Teatro Greco: le commedie di Aristofane

di Alternanza Scuola lavoro
Generale

Gli unici dati cronologici certi che ci giungono riguardo al commediografo Aristofane sono le date di rappresentazione delle commedie; per quanti riguarda invece le informazioni personali della vita dell’autore, ci si può solo limitare a fare delle ipotesi sulla base di informazioni che ci sono giunte in maniera più o meno diretta.

Si pensa che l’autore sia nato tra il 455 e il 447 a.C., e morto tra il 385 e il 381 a.C. .

Nel 427 a. C. venne messa in scena “I Banchettanti”, commedia di cui ci giunge integralmente solo il titolo; tuttavia, sappiamo quasi per certo che questa fu scritta da Aristofane, che aveva però più o meno vent’anni: era dunque troppo giovane per metterla in scena, ed il compito venne così assegnato ad un certo Callistrato.

Tuttavia, sappiamo che all’interno della commedia si trattava di un tema politico, ovvero il problema dell’educazione dei giovani. All’interno dell’opera vengono messi a confronto due fratelli: il Saggio, tradizionalista, e l’Invertito, amante delle novità.

“I Babilonesi”: altra commedia scritta da Aristofane e messa in scena da Callistrato, i cui testi non giunge fino a noi.

Anche in questo caso il tema è politico: si parla del trattamento ingiusto della democrazia ateniese nei confronti degli alleati della lega Delio-Attica; più che alleati, infatti, questi vengono detti “sudditi”, e paragonati a schiavi legati alla macina.

Aristofane non ricoprì incarichi politici, dunque tutte le informazioni che ci giungono su di lui provengono dalle commedie: si pensa che la sua produzione fu molto vasta, ma a noi ne giungono solo undici.

La produzione di commedie di Aristofane si suddivide in tre fasi: politica, utopistica, satira del costume.

 

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Le tre fasi di Aristofane

 

1. Fase Politica

 

Dal 425 al 421 a.C.

Comprende le seguenti commedie:

  • Gli Acarnesi;
  • I Cavalieri;
  • Le Vespe;
  • Le Nuvole.

 

Uno dei temi più ricorrenti all’interno di questa fase è la critica nei confronti della gestione della guerra: e non si riferisce tanto alla gestione di Pericle, quanto a quella di Cleone, il democratico che condusse la guerra in modo rigido ed aggressivo. Aristofane critica questa figura in “I Cavalieri”, “Le Vespe” e “Gli Acarnesi”.

 

2. Fase Utopistica

 

Dal 421 al 405 a.C.

Comprende:

  • La Pace;
  • Gli Uccelli;
  • Le Donne Alle Tesmoforie;
  • Lisistrata;
  • Le Rane.

 

All’interno di questa fase, le commedie iniziano a slegarsi dall’attualità di Atene. Aristofane preferisce piuttosto parlare di altre realtà politiche, che possono essere:

  • reali, ma esterne alla Grecia;
  • Immaginarie, luoghi fantastici, utopici.

Aristofane

 

Questa fase prende proprio il nome dall’utopia: si tratta di un non-luogo, un topos letterario ricorrente che l’autore si immagina visto il degrado dell’uomo nell’attualità di quel periodo.

Il commediografo si immagina il mondo gestito in un altro modo, in un modo migliore, ad esempio:

  • in “Gli Uccelli”: Aristofane si immagina un mondo gestito dagli uccelli;
  • In “Lisistrata” e “Le Donne Alle Tesmoforie”: Aristofane si immagina un mondo gestito dalle donne. Tuttavia, queste due commedie non possono essere considerate come “commedie femministe”: il governo gestito dalle donne viene visto solo come una conseguenza del degrado più assoluto del governo degli uomini.

 

3. Satira del costume, Verso la Commedia di Mezzo

 

Dal 405 al 388 a.C.

Questa frase comprende le seguenti commedie:

  • Donne al parlamento;
  • Pluto.

 

Se nella fase utopistica Aristofane si stava allontanando dalla tematica politica, qui ne prende il totale distacco.

All’interno delle commedie, viene a mancare la parabasi; e con questa, anche il diretto ed esplicito messaggio civile.

Manca la prospettiva politica, che viene invece sostituita dalla parodia mitologica; nell’epoca di Aristofane, infatti, non si credeva più nelle divinità antropomorfe dell’Olimpo.

Gli studiosi hanno attribuito all’allontanamento di Aristofane dalla tematica civile diversi ipotetici motivi, non per forza contrastanti tra loro:

  • Declino della polis: l’ideologia politica di Aristofane era molto più vicina a quella dell’Atene del fine VI-inizio V secolo, che vinse le battaglie di Maratona e Salamina. Il commediografo non si rispecchiava affatto negli ideali democratici del tempo, che per di più stavano anche conducendo la polis al declino. Preferisce allora distaccarsi da questa situazione ed usare la stesura di commedie come mezzo per distrarsi dalla realtà;
  • La disillusione, o perfino la senescenza che Aristofane assunse con l’età;
  • La commedia che diveniva sempre più un prodotto da esportazione; ciò rendeva troppo rischioso e fuori luogo trattare temi strettamente legati alla politica di Atene.

 

Aristofane

 

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Francesca

 

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