliore è far leggere il quesito una o più volte al bambino, fino a quando non sarà assolutamente sicuro che i termini del problema siano ben chiari. Per risolvere un problema, bisogna scomporlo in tanti piccoli segmenti, in modo tale da renderlo meno “spaventoso“.
A questo punto sarà necessario effettuare un altro elenco, dove vi sono tutti i dati presenti nel problema. Quindi, procedere con uno schema, in modo da poter rendere molto più intuitiva la risoluzione. Per concludere le operazioni preliminari, bisogna leggere ad alta voce più di una volta il contenuto del problema e comprendere ciò che è necessario risolvere.
Trovare gli elementi utili per la sua risoluzione
Un punto fondamentale nella risoluzione di un problema sta nell’adozione di tutte le misure per entrare all’interno di esso, andando a collezionare tutti gli elementi più o meno nascosti utili allo scopo. In effetti, nell’enunciato vi sono degli indizi che possono esserci utili alla creazione di una risoluzione.
Quindi, dopo aver sezionato il problema è necessario cominciare a fare le prime ipotesi, non bisogna scoraggiarsi se in un primo momento le cose non dovessero andare come previsto. In questa fase, è importante tenere a mente gli argomenti che sono stati trattati dall’insegnante del bambino e, se li prende, attingere il più possibile agli appunti che ha preso in classe.
Ricorrere a libri ed appunti è necessario, perché dev’essere lo studente ad arrivare alla soluzione, mentre chi lo segue ha il compito di controllare il suo operato. Sarà suo compito magari correggere e dare consigli al bambino, in modo da portare lo studente sulla strada giusta. Se infatti il lavoro fosse fatto da altri, non ci sarebbe alcun vantaggio.
Ciò perché il nostro compito non termina con la soluzione del problema. Si deve altresì cercare di creare un metodo di studio ed una logica matematica. Queste saranno sempre più importanti man mano che il bambino procederà con lo studio. Una volta eseguiti i calcoli, c’è la necessità di eseguire gli stessi varie volte, facendo tutte le prove in modo tale da esser sicuro di non aver fatto sbagli.
Insegnare a risolvere problemi di matematica offre molti strumenti
Quando si parla di scuola non si deve pensare al breve periodo, perché ci saranno ancora molti anni di studio. Se non si creano delle basi solide già dall’inizio, potrebbero crearsi lacune che aumentano anno dopo anno, fino a rendere molto complicata la vita studentesca. Quindi, il metodo è un potente strumento per ottenere degli ottimi risultati.




