DSA: di cosa si tratta, a chi rivolgersi per la diagnosi

di Erika Pullo
DSA

Tuo figlio si impegna ma nonostante tutto a scuola c’è qualcosa che non va? A volte le difficoltà possono andare al di là del semplice brutto voto. Potrebbe essere necessario prendere in considerazione che ci si possa trovare di fronte a un caso di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA).

Secondo l’Associazione italiana della dislessia (AIDA), i ragazzi affetti da questi tipo di disturbi sarebbero tra il 5% ed il 7% del totale degli studenti. Grazie ad una sempre maggiore attenzione verso il problema, le diagnosi in questi anni sono aumentate. Conseguentemente, sono sempre maggiore le strategie e metodologie applicate in cui c’è integrazione tra scuola, famiglia e specialisti del settore, così da avere un ambiente coordinato in cui i ragazzi possano risolvere le loro difficoltà fino a studiare in piena autonomia.

Tuttavia un recente studio ha individuato come, al di la dei bisogno didattici, la D.A.D. a cui tutti i ragazzi sono stati obbligati abbia influito negativamente sui ragazzi per la mancanza di socialità e capacità di esprimere i propri disagi psicologici. Per i ragazzi con DSA, dunque, ora più che mai c’è bisogno di agire tempestivamente.

Scopriamo insieme:

 

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Cosa significa DSA

Partiamo dallo specificare che cosa si intende con DSA. DSA è l’acronimo che sta ad indicare i disturbi specifici dell’apprendimento ed include una serie di significative difficoltà in diversi campi alla base dell’apprendimento: lettura, scrittura e calcolo.

Sono specifici, perché il disturbo non riguarda l’intelligenza di una persona, ma si circoscrive ad una specifica abilità cognitiva.

Questo significa che quando si riceve la diagnosi di DSA, non bisogna andare nel panico. C’è bisogno di informarsi e cercare i metodi migliori per affrontare questo disturbo e aiutare il bambino/ragazzo/adulto che ne soffre a imparare attraverso altri metodi

Attenzione: questo non significa che sarà avvantaggiato rispetto agli altri studenti o che si è giustificati quando non si studia, ma significa utilizzare degli strumenti compensativi che portino i ragazzi con DSA ad essere al pari degli altri!

 

 

Dal punto di vista funzionale, una delle teorie più accreditate ritiene che la dislessia sia causata da un deficit di processamento fonologico. Il fonema è la più piccola unità di suono nella parola portante significato. Per leggere occorre avere la capacità di associare velocemente le lettere, con i corrispondenti suoni orali.

Gran parte degli autori riconoscono la competenza metafonologica, cioè la capacità di percepire e riconoscere i fonemi che compongono le parole, come uno dei requisiti necessari per l’apprendimento della lingua scritta.

Questa competenza, questa consapevolezza, aiuta il bambino a scoprire come trattare la parola orale per darle una veste scritta.

Per accedere al codice scritto il bambino, infatti, deve riflettere su: quanti sono gli elementi all’interno della parola, quali sono gli elementi all’interno della parola, l’ordine sequenziale in cui sono posti, come si rappresentano.

Infine, dato che il processo di lettura si alimenta di informazioni visuo percettive, anche gli aspetti legati a possibili disturbi nei processi visivi possono avere un ruolo nel determinare la dislessia.

 

Diagnosi DSA: chi la fa

Quando si ha di fronte una persona con difficoltà nell’apprendimento o si notano sintomi ricoleggabili ai DSA, molte volte non si sa a chi rivolgersi e si rischia di perdere del tempo utile e prezioso. Questo tenderà ad aumentare le difficoltà e l’insofferenza di chi è affetto dal problema, perchè non riuscirà a trovare un metodo per risolverlo.

Una diagnosi precoce, quindi, è veramente importante.

