Tutor privato: cosa fare e cosa non fare con i tuoi studenti
Chi è il tutor privato
Quella del tutor privato è una figura da sempre richiesta dagli studenti di qualsiasi livello, dalle scuole medie all’università; è dunque un lavoro trasversale che non subisce cambiamenti dovuti a fattori esterni: il “maestro” privato, l’insegnante “di sostegno”, le lezioni a domicilio o telefoniche (oggi meglio dire telematiche) sono sempre esistite in qualsiasi società, in qualsiasi condizione.
Come accennato si tratta di un lavoro vero e proprio ove si unisce sicuramente la passione per lo studio ad un’attitudine più laterale, psicologica e di educazione. Possiamo definire il tutor privato come un lavoratore che offre servizi e per tale la sua preparazione culturale ed emotiva, deve essere ben delineata e “senza ombra di dubbio”, come avviene in tutte le professioni che rientrano in questo settore.
A differenza di un professore che opera all’interno degli istituti scolastici o universitari, il tutor privato non è obbligato ad avere una laurea per poter insegnare, la conditio sine qua non è infatti quella di aver terminato la scuola dell’obbligo (secondo direttiva Miur). L’essere in possesso di una laurea infatti, nel caso dell’insegnamento privato rappresenta una semplice discriminante economica: maggiore è il grado di istruzione, maggiore sarà la remunerazione. Diventare un tutor privato dunque è relativamente facile, ciò che invece non lo è, è diventare un buon tutor privato! Il portale Skuola.net può essere un ottimo strumento per trovare insegnanti preparati che potranno essere per tutti gli studenti anche dei grandi punti di riferimento di vita. Se sei uno studente quindi, e per un caso strano del destino stai leggendo questo articolo, fatti un giro sul sito delle Ripetizioni di Skuola.net e cerca il docente che fa al tuo caso!
Se sei invece un insegnante o miri a diventarlo, entra a far parte della nostra famiglia, iscriviti gratuitamente alla piattaforma, insegna e ricevi il tuo compenso. Tutte le info: Insegnante Privato Skuola.net.
Sommario
Come si diventa tutor privato: le procedure da seguire
Per iniziare ad insegnare non occorrono grandi passi anche se, come in tutte le professioni, esistono delle formalità da espletare. Innanzitutto è necessario individuare la tipologia di insegnante a domicilio che si vuole diventare (a livello fiscale) e per farlo ti aiutiamo con delle domande:
Voglio lavorare autonomamente?
Voglio lavorare da dipendente?
Voglio lavorare come lavoratore occasionale?
Voglio lavorare in società o con una ditta individuale?
Ogni risposta a queste domande determina una tipologia ben distinta a livello fiscale e burocratico, di seguito proviamo a spiegarne ciascuna:
- Lavorare autonomamente con Partita IVA:
Puoi decidere di lavorare nell’insegnamento privato in modo autonomo, senza dipendere da nessuno e organizzando tempo e lezioni senza vincoli orari. Per farlo puoi scegliere di aprire una partita iva sottoscrivendo un contratto di collaborazione con i committenti e pagando una parte di contributi previdenziali. Se non superi i 30.000 di fatturato annui è possibile aprire una Partita iva con regime dei minimi le cui caratteristiche principali sono le seguenti:
- l’imposta sostitutiva al 5%;
- le fatture non sono soggette a ritenuta d’acconto;
- la possibilità di aderire al regime a prescindere dall’età anagrafica per 5 anni, oppure fino al compimento del 35° anno di età.
2. Lavoratore dipendente:
Se l’idea di aprire una partita iva vi spaventa, potete decidere di riferirvi ad enti privati di formazione che offrono come servizio le lezioni private. In questo caso verrete inquadrati da un contratto regolare come lavoratore dipendente. I contributi vengono detratti dalla busta paga.
3. Lavoratore occasionale:
Opzione da scegliere se la tua attività di lezioni a domicilio è saltuaria e non supera i 5.000€ all’anno. E’ possibile farsi pagare con il libretto famiglia nel caso si lavori per privati, o con un contratto di prestazione occasionale se si collabora con un’azienda.
