Gianluca G.
Insegnante di
Scacchi
Sono un consulente finanziario e svolgo tornei di scacchi da 15anni ed insegno anche gli scacchi ad allievi fino alla prima categoria nazionale nei vari circoli della provincia. Posso dare lezioni online o di presenza da concordare.
A proposito degli scacchi
Il miglioramento del proprio livello di gioco è un problema che riguarda la maggior parte dei giocatori di circolo, professionisti, e di coloro che si stanno avvicinando da poco agli scacchi.
Ci sono molti modi per farlo, cercherò di elencarne alcuni.
Aperture
Per i principianti consiglio il seguente procedimento:
1)Cercare di assimilare bene i principi delle aperture
2)Trovare una lista delle aperture (come vedete sono tantissime) e giocarle contro un computer molto forte una per una, prima con il Bianco e poi con il Nero fino a che i pezzi non sono stati tutti sviluppati, cercando di tenere sempre a mente gli obiettivi principali; una volta finita l’apertura quindi riguardate tutto da capo e, se siete finiti in posizione inferiore -cosa che all’inizio capiterà senza dubbio- cercate di capire dove avete sbagliato, dopodiché rigiocate da capo l’apertura fino a che non riuscite a trovare un modo accettabile per uscirne; non appena siete riusciti a sopravvivere a quell’apertura contro un computer, ripetete il procedimento con un’altra apertura.
Questo porterà vari vantaggi:
a)Vi farà sondare i principali impianti possibili, in modo che poi possiate decidere per conto vostro verso quali indirizzarvi, una volta che ne avrete provata la maggior parte.
b)Incomincerete a prendere molta confidenza con i principi generali
c)Riguardando la partita per andare a vedere dove avete sbagliato imparerete molte cose che altrimenti nessuno vi avrebbe mai detto; inizierete a farvi una esperienza scacchistica che sarà solo vostra. Fra queste cose, imparerete anche nuove sfumature dei concetti che già conoscete, li capirete più a fondo, capirete quando si può muovere un pezzo due volte in apertura e quando ha senso arroccare subito e quando invece ha più senso lasciare il Re al centro, capirete che a volte i pezzi sono ben sviluppati anche nelle loro case di partenza, etc etc etc…
d)Vi renderete conto che molte aperture portano a situazioni simili, e inizierete a prendere confidenza con delle posizioni fondamentali che poi resteranno con voi per tutta la vostra vita scacchistica.
-Se invece siete un po’ più esperti e volete esplorare un’apertura suggerisco un procedimento identico a quello descritto sopra, solo che invece che prendere molteplici aperture giocherete con le molteplici varianti di una singola apertura; i benefici ovviamente saranno i medesimi…
-Ci sono aperture, come l’Inglese o la Nimzo-Indiana, dalle quali possono scaturire un’infinità di strutture pedonali differenti; in questo caso un buon approccio può essere quello di mettere un po’ da parte le varianti e concentrarsi sulle caratteristiche della struttura pedonale. Ovviamente il consiglio vale anche per aperture come la Caro-Kann dove le strutture pedonali che si possono venire a creare non sono poi tantissime…
-Sconsiglio con tutto il cuore la memorizzazione di varianti: a livelli non magistrali è un procedimento completamente inutile
-Prendete confidenza con le idee di base di una singola apertura: le case fondamentali, la struttura pedonale, i piani a disposizione per il mediogioco e, non ultimi, approfondite i temi strategici che l’apertura in questione vi pone (pedoni sospesi, pedone “d” isolato, controllo delle case di un solo colore, etc etc etc).