Cominciamo col dire una cosa fondamentale: chi può fare la diagnosi? La diagnosi può esere effettuata tramite il Sistema Sanitario Nazionale (ASL), oppure privatamente da uno studio che si occupa di diagnosi neuropsicologiche. Infatti solo uno specialista certificato può procedere con una diagnosi valida, ed ogni regione ha una certa autonomia rispetto l’ente di riferimento e le competenze delle unità sanitarie locali.

Il primo consiglio che possiamo darvi in caso sospettiate che vostri figlio sia affetto da DSA è quello di rivolgervi al vostro medico pediatra: saprà darvi maggiori informazioni sulle misure regionali. Spesso anche le scuole hanno del materiale informativi o contatti utili, quindi rivolgetevi anche alle maestre.

Nel caso vogliate procedere con una diagnosi privata, dai tempi solitamente più corti, sappiate che i costi variano da regione in regione e si aggirano, in media, tra i 250€ ed i 500€.

 

Come funziona il processo la diagnosi DSA

La diagnosi clinica per DSA ha un processo standardizzato in Italia e prevedere 3 step, con specialisti di vario genere.

  1. Il primo passo è un colloqio con un neuropsichiatra infantile (NPI). É un colloquo abbastanza generale di tipo neurologico volto ad accertare che le eventuali difficoltà di lettura e scrittura non siano causate da altri problemi (es. problemi di vista). In questa fase si decide anche se c’è bisogno di ulteriori visite preliminari e quali test far effettuare al bambino.
  2. Successivamente si procederò con lo psicologo, che deve escludere disturbi psicolpatologici e valutare la abilità cognitive. Per la diagnosi di DSA, i bambini/ragazzi non devono presentare disabilità intellettuali, problemi psicologici o deficit neurologici e sensoriale.
  3. Il punto finale è la relazione degli specialisti ed il colloquio restitutivo, con cui ci si confronta con la famiglia del ragazzo sulle eventuale strategia da adoperare ed il rilascio della certificazione DSA,

 

Cosa sono i test DSA?

Come abbiamo già anticipato, quando si sospetta che un bambino abbia un DSA vengono somministrati test per valutare:

A) intelligenza

B) capacità di scrittura

C) capacità di lettura

D) comprensione del testo

F) capacità di calcolo

 

Dopo effettuati questi test, lo specialista redige un report in cui vengono indicati i risultati, diagnosi del disturbo e le strategie da adottare per migliorare i benefici del bambino.

I trattamenti devono riguardare le aree direttamente interessate dal disturbo e possono essere messe in pratica programmi mirati, anche legati all’organizzazione emotivo-razionale.

In molti casi, le strategie indicate dai professionisti, riguardano il suggerimento dell’utilizzo di strumenti compensativi, strumenti cioè che hanno lo scopo di garantire l’autonomia dello studio e che possono aiutare i DSA a migliorare e a studiare per diventare esattamente come gli altri. Niente di più, niente di meno.

In Italia è previsto dalla legge che, per gli alunni Dsa, vengano sviluppati piani didattici personalizzati (PDP) e vengano utilizzati strumenti compensativi come la calcolatrice o i programmi di videoscrittura con correttore ortografico. Sono previste interrogazioni programmate e forme di verifica e valutazione personalizzate.

 

 

A chi rivolgersi per un aiuto

 

1. COLLABORAZIONE SCOLASTICA

In base agli obiettivi scolastici e comportamentali che gli specialisti indicano di poter raggiungere per il DSA, è fondamentale collaborare con gli insegnanti. È necessario che questi siano adeguatamente formati, soprattutto rispetto all’uso degli strumenti compensativi e all’atteggiamento da mettere in pratica col bambino in classe.

Bisogna, infatti, stabilire un programma adatta alle capacità del DSA. Bisogna sempre tenere presente che i bambini/ragazzi con DSA non hanno disabilità e che quindi, basterà metterli nelle condizioni ottimali, per fargli raggiungere qualsiasi traguardo.

