Il tedesco in Europa: le varianti principali

di Suzy90
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Se alcuni di voi ora stanno aggrottando le sopracciglia, pensando: ma come, esiste più di una variante di tedesco? Quello della Germania non va bene?, allora è il caso che vi fermiate a leggere! Forse non tutti lo sanno, o ne hanno solo sentito parlare, però in effetti non esiste un solo tipo di tedesco.

Il tedesco con la T maiuscola, quello standard parlato in Germania, è il cosiddetto Hochdeutsch, “tedesco alto”, giusto per farvi capire lo status di cui gode. Ma esistono anche altre varianti, prime fra tutte il tedesco austriaco e il tedesco svizzero, e poi anche varianti delle varianti, soprattutto a livello regionale. Cerchiamo allora di mettere un po’ d’ordine al caos.

 

Il tedesco in Austria

Di solito l’Hochdeutsch è usato normalmente in Austria, ma ci sono comunque delle differenze rispetto a quello parlato in Germania. Le differenze maggiori si notano soprattutto nel lessico (anche se pure la pronuncia ha un suo certo peso!), sia perché l’austriaco è influenzato da ceppi dialettali diversi, sia perché le due varianti, austriaco e tedesco, hanno un atteggiamento diverso nella ricezione dei prestiti – essendo l’Austria vicino all’Italia, alcune parole austriache sono state influenzate dall’italiano, per esempio il bellissimo verbo sekkieren che vuol dire proprio “seccare, dare fastidio”. Di solito, se per uno stesso oggetto esistono due termini, la variante austriaca e quella tedesca vengono usate parallelamente; ma non appena mettete piede fuori dall’Austria, la parola austriaca potrebbe risultarvi incomprensibile. Ne sono esempi alcuni vocaboli inerenti al cibo: in austriaco la panna si dice das Obers contrariamente al tedesco standard die Sahne, oppure i ribes vengono chiamati Ribisel mentre in Germania dovreste dire Johannisbeeren.  Per cui, se volete ordinare una torta di ribes con panna a Vienna, state attenti ai termini che scegliete!

Una menzione merita anche la fonetica: le differenze maggiori si notano nella pronuncia della g finale (wichtig, zwanzig…), che viene aspirata in Germania, mentre è molto simile a una k secca in Austria. Inoltre, il dittongo ei, che nello standard tedesco è pronunciato come ai (klein, frei…) tende a essere reso con /æɪ̯/ (per chi fosse a digiuno dell’alfabeto IPA, corrisponderebbe al modo in cui gli inglesi australiani pronunciano lay. Ok, ne sapete meno di prima).

Il tedesco in Baviera

Un discorso a parte merita la Baviera. È vero che non è uno stato indipendente, ma è uno dei Länder tedeschi più ricchi e dotati di una storia e tradizione culturale a sé stante. Inoltre, l’influsso del suo dialetto sulla lingua tedesca non si limita solo alla Baviera, ma anche alle regioni confinanti dell’Austria fino addirittura all’Alto Adige. Facciamo l’esempio delle patate: in Germania si chiamano Kartoffeln, in Austria Erdäpfel, in bavarese se ne escono come una variante dell’austriaco (o è l’austriaco a essere una variante del bavarese?): Erschdépfé. Altri esempi? I mesi dell’anno. Gennaio e febbraio nel tedesco Hochdeutsch si dicono Januar and Februar, in Austria sono Jänner e Feber, e in bavarese (indovinate!), Jenner e Feewer. Un’ultima differenza rilevante che distingue il tedesco del Sud dal resto della Germania è l’utilizzo spropositato del Perfekt al posto del Präteritum, un po’ come l’italiano tende a usare sempre il passato prossimo nel parlato piuttosto che il passato remoto.

Il tedesco in Svizzera 

Tecnicamente, in ben 17 cantoni svizzeri la lingua ufficiale è il tedesco standard, cioè il nostro Hochdeutsch. Però esiste anche un’altra varietà, quella che viene parlata quotidianamente dalla popolazione di lingua tedesca, ovvero il tedesco svizzero, che, giusto per farvi capire come si differenzia dal tedesco standard, si può chiamare in molteplici modi: Schweizerdeutsch in Hochdeutsch, ma, nelle varianti dialettali, Schwyzerdütsch, Schwiizertüütsch e anche Schwizertitisch. Lo svizzero tedesco deriva essenzialmente dall’alemanno e come tale assomiglia ad altri dialetti parlati in Austria, nel Liechtenstein, in Alsazia e anche in Südtirol. Lo svizzero tedesco può presentare serie difficoltà di comprensione a una persona che parla il tedesco standard, perché la pronuncia e l’inflessione sono piuttosto diverse. Le stesse varietà dialettali dei vari cantoni hanno differenze fonologiche non indifferenti – tanto che addirittura due svizzeri, provenienti però da cantoni diversi, potrebbero non capirsi! In generale, lo Schwyzerdütsch si suddivide in tre categorie: basso alemanno, parlato soprattutto nella città di Basilea, alto alemanno e (non sto scherzando) altissimo alemanno, parlato soprattutto nella Svizzera interna.

Le varianti in Germania 

Ma come, esistono anche delle varianti in Germania? Non c’era solo l’Hochdeutsch e tanti saluti? Domanda legittima. Di solito, l’Hochdeutsch è abbastanza omogeneo, ma ci sono alcune differenze che possono segnalare una particolare provenienza regionale, soprattutto nei saluti. Guten Tag e Guten Morgen, infatti, sono espressioni universali riconosciute in tutta la Germania, come anche Hallo, ma altre regioni hanno modi diversi di salutarsi. Per esempio:

Grüß Gott

Quest’espressione è utilizzata soprattutto nel Baden Wurttemberg, e deriva dall’espressione completa grüß[e] dich Gott, ovvero “che Dio ti benedica”. Può risultare utile perché non è legata ad una particolare ora del giorno, per cui si può utilizzare, nel dubbio, al posto di Guten Morgen, Guten Nachmittag e Guten Abend.

Juten Tach

Come forse avrete già intuito, è una variante regionale di Guten Tag, utilizzata soprattutto nelle regioni del nord e nel gergo berlinese (per cui potete utilizzarla se state uscendo con una compagnia in un pub di Berlino). Tach si ritrova anche nel Nordrhein – Westfalen.

Moin Moin

È vero, più che tedesco sembra francese, eppure è un’espressione della regione del Niedersachsen, utilizzata nella zona di Amburgo e in altre aree della Germania del nord. Moin deriva dal basso tedesco moien, un aggettivo che significa “buono”, e infatti l’espressione completa dovrebbe essere moien dag, per l’appunto “buon giorno” (dag ricorda tantissimo il danese, non a caso siamo quasi al confine con la Danimarca). È un’espressione informale e colloquiale che va bene per tutto il giorno, ma attenzione che si può utilizzare solo con le persone che già conoscete.

 

 

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