Ascoltare musica aiuta a studiare? Ecco i nostri consigli
Per gli studenti appassionati di musica che vivono con le cuffiette nelle orecchie è abitudine studiare ascoltando le loro playlist preferite su Spotify.
Tale abitudine ha attirato l’attenzione di alcuni ricercatori e psicologi, che si sono chiesti quanto ciò influisse nell’attività mnemonica e in un maggiore rendimento scolastico.
Ascoltare musica rende il cervello più concentrato sul lavoro che deve svolgere o lo distrae, risultando quindi controproducente? Purtroppo non è risultata esserci un’evidenza scientifica a riguardo, in quanto gli studi effettuati hanno avuto dei risultati contrastanti.
Un primo studio effettuato dall’università di Dayton ha suddiviso un gruppo di persone in due gruppi, ai quali è stato chiesto di studiare al primo con e al secondo senza l’ausilio della musica.
Tale studio ha rilevato come i maggiori risultati siano stati raggiunti da soggetti facenti parte del gruppo che ha studiato con le cuffie sulle orecchie, nonostante i valori complessivi indicano che i non ascoltatori abbiano ricevuto prestazioni superiori!
In breve, tra gli ascoltatori la maggior parte ha avuto prestazioni basse, mentre un ristretto gruppo ne ha avute di eccellenti.
Ciò fa capire come in realtà dipenda dalla persona piuttosto che da parametri generali.
MUSICA E STUDIO: I CONTRO
Un altro studio, condotto dal settore di medicina dell’università di Standford nel 2014, ha fatto ascoltare musica ad un gruppo di 18 ragazzi (10 maschi e 8 femmine) mentre studiavano e mentre erano sottoposti ad una risonanza magnetica.
Il risultato è stato innanzitutto la conferma dell’influenza della musica nell’apprendimento, ma è stato anche rilevato come la maggiore attivazione dell’organo cerebrale vi sia stata nei momenti di pausa tra una canzone e l’altra.
La suddetta influenza sarebbe dunque stata negativa, riducendo le capacità di apprendimento, che è aumentata nei momenti di silenzio.
Tale ricerca, dunque, metterebbe in cattiva luce lo svolgimento contemporaneo delle due attività, in quanto il cervello umano non si dedicherebbe totalmente allo studio, disperdendo parte della sua potenzialità nel seguire l’andamento delle melodie. Per una mente distratta è infatti più facile perdersi tra le note di una piacevole canzone piuttosto che studiare un noioso tomo per un esame.
Secondo tale corrente di pensiero, mettersi le cuffie mentre si ha le testa fra i libri è controproducente, causando una minore qualità dello studio e un’inutile perdita di tempo.
MUSICA E STUDIO: I PRO
Dell’altra scuola di pensiero, ovvero quella favorevole, si fa portavoce un professore di neuroscienza di Cardiff, Dean Burnett, il quale afferma come la musica renda il nostro sistema di attenzione inconscio, che essendo involontario è più profondo ed istintivo rispetto a quello conscio, meno propenso a distrarsi. Secondo Burnett, quindi, la musica non favorisce la concentrazione in senso proprio, bensì fa in modo che essa non diminuisca in risposta a stimoli esterni.
Il suo consiglio è quindi quello di studiare con le cuffiette per aumentare il rendimento.
CHE GENERE ASCOLTARE?
Di fronte all’assenza di una reale inconfutabilità scientifica, è stato però rilevata un’influenza di alcune caratteristiche quali la propensione ad essere introversi o estroversi: a coloro che si identificano nella prima categoria è sconsigliato l’ascolto di musica (ovviamente riferito allo studio) mentre per quanto riguarda la seconda vale l’opposto.
Anche il genere musicale ascoltato pare influire significativamente nell’attività cerebrale: ciò è dovuto alla diverse attivazione delle aree del cervello durante lo studio. L’organo in questione può infatti essere suddiviso in area destra, provvista ai processi creativi, e area sinistra, più propensa alla logicità.
Per favorire la prima area, quella creativa, che interviene maggiormente durante lo studio di materie linguistiche come inglese o spagnolo e quelle artistiche, sarebbe meglio ascoltare musica rock o in generale melodie movimentate piuttosto che generi più leggeri o addirittura musica classica, che invece risulta la migliore per materie come matematica o quelle umanistiche, che interessano la parte sinistra del cervello.
Se vuoi approfondire l’argomento, leggi anche https://www.skuola.net/news/notizie-universita/musica-classica-studiare.html
E’ inoltre preferibile non ascoltare brani in cui è presente una linea vocale perchè è più facile che il nostro cervello si focalizzi sul testo piuttosto che sul tomo da studiare.
Per concludere, per quanto vi siano delle linee guida da poter seguire, molto dipende da persona a persona, l’opzione migliore risulta essere la più scontata: provare su se stessi e ascoltare musica nel caso essa favorisca la concentrazione o eliminare l’elemento di distrazione nel caso sia appunto tale.