N.B. Il libretto di famiglia è regolamentato dall’art.54 bis, legge 21 giugno 2017, n.96 di conversione del decreto legge 24 aprile 2017, n.50. Regolamenta le prestazioni di lavoro occasionali e si tratta di un libretto nominativo prefinanziato composto da titoli di pagamento che hanno valore nominale di 10 euro (importo previsto per attività lavorative che non eccedano l’ora).
4. Società o ditta individuale
Soluzione da scegliere se e solo se il tuo volume “d’affari” è tale da giustificare la nascita di una nuova impresa. Per tutte le notizie del caso, vi rimando ad un commercialista.
Insegnante a domicilio: come relazionarti con i tuoi studenti
Se stai pensando di iniziare a dare lezioni private e ripetizioni, conoscenza a parte delle materie che intendi insegnare, ti servirà una buona dose di pazienza ed un pizzico di sana psicologia. Quando si danno lezioni private, siano esse lezioni a domicilio o filtrate da Skype ad esempio, ciò che diventa primario è il rapporto di fiducia reciproco che si instaura con il proprio studente. La prima domanda da porsi è perchè il ragazzo/a non riesca ad ottenere risultati in modo autonomo a scuola e a questa domanda bisogna rispondere proprio insieme a lui/lei. Da un tutor personale ci si aspetta infatti comprensione dei bisogni e soprattutto dei disagi, in modo tale da instaurare un rapporto reciproco di empatia.
Uno dei problemi più grandi che gli studenti si trovano a dover affrontare è proprio quello della distanza con il docente, distanza che porta spesso al disamoramento per questa o quell’altra materia (fermo restando le attitudini personali). Quello tra studente ed insegnante privato invece è un rapporto vis-a-vis totale, in gioco ci sono soltanto due attori che hanno una comunanza di intenti da affrontare insieme: vincere la sfida scolastica (o universitaria).
Primo comandamento per un tutor privato è dunque conquistare la fiducia del proprio discente, programmare con lui un percorso di studio fatto di obiettivi personalizzati e raggiungibili, in una sorta di gioco delle “piccole promesse mantenute”.
Ciò che al contrario non si dovrà mai fare è trattare il discente come ci si trovasse a scuola, con superficialità, in modo standardizzato e senza tenere conto dei suoi tempi di apprendimento.
Un buon insegnante deve essere prima di tutto un buon maestro di vita. Deve cioè saper entrare nella psicologia della persona a cui sta trasferendo nozioni per ottenere il massimo dalle sue potenzialità. Purtroppo a scuola o all’università questa modalità di rapporto non è consentita ed è quindi questo il vero valore aggiunto di una lezione privata data da un tutor personale rispetto alle lezioni somministrate nelle comuni istituzioni di formazione.
Come trovare alunni per iniziare l’attività di tutor personali
In che modo può un insegnante iniziare la sua “attività” di tutoraggio individuale? Il più delle volte si parte ovviamente dai propri “parenti”, dai fratellini e sorelline ai cugini e così via. Passata questa prima fase di “adattamento”, chi ha davvero voglia di iniziare con l’attività dovrà darsi da fare e decidere come sia meglio muoversi.
Uno degli strumenti più accreditati oltre al passa parola è chiaramente Internet. Le piattaforme online per annunci per quanto riguarda questo settore sono molto utilizzate, per questo vi consigliamo quella di Skuola.net, semplice, intuitiva e veloce:
Tra le altre forme di auto promozione potreste valutare infine un sito web personale, i classici volantini o sfruttare il motore principale della promozione professionale, Linkedin.
Una volta scelta la piattaforma più adatta alle vostre esigenza non vi resta che aspettare ed iniziare a dare lezioni private che, vi ricordiamo, possono essere date sia in presenza che no. Se optate per il rapporto fisico, non siate troppo rigidi sul luogo, che sia a casa, in biblioteca, in un prato, ciò che conta è la relazione ed il mettere a proprio agio lo studente. Scegliete quindi luoghi positivi, magari divertenti; questo vi aiuterà a creare una netta separazione tra l’idea scolastica e pedante che l’alunno ha dello studio e la reale bellezza dello stesso. In definitiva il consiglio è: creare percorsi di istruzione su misura!

