I migliori 10 batteristi della storia

di Alternanza Scuola lavoro
Musica

I batteristi non sono di certo i front-men di un gruppo; stanno sempre sullo sfondo della formazione, nascosti da piatti e tamburi e oscurati dalle figure dei chitarristi o cantanti. Ma sono loro, in realtà, coloro che danno carattere, spinta e emozione alle canzoni. La batteria costituisce infatti le fondamenta e il cuore pulsante di una band. La bravura del percussionista sta nell’adattare il groove giusto al pezzo e nell’esaltare le melodie senza abbandonarsi ad assoli e virtuosismi.

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Ma chi è il miglior batterista della storia? Dare una risposta oggettiva è quasi impossibile, tuttavia abbiamo provato a stilare una classifica dei dieci migliori batteristi, prendendo in considerazione gli ultimi sessant’anni di musica leggera.

Abbiamo fondato la nostra ricerca su tre fattori principali:

  • tecnica, che non deve di certo mancare ad un batterista
  • creatività; l’originalità di alcuni artisti ha infatti contribuito al loro successo
  • personalità, che ha sempre esaltato le prestazioni

Prima di passare alla classifica, bisogna avvertire che ci siamo riferiti per lo più a generi come rock e pop e quindi a batteristi che hanno operato in questa categoria. Pertanto abbiamo dovuto escludere importanti musicisti jazz che sono stati fonte di ispirazione per molti batteristi che troverete nella lista.

Se sognate di entrare anche voi in questa classifica, possiamo darvi una mano a partire dalle basi, con qualche lezione privata di batteria.

Ora, senza indugiare, andiamo a esplorare il mondo della batteria.

10)   BILLY COBHAM

 

Billy Cobham, il batterista originario di Panama, apre la nostra classifica. Assunse un ruolo fondamentale nella storia della batteria con il suo fusion drumming che fondeva l’agilità dell’impostazione jazz con la potenza del rock.

Durante la sua carriera ha collaborato con numerosi artisti jazz, tra i quali spicca Miles Davis, con cui compose l’album Bitches Brew. Dopo la lunga permanenza nella Mahavishnu Orchestra, viaggiò in tutto il mondo acquisendo una fama internazionale. Nonostante la sua veneranda età (74 anni) è ancora in attività; il suo ultimo album del 2014 ha riscosso notevole successo.

9)   IAN PAICE

 

Ian Paice, che milita nei Deep Purple dal 1968, è un’epica leggenda del rock, il grande precursore dello stile Heavy. Rapido, energetico e potente nei colpi entra a pieno titolo nella nostra classifica, premiato anche dal grande carisma e dalla personalità che lo hanno contraddistinto.

Padre di hit di successo come Smoke on the Water, è riuscito a conciliare dinamicità e forza con lo swing tradizionale, dimostrando di essere un batterista versatile e sempre incisivo.

8)   BUDDY RICH

Lo scatenato Buddy Rich conquista l’ottava posizione grazie alla sua tecnica impressionante, l’estrema creatività e una personalità confrontabile solo con quella di John Bonham.

Star autodidatta, Rich ha impressionato con la sua velocità e i suoi assoli memorabili, diventando uno dei batteristi jazz più influenti della storia. Nonostante la sua breve carriera, ha appassionato per la sua “intuizione” di andare oltre al semplice beat e abbandonarsi a virtuosismi potenti.

Ha lasciato un’eredità enorme, influenzando importantissimi batteristi della scena rock come John Bonham, Bill Ward e Phill Collins.

7)   MITCH MITCHELL

E’ l’energico Mitch Mitchell ad aggiudicarsi la settima posizione. Il batterista della Jimi Hendrix Experience, dotato di grande tecnica ed enorme creatività, si è distinto nella scena rock della fine degli anni sessanta per la sua esplosività: la fusione tra tecniche jazz e riff potenti e feroci attacchi rullanti sul kit contraddistinguono il suo stile.

Con i suoi groove tesi e potenti controbilanciava perfettamente la fluidità della chitarra di Jimi e dava esplosività ai pezzi con le sue rullate e i suoi virtuosismi. Batterista estremamente versatile, approcciava ai pezzi in modo tutt’altro che convenzionale ma faceva suonare il tutto in maniera perfettamente normale.

La genialità e l’originalità dei suoi groove hanno rivoluzionato il mondo delle percussioni, influenzando tutti i successivi batteristi, in particolare Stewart Copeland.

6)   MIKE PORTNOY

Mike Portnoy

 

Noto per le sue batterie enormi, comprendenti una doppia cassa, una grande varietà di piatti e numerosi tom, è uno dei migliori batteristi prog rock. Primo in assoluto per tecnica, Portnoy basa il suo stile su un uso intensivo della doppia cassa e su rullate veloci, energiche e potenti.

Batterista estremamente versatile data la sua grande tecnica, padroneggia sia i tempi dispari che quelli pari con i suoi groove estremamente originali e innovativi.

Fortemente influenzato da Neil Peart, ha contribuito a forgiare una generazione di batteristi successivi, condizionandoli su alcune scelte stilistiche.

 

Se ancora non sai suonare la batteria e hai sempre voluto imparare, leggi 5 consigli per iniziare a suonare la batteria.

 

5)   BILL BRUFORD

Artista di spicco della scena progressive fin dalla fine degli anni sessanta, Bill Bruford si merita la quinta posizione. Dopo aver iniziato la carriera con gli Yes, nel 1972 si unì ai King Crimson. Con questa band espresse il suo massimo potenziale diventando uno dei batteristi migliori batteristi della storia.

