Come diventare insegnante autoscuola

di Rosanna Calo

Se guidare ti è sempre piaciuto e hai la passione per l’insegnamento, sei nel posto giusto! Infatti, in questa guida vedremo insieme come diventare un insegnante di autoscuola. Come ogni buon insegnante, anche l’istruttore di scuola guida conosce a fondo le regole che dovrà insegnare. Quindi, dovrai avere una buona preparazione e studiare tanto. Inoltre, ti servirà una buona dose di pazienza. Fatte queste premesse, non ti resta che leggere la nostra guida in quattro passi per diventare un insegnante di autoscuola!

 

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  1. I compiti di un insegnante di autoscuola

    Prima di iniziare a studiare e capire come essere un buon insegnante autoscuola, devi conoscere i suoi compiti. L’istruttore di scuola guida forma i conducenti all’interno di un’autoscuola. Dunque, è quella figura professionale che prepara gli allievi al sostenimento dell’esame della patente. Si occupa quindi della formazione teorica su tutte le patenti automobilistiche. Perciò, se vuoi diventare un insegnante, dovrai conoscere tutte le patenti! L’insegnante lavora anche per i certificati di abilitazione professionale e i vari corsi. Ad esempio, si occupa dei corsi di recupero dei punti sulla patente, o quelli per la carta di qualificazione del conducente. Si occupa di tutte le attività didattiche per gli allievi che vogliono prendere la patente. Quindi, svolge lezioni collettive in cui illustra tutte le regole del Codice della Strada. Come vedi, i compiti dell’insegnante di autoscuola sono tanti e carichi di responsabilità!

  1. Insegnante di teoria o di pratica

    Fatte queste premesse generali, distinguiamo ora l’insegnante di teoria da quello di pratica. L’insegnante di teoria segue i suoi allievi durante la preparazione nell’autoscuola. L’istruttore di pratica, invece, accompagna e supervisiona i suoi allievi durante le guide vere e proprie. Per insegnare teoria in un’autoscuola, sono richiesti requisiti un po’ diversi da quelli dell’insegnante di pratica. Essi sono:

    • conseguimento della patente di guida B;
    • almeno 18 anni di età;
    • diploma di istruzione di secondo grado;
    • mancato raggiungimento da misure amministrative di sicurezza personale o misure di prevenzione;
    • nessuna condanna penale;
    • frequentazione di uno specifico corso formativo.

    Anche l’istruttore di pratica dovrà frequentare un corso ed essere esente da condanne penali e misure amministrative. Però, deve avere almeno 21 anni e avere tutte le patenti.

  1. Soft skills del buon insegnante

    Sulla “carta” non compaiono, ma ogni buon insegnante dovrebbe possedere alcune soft skills. Pazienza, empatia, chiarezza sono sicuramente ai vertici. Nel caso dell’insegnante di autoscuola, poi, c’è una grande dose di responsabilità. L’istruttore di scuola guida deve trasmettere ai suoi allievi le regole della strada e la giusta prudenza per rispettarle sempre. Si tratta di un compito molto delicato, per cui serve tanta pazienza. Hai preso anche tu la patente, e ti ricorderai sicuramente com’erano complicate alcune lezioni teoriche. O ancora, ricorderai l’ansia delle prime guide! Spesso ci si sente agitati e serve avere accanto un insegnante tranquillo, chiaro, paziente. In questo caso, quell’insegnante dovrai essere tu! Se vuoi ulteriori consigli al riguardo, ti consigliamo di leggere la nostra guida, per essere il miglior insegnante possibile.

  1. Il corso per diventare insegnanti autoscuola

    Per diventare ufficialmente insegnanti di scuola guida, bisogna frequentare un corso di formazione. Poi, bisogna sostenere l’esame di abilitazione finale, come previsto dal Decreto Ministeriale n.17 del 2011. A seguito dell’abilitazione, l’insegnante deve frequentare periodicamente un corso di formazione di otto ore, ogni due anni. L’esame di abilitazione è organizzato dalla Provincia o dal Comune di residenza o domicilio. L’esame prevede tre prove, ovvero una prova scritta, una prova orale e una prova pratica. Vediamole nel dettaglio.

    Prova scritta

    scrivereLa prima prova è quella scritta. Consiste in 80 quesiti a risposta chiusa, da svolgere in massimo 40 minuti. Questa prova scritta serve a valutare la preparazione teorica dei candidati. Infatti, si possono commettere massimo 2 errori! Dopo, bisogna svolgere una seconda prova scritta con domande aperte. Il punteggio minimo di questa seconda prova dev’essere di 18 su 30. Per gli istruttori di pratica, la prova scritta è unica.

    Prova orale

    punto interrogativo e punto esclamativoNella prova orale, il candidato risponderà a domande sugli stessi argomenti della prova scritta e del corso di formazione. Ad esempio, si possono ricevere domande di diritto pubblico, amministrativo e comunitario. Oppure, domande sulle procedure penali in caso di incidenti, e così via. Per gli istruttori di pratica, cambiano gli argomenti su cui verte l’orale. Ad esempio, bisogna mostrare di conoscere il comparto della mobilità e dei trasporti, con più attenzione agli aspetti tecnici.

    Prova pratica

    L’ultima è la prova pratica. Il candidato deve simulare una lezione in aula. È la commissione esaminatrice a scegliere l’argomento su cui verte la simulazione. Anche per la prova pratica ci sono delle differenze per l’insegnante di pratica. Quest’ultimo deve infatti dimostrare di saper insegnare a condurre autoveicoli e motoveicoli.

Speriamo che questa guida ti sia stata utile!

 

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