Come diventare insegnante alla scuola materna
L’insegnante di scuola materna è quel maestro o quella maestra che ha il compito di formare i bambini tra 3 e 6 anni. In questo caso si parla anche di “scuola dell’infanzia”. La scuola materna o dell’infanzia, però, non è uguale all’asilo nido, come molti credono. Infatti, nell’asilo nido si accolgono i bambini di età compresa tra tre mesi e tre anni, quindi prima della scuola materna. Essere un docente alla scuola dell’infanzia non è affatto un compito facile. Richiede empatia, fantasia, creatività, ma soprattutto tantissima pazienza. Ma come diventare insegnanti di scuola materna? In questa guida vedremo tutto ciò che c’è da sapere al riguardo, in cinque semplici passi!
Sommario
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Scuola materna/dell’infanzia e asilo nido
Come già anticipato, docenti di scuola materna e asilo nido non sono la stessa cosa. L’asilo accoglie bambini fino ai tre anni. Il ruolo ricoperto all’asilo nido è quello di un educatore socio-pedagogico, per il quale è sufficiente la laurea triennale in Scienze dell’Educazione (L-19). Per quanto riguarda la scuola materna, invece, si parla di veri e propri insegnanti. Perciò, il percorso di formazione per acquisire i titoli abilitanti all’insegnamento è diverso. Esso prevede:
- Laurea in Scienze della formazione primaria;
- oppure un Diploma Magistrale o un Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico, o un Diploma sperimentale a indirizzo linguistico (se conseguito entro l’a.s. 2001-2002).
Se stai studiando per diventare un insegnante di scuola dell’infanzia o asilo nido, e hai bisogno di un aiuto per preparare gli esami, sei nel posto giusto.
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Le competenze di un insegnante
Il docente deve avere delle competenze che lo qualifichino professionalmente, ma anche delle inclinazioni e competenze pedagogiche. È importante che maestri e maestre sappiano rapportarsi con i bambini, comunicare con loro e comprenderli. Non tutti hanno la pazienza di imparare a dialogare con i bambini, soprattutto se molto vivaci. A volte bisogna trovare strategie diverse per rapportarsi con ogni singolo allievo, e trovare il metodo giusto per farsi rispettare e ascoltare. Urlare a squarciagola ogni giorno non servirà. Certo, può capitare ogni tanto, ma non è così che il bambino vedrà il docente come una figura da rispettare e ammirare. Il docente d’infanzia è un po’ la seconda famiglia del bambino, e pertanto dev’essere una guida sicura, ma anche un’ancora di salvezza. I docenti devono riuscire a trovare attività educative sempre nuove e diverse. Inoltre, devono mantenere i migliori rapporti possibili con le famiglie.
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I compiti dell’insegnante di scuola materna
In particolare, possiamo fare un elenco generico di alcuni compiti ricorrenti per un docente di scuola dell’infanzia. Innanzitutto, i maestri e le maestre si preoccupano della sicurezza e del benessere dei bambini. Perciò, cercano di guardare anche al di là del tempo passato a scuola. Inventano, creano e applicano attività e programmi educativi adatti ai diversi bambini. Spesso, insegnano alcune buone abitudini di vita quotidiana o di igiene personale. Oltre a questo, insegnano le basi della formazione: leggere, scrivere, contare, leggere l’orario, riconoscere figure, forme, colori, nomi di mesi e stagioni. Creano situazioni di gioco stimolanti, in cui li spingono a riflettere e imparare giocando. Sperimentano anche con i bambini attività sportive, per allenarli alla psico-motricità. Quando c’è il periodo di mensa, gli insegnanti di scuola materna assistono anche gli studenti durante il pranzo. Supervisionano quindi anche le loro abitudini alimentari. Insomma, si occupano del bambino “a tutto tondo”!