Estremamente creativo e originale, dimostrò di essere dotato di un immensa tecnica già dai primi successi con gli Yes. Il suo stile, caratterizzato da energiche rullate e un’agile accompagnamento, si adatta perfettamente ai complessi e diversi pezzi del chitarrista Robert Fripp.

Nel corso della sua carriera con i King Crimson Bruford ha saputo adattarsi al funk polimetrico e reinventarsi come elemento caotico in una formazione a due batteristi. Il suo stile particolare ha inspirato senza ombra di dubbio importanti batteristi degli anni ottanta e novanta.

4)   KEITH MOON 

Keith Moon of The Who

Il suo stile era estremamente innovativo, basato su rullate veloci inserite in ogni punto della battuta e si basava anche molto sull’improvvisazione. Il suo stile di vita si rifletteva sul suo modo di suonare e ciò lo rese uno dei batteristi più famosi della storia.

Fu forse uno dei pochi batteristi showman, tanto che influenzò il comportamento dei personaggi di spicco della cultura rock, contribuendo alla consacrazione della figura della rock-star.

 

 

3)   STEWART COPELAND

Il sound inconfondibile dei The Police è dovuto senza dubbio anche al modo di suonare di Stewart Copeland. Essendo autodidatta, Copeland ha acquisito uno stile particolare, persino sull’impugnatura delle bacchette. Il suo sound estremamente originale e creativo è stato influenzato anche dai suoni delle percussioni tipiche del Medio Oriente, dove visse durante buona parte dell’infanzia.

E’ sicuramente il batterista meno propenso all’uso del rullante mentre predilige intricate sequenze sul charleston. Egli diede un’interpretazione nuova dello strumento, legata più all’utilizzo dei piatti e dell’hi-hat, con ritmi sincopati, rivelandosene un maestro a livello internazionale. Aggressivo e dinamico, rivoluzionò soprattutto il modo di attaccare le percussioni, dimostrandosi un artista geniale.

Per queste sue caratteristiche l’ex batterista dei The Police merita di diritto la posizione numero tre!

2)   NEIL PEART

Sempre sul podio ma in seconda posizione si trova il pirotecnico batterista dei Rush Neil Peart. Ispirato in primis da Buddy Rich ma anche dai più recenti Moon e Bonham, Peart viene considerato da molti il miglior batterista hard rock vivente.

Batterista potente e trascinante, nei suoi album non si occupava solo delle tracce estremamente complesse di batteria ma si impegnava anche nella composizione dei testi, a volte molto particolari e influenzati dalle sue passioni fantasy e fantascientifiche.

Il suo stile energico e travolgente è passato alla storia, proprio come il suo studio metodico delle percussioni, che era quasi ossessivo. Sempre alla ricerca di miglioramenti, Peart si rivelò essere il contrario di Moon, il quale prediligeva l’improvvisazione. Le sue tendenze esoteriche si ripercossero sul suo stile, arricchendo le tracce con glockenspiel, temple block e timpani.

Essendo forse il batterista più venerato nelle performance live e venendo considerato come il più grande architetto di complessissimi assoli, meritatamente occupa la seconda posizione.

1)   JOHN BONHAM

Nominato miglior batterista della storia dalla rivista Rolling Stones, John “Bonzo” Bonham vince la nostra classifica dei migliori dieci batteristi del rock. Batterista vivace, poderoso ma anche creativo, Bonham è stato l’anima ritmica del gruppo inglese Led Zeppelin.

La sua velocità, la sua potenza e la sua scarica dietro al beat sono divenuti leggendari. La sua inclinazione istintiva, la sua travolgente dinamicità e la sua carismatica potenza lo hanno reso il batterista più apprezzato dai critici.

Cresciuto nella campagna inglese, egli imparò a suonare le percussioni da autodidatta, preferendo sempre l’istinto e la passione alla mera tecnica. Crebbe imitando i suoi idoli come Buddy Rich e Ginger Baker, ma sempre basandosi più sull’istintiva improvvisazione. A tal proposito Bonham stesso affermò:

« Agli inizi ero interessato alle partiture musicali ed ero abbastanza bravo e veloce nella lettura, ma quando cominciai a suonare con i gruppi feci l’enorme sbaglio di abbandonare lo studio. Credo che sia fantastico essere capaci di scrivere le proprie idee in forma musicale, ma credo anche che nella batteria il feeling sia molto più importante della mera tecnica: è fantastico suonare un triplo paradiddle… ma chi si accorge veramente che lo stai facendo? Se fai troppa attenzione alla tecnica, finisce che inizierai a suonare come ogni altro batterista. Credo che quello che conti veramente sia essere originale. Quando ascolto altri batteristi, mi piace poter dire “wow… carina questa cosa, non l’avevo mai sentita prima!”. Credo che essere te stesso come batterista sia molto più importante che suonare come chiunque altro. »

 

Resta memorabile il suo travolgente assolo di Moby Dick nella quale dimostra la sua immensa forza e il suo energico dinamismo. Artista geniale, dotato di carattere e personalità, fu una delle figure più carismatiche della scena rock, influenzando tutti i batteristi successivi. Infatti quasi ogni batterista rock dopo Bonham ha cercato di fare come lui, di imitarlo, in un viaggio che ha permesso ai più grandi di trovare infine il proprio stile.

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