L’alfabeto latino: caratteristiche ed evoluzione

di Nicola C.
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L’alfabeto latino è parte integrante della nostra cultura, questo chiaramente perché è nato proprio nel nostro paese. Secondo le notizie giunte a noi, molto probabilmente a Cuma, nella Magna Grecia dell’ottavo secolo a.C.

L’origine di questa lingua, nonostante i grandi studi di cui è stata oggetto, è ancora molto dibattuta. Infatti, stando al parere di alcuni studiosi, la sua nascita è per derivazione diretta dal greco antico. Secondo invece una diversa corrente di pensiero, la sua nascita è dovuta all’unione tra il greco antico e l’etrusco.

Questo alfabeto è importante non solo per la lingua italiana, ma anche per buona parte delle lingue d’Europa. Questo perché la sua influenza lo ha mantenuto in vita fino ai giorni nostri, grazie anche a quelle che sono le lingue romanze,  più precisamente quelle che si sono sviluppate a partire dalla lingua latina.

Attualmente una grande parte del mondo adopera questi caratteri. In altri invece, sono utilizzati in concomitanza con caratteri diversi. Tuttora questo alfabeto sta conquistando nuovi territori, anche se non per motivi culturali ma per semplici motivi legati alla politica del territorio.

Lo script latino è abbastanza intuitivo, per questa ragione nel corso dei secoli ha ottenuto una serie di cambiamenti che lo ha portato ad essere quella lingua bellissima (quanto complessa) che conosciamo oggi. Entriamo nel dettaglio per conoscere tutti gli aspetti dell’alfabeto latino.

Nel nostro articolo andremo a scoprire le sue caratteristiche attraverso una descrizione ed un’analisi approfondita. 

 

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I cambiamenti dell’alfabeto latino

 

Ciò che noi usiamo ogni giorno, è qualcosa di diverso rispetto all’alfabeto latino originale. Infatti, questo si è evoluto mutuando lettere da lingue parlate da altri popoli. Vediamo come in alcuni casi sono stati aggiunti segni per differenziare due parole che hanno un significato molto simile.

Oppure per il semplice fatto di modificarne la pronuncia. Ci riferiamo ai segni diacritici, i quali vengono modificati andando incontro alle lingue preesistenti nei territori.

In altri casi invece, è stato il latino stesso ad essersi stratificato sugli alfabeti dei popoli che si succedettero nel corso dei secoli. Tenendo presente questa modalità di diffusione, si deve quindi parlare dell’adozione di questo alfabeto nelle lingue non di origine romanze. Parliamo del basco, dell’ungherese, del finlandese e dell’estone.

Diverso è il discorso per quelle popolazioni che sono di origine slava e religione cristiana. Esse abbandonarono il cirillico per differenziarsi da quei paesi (sempre slavi) che invece avevano adottato la religione ortodossa.

Un elemento molto particolare è rappresentato dalla Persia. Sebbene questo Paese sia culturalmente legato al mondo arabo, ha deciso di adottare l’alfabeto latino.

In precedenza si è accennato all’adozione della lingua per motivi politici, ed il caso più importante è rappresentato dalla Turchia. Questa nazione in una logica di completa rinnovazione, abbandonò l’alfabeto arabo e l’ex-Jugoslavia. Infatti, anche qua vi è un caso specifico. Parliamo della Bosnia-Erzegovina, che in una parte del paese (quella con influenze croate) adotta lo script latino. Nella parte restante si usa l’alfabeto cirillico.

Per quanto riguarda altri due Stati della Ex  Jugoslavia,  ovvero il Montenegro e la Macedonia, la situazione è ancora diversa. Infatti, questi due Paesi hanno deciso di adoperare entrambi gli alfabeti.

 

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La struttura dell’alfabeto latino

 

L’alfabeto latino che conosciamo noi è una versione estesa di quello originario. Infatti, come è avvenuto per tutte le lingue, anche il latino prima e l’italiano dopo hanno subito dei cambiamenti.

Il latino nasce con un alfabeto composto da venti grafi. Pochi secoli dopo però, divennero ventuno, perché fu aggiunta la lettera “G”. Quindi, arrivarono a ventitré durante il periodo repubblicano, perché furono mutuate dalla lingua greca la “Z” e la “Y”. Furono poi aggiunte le lettere “W” e “Jdurante il Medioevo, a causa della nascita delle varie lingue nazionali.

Infine, è necessario attendere ancora del tempo, l’Umanesimo, prima che vi sia la nascita della “U” e della “V”.

Durante il Medioevo vi fu un altro importante cambiamento dell’alfabeto latino. Ovvero il passaggio dalla scrittura in maiuscolo al corsivo.

La lingua romana aveva solo i caratteri maiuscoli, ma col passare del tempo il corsivo ha preso il suo posto. Il minuscolo, restò utilizzato solo in poche occasioni, ovvero per dare enfasi o nel caso servisse una scrittura formale.

 

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