 

 

2. COLLABORAZIONE DELLE FAMIGLIA

Ovviamente, anche se non si è specializzati in questi tipi di disturbi, la famiglia deve fare di tutto per far superare questa problematica al DSA. Ci sono molti metodi: giochi, esercizi o strumenti compensativi da usare insieme e che stimolino la memorizzazione, il mantenimento della concentrazione su determinate attività.

 

3. AIUTO DI SPECIALISTI

Per affrontare le problematiche riscontrate dai bambini/ragazzi ai quali è stata diagnosticato un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, è ideale un approccio di squadra. Via libera a una collaborazione di diversi specialisti che siano in grado di stabilire un contatto duraturo con lo studente, famiglia e insegnanti.

È molto importante intervenire tutti insieme per cercare di mettere a più agio possibile il bambino/ragazzo e aiutarlo a superare queste difficoltà.

È fondamentale, infatti, non solo aiutare il ragazzo dal punto di vista scolastico, ma anche dal punto di vista socio-psicologico. Così facendo si impedirà che le problematiche riscontrate nell’apprendimento influenzino la percezione del sé e la sua autostima.

 

4. AIUTO COMPITI

Nel caso in cui fosse necessario, potete ipotizzare di intervenire attraverso il supporto di insegnanti privati specializzati in disturbi specifici dell’apprendimento. Su Skuola.net | Ripetizioni, ci sono tantissimi Tutor che possono intervenire in caso di di difficoltà nella lettura, scrittura e nei calcoli.

Cerca l’insegnante con il bollino DSA, attraverso un lavoro di squadra queste difficoltà verranno arginate e superate.

 

Tipologie di DSA: quali sono?

A seconda dell’area specifica dell’apprendimento in cui le persone hanno difficoltà, si distinguono 4 tipi di DSA:

 

1. Dislessia è una disturbo specifico dell’apprendimento caratterizzata dalla difficoltà a leggere un testo in modo corretto e fluente.

Durante i primi anni di scuola, il bambino può mostrare difficoltà a riconoscere le lettere dell’alfabeto, confonde le lettere (d/b, m/n), ha difficoltà a far corrispondere i segni grafici e i suoni emessi con la voce.

Tale difficoltà si ripercuote non solo sull’apprendimento scolastico, ma anche su tutto ciò che nella vita richiede la lettura di testi scritti

 

2. La Disortografia, invece, è un disturbo specifico che riguarda solo la scrittura, quindi è legata agli aspetti linguistici, e consiste nella difficoltà di scrivere in modo corretto da un punto di vista ortografico.

Chiunque sia disortografico ha difficoltà a convertire il suono delle parole in scrittura e quindi a riconoscere i suoni che compongono la parola ed ad individuare il modo corretto di scriverli.

 

3. La Disgrafia riguarda, appunto la grafia. È definito come un deficit grafo-motorio e si riferisce alla difficoltà di scrivere in modo fluido, veloce e leggibile.

Il disgrafico può avere difficoltà nell’impugnatura della penna o matita, non riesce ad utilizzare bene lo spazio nel foglio, difficoltà nel produrre forme geometriche e nella copia di immagini.

 

4. La Discalculia è la difficoltà a svolgere operazioni con i numeri e la difficoltà a comprendere alcuni compiti numerici e di calcolo.

Il discalculico può avere diversi tipi di difficoltà che riguardano i numeri e la matematica: non si riesce a contare, a mettere in serie, a fare comparazioni, a capire il valore delle cifre, ad associare i numeri alle quantità, ad eseguire calcoli a mente.

Si ha difficoltà a mettere in numeri in colonna, a leggerli, a scriverli, non si riesce ad imparare i risultati delle tabelline e a svolgere le operazioni di calcolo.

Ovviamente non si può arrivare ad una diagnosi dei DSA solo attraverso l’osservazione del comportamento degli studenti, ma per avere una diagnosi veritiera bisogna sottoporsi a dei test specifici che mirano ad accertare le abilità dell’apprendimento, il funzionamento delle abilità cognitive, psicologiche ed emotive.

 

 

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