Cos’ha scritto Tacito?

di Germana
Latino

Publio Cornelio Tacito – meglio conosciuto come Tacito – è stato un importante storico, oratore, senatore romano e in generale considerato un ‘fine pensatore’.

 

Questo inserisce Tacito a pieno merito nella lista dei più grandi rappresentanti del genere storiografico della letteratura latina, tanto che tutt’oggi le sue opere sono inserite in tutti i programmi scolastici di Latino.

 

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Tacito: una breve introduzione

 

Le opere di Tacito sono probabilmente uno dei più grandi contributi alla letteratura storica mai scritti, perché hanno saputo racchiudere, descrivendoli con grande onestà intellettuale e dettagli importanti, i fatti accaduti in epoca romana. In particolare, dal 14 d.C. al 68 d.C.

 

Andiamo quindi a vedere quali sono queste opere di Tacito e cosa raccontano. Partiamo quindi da gli ‘Annales’ e da le ‘Historiae’, componimenti che possono essere definiti ‘monumentali’ per la mole di dettagli storici in essi contenuti.

 

In particolare gli ‘Annales’, opera che originariamente si componeva di ben 16 volumi, ma della quale purtroppo ce ne sono pervenuti soltanto 4. Di questa imponente opera di Tacito quindi, si possono leggere solo alcuni frammenti, appartenenti al quinto, sesto,  undicesimo e sedicesimo volume.

 

Qual è il segmento storico che viene raccontato negli ‘Annales’?

 

Come accennato in precedenza, si tratta di avvenimenti che iniziano a partire dal 14 d.C., con la morte di Augusto. E arrivano fino al 68 d.C., coincidendo con la morte di Nerone. Un periodo di riferimento molto ricco di storia, sulla quale Tacito si dilunga in modo accurato.

 

In particolare, l’occhio dello storico Tacito si posa sulla vita degli imperatori e sulle loro gesta. Non tralasciando però – come qualunque storiografico onesto dovrebbe fare – di raccontare anche i vizi di questi personaggi così importanti ed influenti. Già solo questo basterebbe per elevare gli ‘Annales’ ad opera più importante della storia romana.

 

Ma c’è di più. La grandezza di questi volumi sta proprio nel fatto che sono stati scritti da un uomo dell’epoca, da chi cioè ha vissuto realmente in quel periodo storico e in quel contesto. E quindi può parlarne in modo così straordinariamente accurato.

 

Ciò che si può leggere negli Annales quindi, è molto semplicemente…’la realtà dei fatti’, scevra da qualunque interpretazione personale e che di conseguenza lasciano anche ben poco margine di ‘ri-lettura’.

 

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Gli Annales di Tacito: la vera storia dell’Impero Romano

 

Questa opera di Tacito, rappresenta una vera e propria ‘macchina del tempo’, in grado di catapultare il suo lettore in un’epoca che, per avvenimenti ed evoluzioni, di fatto rappresenta un punto cardine della storia mondiale.

 

Nei volumi a noi pervenuti, seppur solo 4 su 16 totali, si può avere già un quadro interessante di ciò che è accaduto in quei tempi, quando l’Impero Romano dominava in lungo e largo.

 

Ma la cosa interessante degli Annales, non è soltanto questa. In questa monumentale opera, Tacito ci racconta anche dettagli molto interessanti che riguardano le caratteristiche dei suoi protagonisti. I personaggi storici infatti – con i quali Tacito aveva avuto a che fare in maniera diretta – sono descritti senza filtri né edulcorazioni.

 

In questo modo, possiamo conoscere meglio la figura di Nerone, un uomo senza scrupoli e del tutto privo di senno. Secondo i racconti di Tacito, Nerone è un delirante tiranno che senza alcuna vergogna rivolge i suoi deliri di onnipotenza nei confronti di chiunque si metta sulla sua strada, senza alcuna lucidità di giudizio.

 

Nella sua pazzia, l’imperatore si scaglia ebbro di potere verso il suo consigliere Seneca, e non risparmia nemmeno la sua stessa madre, Agrippina. Oltre al tiranno e folle Nerone, negli Annales si può fare la conoscenza anche di altri personaggi storici dell’epoca.

 

Grazie a Tacito quindi, apprendiamo che l’Imperatore Tiberio era un bugiardo cronico, oltre ad essere considerato profondamente farlo e traditore. Mentre l’Imperatore Claudio era un pavido incapace, facilmente corrompibile dalle donne che popolavano la sua corte.

 

Agricola

 

Un’altra opera importante di Tacito, è la ‘Agricola’, pubblicata nel 98 d.C. Si tratta di un volume dalla grande valenza in termini etnografici. In quanto l’autore si dilunga nel delineare quali erano le caratteristiche delle tribù germaniche che all’epoca vivevano ai confini dell’Impero Romano.

 

L’ Agricola è considerata un’opera importante per Tacito. Perché al suo interno si può ravvisare l’enorme preparazione storica e politica dell’autore. Oltre queste caratteristiche, si nota una grande padronanza linguistica e un’onestà intellettuale di rara portata.

 

In quest’opera infatti, Tacito arriva a far comprendere al lettore – naturalmente sostenendo le sue considerazioni da fatti e dati importanti – come in realtà i veri barbari non siano i componenti di queste tribù germaniche, bensì i romani (popolo che lui conosceva molto bene…).

 

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Chi era Tacito? Brevi cenni bibliografici

 

Come spesso accade, quando di parla di personaggi dell’epoca, dell’anno e il luogo di nascita di Tacito non vi sono informazioni precise. I riferimenti che sono giunti fino a noi, collocano la nascita del grande storico nella Gallia Narbonense, in un anno che va dal 56 d.C. al 58 d.C.

 

Altre informazioni invece, vedono la città di Terni come il luogo che ha dato i natali a Tacito. All’interno di un passo della ‘Historia Augusta’ infine, ci giungono altre informazioni sullo storico e senatore romano. Pare che le sue origini siano ravvisabili all’interno di una famiglia di alto rango – che potrebbe essere o equestre o rango senatorio -.

 

La sua posizione sociale di nascita quindi, è da considerarsi importante per l’epoca.

 

Tacito trascorre gli anni della giovinezza a Roma, dove studia retorica. Questo corso di studi, gli prospetta davanti una carriera politica o in magistratura, ma egli inizia la sua carriera rivestendo il ruolo di Tribuno Militare, assegnatogli dall’Imperatore Vespasiano.

 

In questi anni, sposa la giovanissima figlia del generale Giulio Agricola ma della sua vita privata non si sa molto. L’ingresso nella vita politica romana, Tacito lo compie grazie a Tito che, tra l’81 e l’82 d.C., lo riveste della carica di quaestor.

 

Da qui, ben presto Tacito diventa preator, ruolo che gli permette di fare il suo ingresso nel prestigioso collegio sacerdotale e quindi di poter accedere ai preziosi Libri Sibillini e i Giochi Secolari. Il suo sapere si accresce sempre di più e questo, unito alle sue abili doti oratorie e alle sue grandi conoscenze storiche, gli permette di arrivare a scrivere le opere storiografiche fondamentali sopra descritte.

 

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