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Il benessere del bambino al primo posto
Gli insegnanti di scuola dell’infanzia, dunque, mettono al primo posto la salute del bambino. Non solo la salute fisica, ma anche e soprattutto quella psicologica. Maestre e maestri assistono e favoriscono lo sviluppo dell’autostima dei bambini, ma anche della loro autonomia. Educano i loro piccoli allievi al rispetto e al rapporto col prossimo, cosa essenziale soprattutto per i bambini nati in situazioni famigliari svantaggiate. Gli insegnanti supervisionano anche lo stato fisico dei bambini, segnalando eventuali malattie, anomalie comportamentali o dell’apprendimento ai loro genitori. Se si rendono conto di abusi, il ruolo dei docenti diventa poi ancor più importante e carico di responsabilità. In tutti questi compiti, i docenti si ritrovano a dover comunicare con le famiglie anche di cose molto delicate. È importante che abbiano con i genitori un buon rapporto, per tenerli aggiornati riguardo la salute dei loro figli. Oltre alla cura della salute del bambino, gli insegnanti verificano anche che tutti riescano a raggiungere gli obiettivi previsti dal piano educativo, seppur con tempi e modalità diverse.
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Trovare lavoro
Fatte queste premesse sulla formazione, le competenze e i compiti dell’insegnante di scuola materna, possiamo parlare di come trovare lavoro. Dopo aver ottenuto il titolo, si possono fare in sostanza due cose. Innanzitutto, candidarsi per le supplenze tramite Graduatorie di Istituto o Messe A Disposizione. Poi, non appena sarà disponibile un Concorso Ordinario di Scuola dell’Infanzia e Primaria, parteciparvi e superarlo. Oltre alla possibilità di lavorare nel pubblico, tuttavia, è importante ricordare la possibilità di insegnare nelle scuole private. Per quest’ultime, è sufficiente candidarsi inviando il curriculum e sostenendo eventuali colloqui.
Speriamo che questa guida ti sia stata utile. Se diventerai un insegnante anche tu, saremo felici di accoglierti nella nostra grande famiglia di docenti privati!

Il docente deve avere delle competenze che lo qualifichino professionalmente, ma anche delle inclinazioni e competenze pedagogiche. È importante che maestri e maestre sappiano rapportarsi con i bambini, comunicare con loro e comprenderli. Non tutti hanno la pazienza di imparare a dialogare con i bambini, soprattutto se molto vivaci. A volte bisogna trovare strategie diverse per rapportarsi con ogni singolo allievo, e trovare il metodo giusto per farsi rispettare e ascoltare. Urlare a squarciagola ogni giorno non servirà. Certo, può capitare ogni tanto, ma non è così che il bambino vedrà il docente come una figura da rispettare e ammirare. Il docente d’infanzia è un po’ la seconda famiglia del bambino, e pertanto dev’essere una guida sicura, ma anche un’ancora di salvezza. I docenti devono riuscire a trovare attività educative sempre nuove e diverse. Inoltre, devono mantenere i migliori rapporti possibili con le famiglie.
Gli insegnanti di scuola dell’infanzia, dunque, mettono al primo posto la salute del bambino. Non solo la salute fisica, ma anche e soprattutto quella psicologica. Maestre e maestri assistono e favoriscono lo sviluppo dell’autostima dei bambini, ma anche della loro autonomia. Educano i loro piccoli allievi al rispetto e al rapporto col prossimo, cosa essenziale soprattutto per i bambini nati in situazioni famigliari svantaggiate. Gli insegnanti supervisionano anche lo stato fisico dei bambini, segnalando eventuali malattie, anomalie comportamentali o dell’apprendimento ai loro genitori. Se si rendono conto di abusi, il ruolo dei docenti diventa poi ancor più importante e carico di responsabilità. In tutti questi compiti, i docenti si ritrovano a dover comunicare con le famiglie anche di cose molto delicate. È importante che abbiano con i genitori un buon rapporto, per tenerli aggiornati riguardo la salute dei loro figli. Oltre alla cura della salute del bambino, gli insegnanti verificano anche che tutti riescano a raggiungere gli obiettivi previsti dal piano educativo, seppur con tempi e modalità diverse.
Fatte queste premesse sulla formazione, le competenze e i compiti dell’insegnante di scuola materna, possiamo parlare di come trovare lavoro. Dopo aver ottenuto il titolo, si possono fare in sostanza due cose. Innanzitutto, candidarsi per le supplenze tramite Graduatorie di Istituto o Messe A Disposizione. Poi, non appena sarà disponibile un Concorso Ordinario di Scuola dell’Infanzia e Primaria, parteciparvi e superarlo. Oltre alla possibilità di lavorare nel pubblico, tuttavia, è importante ricordare la possibilità di insegnare nelle