Il jazz: la storia completa
The jazz is a genre of music that you do not know well the historical development and its spread, given the few documents that we possess about it.
It was born at the beginning of the twentieth century in New Orleans , (capital of Louisiana, United States and great commercial port) and was created by Africans deported to the United States and made slaves: they took refuge in this musical genre, probably finding it a way to escape from harsh reality of forced labor. The Work Songs in fact, were sung in the plantations to try to relieve the fatigue caused by the heavy work that African-American slaves had to carry out. These songs had a responsorial form : one of the prisoners sang a phrase invented at the time and everyone who was close to him repeated both the expression and the intonation.
(African-American slaves who worked on plantations)
All this makes this style extremely worthy of respect , as well as being the expression that binds the white populations to the black ones . In fact, although jazz originated from African-Americans, it soon spread also among whites, therefore we remember the legendary figure of Pope Jack Laine , the first non-black jazz musician.
Sommario
1. TWO RACES COMPARED: JAZZ BETWEEN WHITE AND BLACK
Sebbene il genere era comune ad entrambe le razze, il modo di suonare non era esattamente uguale al contrario presentava delle lievi differenze, percepibili solo dalle orecchie più esperte e raffinate. La musica jazz dei bianchi era più costruita, razionale, controllata, più individuale, diversamente da quella dei neri, più spontanea, libera ed istintiva, probabilmente poiché è influenzata da un passato segnato da una vita crudele: schiavitù, lavoro, fatica, paura.
L’esponente maggiore di questo stile, fu Buddy Bolden, definito “padre del jazz”.

(Buddy Bolden, 1877-1931, Louisiana, Stati Uniti)
2. DOVE NACQUE IL JAZZ?
Come già citato all’inizio, la città che vide nascere questo nuovo genere musicale fu New Orleans. Il quartiere che ospitò più jazzisti fu “STORYVILLE”, famoso per i suoi locali notturni, sempre gremiti di persone, nonostante fossero spesso malfamati e poco raccomandabili. A renderli così frequentati e conosciuti furono proprio i musicisti jazz che la notte vi si esibivano, mostrando il loro incredibile talento.
3. LOUIS ARMSTRONG: JAZZISTA SENZA EGUALI
Proprio qui a new Orleans nacque la celeberrima figura di Louis Armstrong, musicista jazz conosciuto in tutto il mondo, detto “Satchmo” (bocca di sacco). Egli non divenne così noto solo ed esclusivamente per la sua bravura, ma anche per aver inventato un nuovo metodo di esecuzione e rappresentazione del genere: uno strumentista eseguiva da solo le parti principali della canzone, mentre gli altri musicisti si limitavano ad accompagnarlo con un sottofondo. Louis Armstrong viene ancora ricordato tuttora anche per il suo particolare uso della voce, denominato “SCAT”. Esso implica che un individuo canti sillabe senza un significato e un senso veri e propri, imitando così l’emissione del suono di uno strumento.

(Louis Armstrong, 1901, New Orleans, Louisiana, Stati Uniti – 1971, Corona, New York, Stati Uniti)
4. LA GRANDE GUERRA: RIPERCUSSIONI SU “STORYVILLE”
Nel 1917 con la prima guerra mondiale, il quartiere di “STORYVILLE”, purtroppo, venne raso al suolo e tutti i suoi abitanti furono sfrattati. La maggior parte dei musicisti così, non riuscendo più a guadagnare, fu costretta a lasciare la città, trasferendosi al Nord, in città quali: New York, Chicago, dove venne fondata una scuola che istruì i più grandi jazzisti (per lo più bianchi) come: Frank Trumbler, Pee Wee Russel, Bix Beiderbecke.
5. LA DIFFUSIONE DEL JAZZ, I SOTTOGENERI E LE CONTAMINZIONI
Poco tempo dopo, il jazz si diffuse in tutta l’America ed anche in Europa. Nacquero così delle varianti rispetto al genere originale: negli anni Trenta e Quaranta si sviluppò lo SWING (dondolio), più ballabile ed eseguito anche da musicisti bianchi con la loro “Big Band“ (grandi orchestre formate da circa una ventina di membri). Le più note furono sicuramente quelle di Benny Goodman e Duke Ellington. Nella seconda metà degli anni Quaranta entrò sulla scena il BE-BOP, genere eseguito da gruppi di quattro o cinque musicisti, i quali riproducevano melodie spezzettate, disordinate, quasi confusionarie, caratterizzate da pause improvvise ed un accompagnamento complesso. Ciò dava origine ad una musica poco orecchiabile ed estremamente caotica (viene infatti soprannominata “Jam session”, ossia riunione marmellata). I volti più noti di questo sottogenere furono: Charlie Parker, detto “Bird” e “Dizzy” Gillespie.
Il jazz continuò ad evolversi dando vita al cool jazz e all’hard BOP negli anni Cinquanta, al free jazz negli anni Sessanta, alla fusion negli anni Settanta, fino ad arrivare ad essere contaminato da generi quali: il funk e l’hip-hop.
6. LA CARATTERISTICA FONDAMENTALE: L’IMPROVVISAZIONE
However, the element that has remained unchanged, despite the numerous subgenres is improvisation , a fundamental characteristic of jazz. It promotes free music , invented on the spot, spontaneous , rejecting the usual formal and constructed schemes. Just think that at the beginning the jazzmen of the first “Bress Bands” did not even know how to read the scores. They therefore had to “get by” in some way, thus preferring music by ear.
Denise
