Irene G.
Insegnante di
Geografia, Greco, Italiano, Latino, Storia
Ciao Community di Ripetizioni.it.
Sono Irene, ho 25 anni e sono di Napoli. Mi sono laureata ecc ecc. Vi risparmio il monologo. Se vi aspettate la presentazione di una bacchettona con i capelli ingolfati e un discorsone ampolloso da topo da biblioteca, permettetemi di deludervi. Vi invito a cambiare tutor all'istante. Votata, soltanto per certi versi, allo studio del latino e del greco, per una congiunzione molto fortunata di eventi della mia vita, giuro, so anche essere una persona normale: ho un diploma di teatro, che un giorno mi piacerebbe ampliare frequentando l'INDA, l'Istituto Nazionale di Drammaturgia Antica. Nel frattempo, sono due anni che pratico Pole Dance a livello agonistico (mia madre è una donna distrutta): quando non sono su un palco e non volteggio tra i pali della palestra, passo il tempo a leggere (Majakovskij primo fra tutti), a scrivere per giornali online che trattano di politica internazionale (Putin stai buono per piacere), a bere vino da bravo poeta maledetto e a mangiare tanto sushi, meglio ancora se sashimi (so che questo non è rilevante, ma dovevate saperlo ecco). So bene che sono le informazioni di cui non avevate bisogno e francamente vi comprendo.
I miei migliori maestri me li ricordo rigidi e severissimi, impietosi ma dai cuori sensibili, in parte come il mio: del loro metodo ho ereditato quasi tutto. Disciplina e perseveranza: non esiste studio che tenga senza costanza nell'apprendimento. La mia formazione è tradizionale: l'approccio filologico al testo si accompagna a un'analisi asettica della struttura di un sistema linguistico e tiene conto dei parametri storico-culturali dell'evoluzione di una lingua. Spoliticizzata, credo fermamente nell'educazione civica delle lingue classiche per le giovani generazioni, capace di formare non solo gli studenti di oggi, ma anche e soprattutto i cittadini di domani.
Ho un debole per i teenager che hanno in odio il latino e il greco, perché quasi sempre li saluto a fine percorso, sentendomi dire "Sai che alla fine non è così male?". Meno enfasi per tre categorie umane, che rifuggo accuratamente tanto nella vita professionale, quanto in quella privata: gli arroganti, gli inetti e gli ipercritici.
La mia categoria di studenti preferita, però, restano e resteranno sempre i curiosi. Forse perché ne faccio parte anche io, forse perché sono infaticabili. E non esiste sfida, umana e professionale, che regga, rispetto a quella di assopire le voci dei curiosi e degli instancabili.