-Non ultimo, cercate su wikipedia le aperture; alcune sono trattate molto bene e altre molto male, ma comunque sarà un punto di partenza per lo studio…
-Cercate aperture conformi al vostro stile di gioco: se siete giocatori posizionali evitate l’Indiana di Re, se siete attaccanti lasciate perdere la Caro-Kann…
-Altro modo molto interessante per studiare una nuova apertura è quello di usare un database scacchistico: se non lo avete ancora, potete scaricare Chessbase Light e usatelo come interfaccia di gioco; poi andate a questo link e scaricate un file contenente l’apertura che, nello specifico volete studiare; a questo punto mettetevi davanti al computer e fate scorrere in maniera relativamente veloce varie partite, e man mano che le vedete chiedetevi sempre come mai stanno facendo quelle mosse, che scopo hanno; così facendo, ripetendo il processo per molte partite, vi approprierete delle idee di base di una singola apertura e nel contempo avrete in mente in maniera chiara il piano di sviluppo dei pezzi per le prime mosse…
Tattica
Questa è, semplicemente, essenziale: nessuno scacchista, indipendentemente dal livello, può prescindere dalla tattica. Se non siete particolarmente allenati, gli esercizi di tattica miglioreranno in maniera immediata la vostra forza di gioco; questo vale a maggior ragione se siete principianti. Io addirittura quando insegnavo a dei nuovi giocatori evitavo ogni riferimento alla tattica durante il primo periodo, perché se ne parlavo troppo presto la gente si esaltava per via del rapido miglioramento e distoglieva troppo l’attenzione dai temi strategici; col tempo mi sono reso conto che la mia ostilità per la tattica era un po’ eccessiva, ma devo dire che comunque quell’atteggiamento aveva un suo perché.
Ah, lo dico subito: per migliorare la visione tattica bisogna aver presente alcune cose fondamentali di cui scriverò in futuro (che sfortunatamente non ho trovato da nessuna parte ancora su internet), un minimo di preparazione sui temi più ricorrenti e poi soprattutto esercizi, tanti esercizi…
-A prescindere dal vostro livello, qui troverete senza dubbio degli esercizi che vi metteranno alla prova; se anche gli esercizi di livello “facile” sono troppo difficili, provate qui: si tratta di una pagina in cui vengono proposti esercizi di tattica la cui difficoltà aumenta/diminuisce in funzione della vostra abilità…
Strategia
Ci sono tonnellate di temi strategici che si possono studiare, ed è semplicemente inconcepibile allenarsi su tutti quanti. Per questo, sostanzialmente, il mio consiglio è di concentrarsi su uno alla volta: coppia di alfieri, pedone di donna isolato, case deboli/forti etc etc. Prendete da un database di partite più partite col tema che vi interessa ed analizzatele una per una nella fase in cui il tema si concretizza, e fatto questo iniziate ad implementarlo nelle vostre partite. In quest’ottica suggerisco partite a tempo lungo (per corrispondenza anche meglio), poiché nelle partite rapide manca il tempo per riflettere su come applicare un concetto che non si è ancora metabolizzato.
Altra cosa essenziale, ovviamente, è l’analisi. Ad esempio se volete studiare i sacrifici di qualità è essenziale partire dalla posizione del sacrificio e vedere come mai, anche a lungo andare, la posizione nostra è buona, cercando numerose varianti sulla scacchiera, chiedendosi come si potrebbe reagire alla migliore mossa dell’avversario. Non basta dire che il sacrificio di qualità va bene perché in questo modo “si aumenta il controllo sulle case chiare”: è essenziale capire, a un livello intuitivo E tramite l’ausilio dell’analisi di varianti concrete, come mai il controllo di quelle case effettivamente vale la nostra torre.
Se siete principianti poi, evitate i temi strategici più incasinati e concentratevi solo su quelli basilari (colonne aperte, case forti, spazio); una volta che avrete assimilato questi ci sarà il tempo per passare a qualcosa di più sofisticato, ma andare a concentrarsi sulla lotta fra alfiere e cavallo senza avere prima assimilato i concetti di base è completamente inutile…
Finali
Quando si ha superato un certo livello di gioco, tipicamente quello in cui si sopravvive almeno il 50%delle volte al mediogioco e il mediogioco non viene deciso da svarioni di vario genere da parte dei due giocatori, bene o male inizia a diventare essenziale lo studio del finale.
Dvoretskij sostiene che ci sono due metodi per migliorare la propria abilità nel finale:
1)Studio delle posizioni teoriche standard
2)Miglioramento della propria tecnica
Ovviamente il miglioramento nell’una porta necessariamente a un miglioramento anche nell’altra, poiché lo studio del finale, in qualsiasi sua forma, ci porta comunque ad acquisire una forma mentis caratteristica che si rivelerà utile in qualsiasi posizione concreta ci troviamo.
Per quel che riguarda il miglioramento della tecnica, anche qui ci sono varie cose che si possono fare:
Analizzare finali di partite giocati da GM abili in questa fase della partita (di fatto qualunque campione del mondo va bene, soprattutto quelli più posizionali.